martedì, ottobre 13, 2009

GLI ABUSI PSICHIATRICI CONTINUANO

....anche se non vedete frequenti aggiornamenti in questo blog non vuol dire che gli abusi psichiatrici siano finiti, e che noi abbiamo desistito, tuttaltro. E' sufficiente leggere i giornali o ascoltare i telegiornali e avere la GIUSTA CHIAVE DI LETTURA degli avvenimenti.
Come leggerete in questo blog, in molti altri blog, e anche per stessa ammissione degli psichiatri, la psichiatria non ha metodi certi per identificare e curare una malattia mentale.
Avete sentito spesso durante i tg durante la ricostruzione di fatti tragici il commentatore dire che "....era in cura psichiatrica" oppure "....era depresso".........
Quindi la domanda da porsi è: "ma che cure erano?" "in che senso era depresso?"

Approfondisci su http://www.ccdu.org/ sito sempre ATTIVO.
Oppure su www.cchr.org

venerdì, giugno 19, 2009

Considerati incapaci prima ancora di imparare - I pericoli di una legge per la scuola italiana

La Commissione Istruzione del Senato il 19 c.m. ha dato parere favorevole ad un disegno di legge sulla dislessia che, se dovesse essere approvato anche dal Parlamento, stravolgerebbe le finalità dell’istruzione scolastica nel nostro paese.

Le difficoltà dei nostri alunni nella lettura, nella scrittura o nel fare i calcoli, sono state ridefinite rispettivamente: dislessia, disgrafia e discalculia e sono considerati dalla psichiatria: “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” (DSA), e si trovano nel DSM IV (Manuale Diagnostico, testo utilizzato dalla psichiatria per fare le diagnosi psichiatriche) assieme ad altri “disturbi“ di cui, secondo la psichiatria, soffrirebbero i nostri bambini.

Secondo la stessa psichiatria, questi disturbi sono di carattere neurologico. Ci si chiede allora come mai l’individuazione di tali disturbi sia fatta attraverso test sulla scrittura, lettura e calcolo, anziché tramite analisi cliniche di laboratorio, come ci si aspetterebbe data la presunta origine del disturbo, e su alunni normodotati (con un normale quoziente di intelligenza)?
L’evidenza sta dimostrando che abbiamo a che fare solo con opinioni e teorie.

Sull’onda di queste teorie, l’art. 3 della legge recita: “E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli alunni.”
Come mai si cercano questi disturbi in bambini di 3, 4 anni (scuola dell’infanzia) quando ancora non hanno imparato a leggere e scrivere? Come si fa a individuare tali errori in bambini che non hanno neanche i primi rudimenti della scrittura?

Con questa legge si sta dando alla psichiatria il potere di determinare i parametri e i livelli di abilità che devono avere i nostri alunni per intraprendere e proseguire un normale corso di studi.

Queste teorie non solo non tengono conto delle innumerevoli variabili che influenzano l’apprendimento di un alunno, ma vanificano completamente tutte le varie metodologie didattiche, teorie pedagogiche e anni di esperienza nella scuola italiana.

Nelle finalità della legge (art. 2) si parla di garantire il diritto all’istruzione, favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nell’apprendimento su alunni affetti da DSA. Come si possono raggiungere questi obbiettivi su un alunno che viene etichettato incapace a cui è stato detto che non potrà mai raggiungere le stesse abilità e competenze dei suoi compagni? Come potrà sentirsi meglio e aiutato un bambino che viene incanalato in un percorso didattico diverso dagli altri? Quale sarà il suo successo scolastico quando i rimedi previsti per questi “disturbi” sono: dispensarlo dal leggere se ha difficoltà di lettura, obbligarlo all’uso della calcolatrice se ha difficoltà nel fare i calcoli e obbligarlo all’uso del correttore automatico e del computer se fa errori di grafia e ortografia?

C’è proprio bisogno di una tale legge e diagnosi psichiatrica per aiutare un bambino che ha difficoltà o è più lento nella lettura? Con questa legge si rischia di aprire le porte a screening ed etichettature psichiatriche di massa e a incanalare migliaia di bambini su percorsi fallimentari.

Il nostro Comitato
invita fortemente
le Istituzioni, gli insegnanti, educatori e genitori
a valutare seriamente i pericoli che tali interventi rappresentano
per il futuro della nostra scuola e dei nostri bambini.

venerdì, maggio 15, 2009

MANIFESTAZIONE A PADOVA - contro la medicalizzazione della scuola

MANIFESTAZIONE CONTRO LA MEDICALIZZAZIONE DELLA SCUOLA
Sabato 16 maggio alle ore 10.30,
il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha organizzato una manifestazione
davanti all’Azienda Ospedaliera di Padova,
in via Giustiniani 2,


in occasione del VII CONGRESSO NAZIONALE sul “Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività”.

Questo convegno è organizzato dall’AIDAI, un’associazione ideata e fondata dal gruppo del professor Cesare Cornoldi e dal Servizio di Neuropsichiatria dell’ASL di San Donà di Piave: tristemente famoso per la vicenda che ha portato a un’interrogazione del Senatore Carrara sottoscritta da altri 46 Senatori.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=311980

Il professor Cesare Cornoldi, professore ordinario presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova, è il coautore del libro “AC-MT. Test di valutazione delle abilità di calcolo”, (uno dei test somministrati recentemente nelle scuole di Rovereto)” e sarà uno dei relatori principali al Congresso.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ha deciso di protestare contro l’ennesimo tentativo di trasformare le nostre scuole da luoghi di istruzione e crescita a una sorta di laboratori per studi psicologici o psichiatrici.

La scuola deve essere un luogo di istruzione ed educazione, nel quale i bambini, abbiano il diritto, attraverso i loro tempi del tutto personali e soggettivi, di acquisire conoscenze ed abilità. Le difficoltà che i bambini incontrano non devono essere viste come disturbi patologici. Desideriamo sottolineare l’importanza di rinforzare il percorso pedagogico-educativo, per impedire che la scuola si allontani dalla sua vera identità, anziché medicalizzare e “psico-farmacologizzare” i comportamenti.

Il senatore De Eccher, promotore della legge provinciale trentina che vieta i test nelle scuole, ha presentato un’interrogazione al Senato. Nell' interrogazione si afferma che: "I lavori di detto Congresso sono articolati secondo la presupposizione, priva di legittimazione scientifica, che l'ADHD sia una patologia specifica" e si chiede quindi di "sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra esposto e, in caso affermativo, se ritenga di dover intervenire con i mezzi e nei modi che riterrà più opportuni al fine di chiarire l'effettiva portata del fenomeno ADHD e le conseguenti iniziative pubblicitarie e farmacologiche tranquillizzando l'opinione pubblica e, soprattutto, mettendo al riparo da speculazioni la salute dei più piccoli, quindi dei più indifesi cittadini italiani." http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=418183

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani con questa manifestazione intende proseguire nell’opera di sensibilizzazione dei cittadini sui rischi di interventi di carattere psichiatrico all’interno della scuola.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel 0236510685
Email info@ccdu.org
http://www.ccdu.org/

lunedì, maggio 11, 2009

DONA IL 5x1000 AL Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani: CODICE 97378250159

CLICCA SULL'IMMAGINE PER MAGGIORI INFORMAZIONI

venerdì, maggio 01, 2009

VISITA IL SITO NAZIONALE: WWW.CCDU.ORG


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martedì, aprile 07, 2009

URGENTE : AIUTIAMO UNA BIMBA A RITORNARE DALLA SUA MAMMA A CASTELFRANCO EMILIA (MO)

SABATO 11 APRILE ORE 10.30
SAREMO A CASTELFRANCO EMILIA (MO)
PER MANIFESTARE
.........................come è stato per Basiglio ........................
Su Studio Aperto pochi giorni fa un servizio con l'avvocato Francesco Miraglia
ha denunciato l'ennesimo caso di sottrazione di bambini dai genitori.

Questa mamma è disperata ed ha bisogno di aiuto.

Lei sta andando tutti i giorni davanti al comune di Castelfranco
che si trova a 16 km da Modena direzione Bologna.

DOBBIAMO SOSTENERLA!!


Questa volta è accaduto a Castelfranco Emilia dove i Servizi Sociali locali hanno spinto il Tribunale dei Minorenni a togliere la potestà genitoriale alla mamma collocando la bambina in una struttura orfanotrofio di un’altra provincia.

La mamma disperata, da venerdì 3 aprile, è seduta davanti al Comune di Castelfranco in attesa che il Sindaco, che è anche l’Assessore alle politiche sociali, gli Assistenti Sociali e gli operatori riescano a farle capire per quale motivo.

Purtroppo, le ragioni sono sempre le stesse: arbitrarie valutazioni psicologiche, incapacità da parte dei servizi psicologici e sociali di valutare e gestire queste difficili situazioni. Abbiamo perciò deciso di avviare una raccolta firme su facebook http://apps.facebook.com/causes/264968 AIUTIAMO UNA BIMBA A RITORNARE DALLA SUA MAMMA) e di organizzare una manifestazione per aiutare questa mamma.

Sabato 11 aprile alle ore 10.30 partirà una marcia da Corso Martiri (Zona Ospedale) che si concluderà davanti al Comune di Castelfranco, faremo sentire la nostra voce, in rappresentanza di altre migliaia di genitori ai quali il Tribunale e i Servizi hanno rubato i propri figli. Occorre la massima partecipazione per sensibilizzare la popolazione e i politici affinché si occupino di un problema così rilevante fino ad oggi completamente ignorato.

Sindaco, assistenti sociali, psicologi e Tribunale dei Minorenni: giù le mani dalla mamma di Castelfranco - restituitele la figlia che le avete portato via

domenica, aprile 05, 2009

GRANDE SUCCESSO DEL CORTEO DI FIRENZE CONTRO GLI ABUSI PSICHIATRICI




Firenze, sabato 4 aprile 2009 alle 13.30 molte centinaia di persone si sono ritrovate da tutta Italia in Piazza S. Maria Novella per partecipare al corteo di protesta contro gli abusi psichiatrici. Lo scopo del corteo è stato prima di tutto quello di far sapere ai cittadini della città che sta ospitando il congresso della Psichiatria che la loro libertà è in pericolo perché le diagnosi che la psichiatria sforna a più non posso sono prive di fondamento scientifico. Il corteo ha avuto termine di fronte alla Fortezza da Basso dove i manifestanti si sono radunati per più di un'ora scandendo slogan contro gli psichiatri che uscivano dalle sale riunione. Il Dott. Roberto Cestari, presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e il Dott. Giorgio Antonucci hanno preso la parola ribadendo i motivi che hanno portato avanti la manifestazione, cioè l'idea dell'interesse economico piuttosto che l'idea di aiutare qualcuno.

Come già denunciato, mercoledì 1° aprile si è tenuto un convegno a Firenze per passare all'effettiva applicazione della "Dichiarazione di Firenze" di due anni fa che prevedeva tra l'altro "la creazione di un formulario riconosciuto a livello europeo per l'uso degli psicofarmaci per i bambini e per gli adolescenti", "lo sviluppo di programmi all'interno del contesto scolastico" e "pianificare adeguatamente all'interno della comunità servizi di salute mentale per tutte le età". Questo significa che la comunità psichiatrica vorrebbe intervenire anche sui bambini appena nati.

I danni causati da questa pseudoscienza in quasi due secoli di attività dovrebbero averci insegnato qualcosa. Dalle lobotomie all'elettroshock, dalla contenzione agli psicofarmaci la psichiatria ha collezionato solo crimini e fallimenti. In America dal 1960 al 2000 sono morte negli ospedali psichiatrici circa 1.100.000 persone, il che corrisponde a circa il doppio di tutti i caduti americani dalla guerra civile alla guerra del Golfo. Nel frattempo, le statistiche del numero di malattie e malati mentali costante aumento. I programmi psichiatrici in nazioni come America, Svizzera, Francia, Inghilterra, Germania ecc. hanno prodotto più di 20 milioni di bambini etichettati come malati mentali che assumono psicofarmaci. Vogliamo veramente che gli psichiatri mettano le mani anche sui bambini appena nati?

Per avere più informazioni è possibile visitare la mostra multimediale esposta presso la sala presidenziale della Stazione di Santa Maria Novella. Attraverso documentazione originale porta i cittadini a conoscenza degli abusi dei diritti umani nel campo della salute mentale dal 1700 ai giorni nostri, rimarrà a Firenze fino all'8 aprile con orario 9.30 – 19.30. Entrata gratuita.

CCDU - Marcia a Firenze - 4 APRILE 2009 - PARTECIPA ANCHE TU

venerdì, aprile 03, 2009

Figli di immigrati – un nuovo mercato per la psichiatria. La Regione Lombardia finanzia lo screening di massa sui bambini degli immigrati

La Regione Lombardia finanzia lo screening di massa sui bambini degli immigrati
Il 6 marzo scorso si è svolto a Milano un convegno: "Dalla parte del bambino", promosso dall'IRCCS "E. Medea". Qualche giorno dopo viene annunciato che è stato presentato un progetto finanziato dall'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia con un contributo complessivo di 2,7 milioni di euro per gli anni 2009-2011 finalizzato ad affrontare i problemi della salute mentale dei figli minorenni di immigrati nel Comune di Milano. ( v. Vita Magazine " Minori. La Lombardia attenta ai migrati con problemi psichici, 10 .03.2009- http://beta.vita.it/news/view/89943)
Alcuni risultati riesumati dal vecchio Progetto Prisma realizzato dall'Istituto Medea, qualche anno fa, dove erano stati sottoposti a screening i bambini di diverse scuole di cinque regioni italiane al fine di individuarne i "disturbi mentali": Adhd ( defict di attenzione ed iperattività), ADD ( Deficit di attenzione), Disturbo Oppositivo-provocatorio, ecc., sono stati sufficienti a convincere l'Assessorato ad aprire le porte allo screening di massa dei figli in età infantile e preadolescenziali di immigrati, la componente più debole e meno informata della comunità, che difficilmente si opporrà o ne contesterà i risultati e le conseguenti soluzioni proposte.
Le Unità Operative di Neuropsichiatra dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Uonpia) di Milano e altri enti hanno presentato il progetto ed hanno già annunciato che il loro primo passo sarà un'analisi epidemiologica per diagnosticare disturbi mentali e di apprendimento attraverso test, uno screening di massa, su circa 60 mila bambini solo a Milano.
Tutto questo malgrado in diverse regioni e a livello nazionale, constatando la pericolosità di queste iniziative psichiatriche siano stati emessi atti legislativi per vietare la somministrazione all'interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni. La Regione Piemonte con la legge n.21, la Provincia Autonoma di Trento con la legge n.4 del 2008, e la recente Circolare n.4226/P4° emessa dal Ministero dell'Istruzione.

I centri UONPIA non sono scuole, non sono centri sociali, il neuropsichiatra infantile non è un‘insegnante, non è addestrato per risolvere le difficoltà di lingua e di integrazione che questi bambini possono avere. L'integrazione interculturale non è di competenza della neuropsichiatria.
Le famiglie arrivano in Italia per garantire ai loro figli un futuro e possibilità migliori e le nostre Istituzioni danno loro diagnosi e terapie psichiatriche, facendo leva sulle difficoltà che un qualsiasi bambino in un paese straniero potrebbe avere e incanalandoli in un futuro di possibili pazienti psichiatrici.
Gli stessi programmi attuati negli altri paesi come negli Usa, hanno portato quasi otto milioni di bambini ad essere etichettati con "disturbi mentali" e successive somministrazioni di potenti e pericolosi psicofarmaci. Nei soli Usa quasi 200 bambini sono morti a causa di trattamenti con psicofarmaci, fino al punto di indurre il Parlamento USA ad approvare una legge che attribuisce ai genitori di bambini etichettati il diritto di non accettare eventuali terapie o trattamenti che essi non condividono. Per non parlare di effetti collaterali come la violenza, vedi le innumerevoli stragi nelle scuole americane: le indagini hanno appurato che erano tutti sotto trattamento di psicofarmaci.

In Italia abbiamo già i primi casi di bambini etichettati Adhd , in cura con psicofarmaci che hanno tentato il suicidio. L'ultimo bollettino dell'AIFA (Agenzia Italiana del farmaco) a pagina sette informa circa le idee di suicidio di due bambini, una piemontese di 9 anni ed un bimbo sardo di 10 anni entrambi in trattamento con Atomoxetina nel 2008 , la bimba da sette mesi ed il bimbo da 10 mesi.

L'esperienza degli altri paesi e quanto sta avvenendo in Italia dovrebbe allarmarci ed indurci a non ripetere gli stessi errori. Chi ha in mano le sorti di migliaia di bambini non può ignorare e non documentarsi su questi fatti. Aprire le porte a programmi i cui risultati sono stati quelli di cui sopra è inaccettabile e non privo di conseguenze per tutti.

Nella situazione di crisi che stiamo vivendo le famiglie degli immigrati e le famiglie
italiane hanno bisogno di un vero aiuto, di istruzione, di dare un futuro migliore ai propri figli e potenziare le iniziative di sostegno linguistico ed educativo già esistenti.

Il CCDU ritiene che i test non devono essere fatti come screening, a tappeto, sulla popolazione infantile italiana — poiché questo viola la libertà dei cittadini ed è una intrusione dello stato nella famiglia.
Purtroppo molte di queste iniziative nascondono interessi di case farmaceutiche e lobby psichiatriche volti a medicalizzare la scuola per trarne dei profitti economici. Invitiamo pertanto i genitori ad informarsi scrupolosamente su queste proposte ed a monitorare le attività didattiche per scoprire se tali iniziative vengono fatte sui propri figli.

All'interno della mostra itinerante del CCDU, il 3 aprile a Firenze è previsto un convegno dal titolo "Dove sta andando la scuola – disturbi di apprendimento e diagnosi sui bambini", convegno già proposto in altre città e che ha avuto un grande successo.

sabato, marzo 14, 2009

LA VENA D'ORO. Introduzione al DVD




Clicca su play per vedere l'introduzione.
Per ordinare il DVD vai sul sito del CCHR.



--- http://www.ccdu.org/ ---

venerdì, marzo 06, 2009

Mostra a Firenze: "Psichiatria un viaggio senza ritorno"


Dal 26 marzo al 09 aprile 2009 ritorna a Firenze la mostra "Psichiatria un viaggio senza ritorno". L'inaugurazione si terrà il 27 aprile alle ore 11.00 presso la "Sala Presidenziale" della stazione Santa Maria Novella.

Il 3 aprile è previsto un convegno all'interno della mostra. Maggiori informazioni saranno fornite nei prossimi giorni.

WWW.CCDU.ORG

mercoledì, febbraio 25, 2009

IPOCRISIA "psichiatrica"

IPOCRISIA !!!


Riceviamo spesso richieste di collaborazione di psichiatri che si mostrano interessati a combattere l’uso di psicofarmaci sui bambini, ma ogni giorno molti, moltissimi bambini assumono psicofarmaci per mano degli stessi psichiatri. Com’è possibile che l’uso di questi medicinali con effetti devastanti per la salute dei nostri figli non interessi a nessuno?

Lo sapevi che…
- Gli psichiatri hanno ammesso di non avere alcuna cura per nessun disturbo mentale. In base a uno studio fatto sui pazienti ricoverati, i trattamenti psichiatrici hanno un tasso di fallimento del 99%. (http://www.cchr.org/flash/brochure/?locale=it)

- Più di 20 milioni di bambini, in tutto il mondo, fanno uso di psicofarmaci che causano violenza, psicosi, allucinazioni, omicidi, colpi apoplettici, diabete, attacchi cardiaci e morte. Questo per curare dei presunti disturbi la cui esistenza non è mai stata provata scientificamente.
(http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=99)

- Il totale delle vendite di psicofarmaci nel mondo è nell'ordine di 76 miliardi di dollari l'anno. Questi farmaci sono sotto osservazione da parte delle agenzie del farmaco di tutto il mondo perché possono generare violenza e impulsi suicidi in chi li assume.
(http://www.mednat.org/false_diagnosi_psich.htm)

- In Trentino sembra proprio che la psichiatria pubblica non lasci nessuno spazio alla libertà di scelta e le strutture alternative in grado di ampliare l’offerta terapeutica sono fortemente avversate. La Provincia aveva creato una struttura residenziale riabilitativa in loc. Man. In seguito il progetto è stato “annesso” al servizio di psichiatria di Trento che ha inserito dei pazienti cronici snaturando completamente il progetto originale.
(http://www.salutementalelibera.it/contenuti/servizi/arc_doc/punti%20essenziali.pdf)

- Nell’interrogazione provinciale N. 119 del 10 febbraio 2009 si afferma: ”… nonostante le intenzioni garantiste del legislatore ci pervengono segnalazioni di eventuali abusi e violazioni dei diritti fondamentali della persona per quanto concerne la libertà personale e di scelta terapeutica.” (http://www.consiglio.provincia.tn.it/documenti_pdf/IDAP_56400.pdf)
Parecchi giovani trentini ci hanno raccontato di essere costretti a recarsi periodicamente presso la psichiatria per un’iniezione forzata di psicofarmaci.
Cosa sta succedendo?

Ludovico, 28 anni, è stato portato in psichiatria per problemi di alcol. Dopo anni di “psichiatrizzazione” si è ritrovato con una condanna a una vita di assistenzialismo e di “terapia” farmacologia. Fortunatamente si è rivolto fuori regione, l’hanno disintossicato dai farmaci, hanno scoperto che non aveva “nessuna patologia psichiatrica” e lo hanno reinserito nella società.

Pasqualina era una ragazza normale. Ha conosciuto la psichiatria per problemi di anoressia. Ha subito vari ricoveri coatti, le hanno somministrato molti psicofarmaci ed è stata legata al letto più volte. Una volta voleva vedere un dietologo ma lo psichiatra si è opposto.

Ilaria era una ragazza sportiva e si è rivolta in psichiatria a causa di un problema sul lavoro. Lì l’hanno subito riempita di farmaci. Ora è fisicamente distrutta, non riesce a lavorare, ha una pensione di invalidità ed è costretta a fare una puntura di psicofarmaci ogni 15 giorni.
Purtroppo ci sono pervenute anche altre storie. (Nota: abbiamo usato nomi di fantasia.)

o Diagnosi sbagliate. Spesso le persone ci raccontano di ricevere delle diagnosi dopo pochi minuti di colloquio.

o Mancanza di consenso informato per gli psicofarmaci. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.”

o Somministrazione forzata di psicofarmaci. “…Ho rifiutato i farmaci e lì sputavo e mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.”

o TSO illegittimi. A volte l’unica motivazione del TSO è il rifiuto alle cure “imposte” dallo psichiatria.

o Contenzione. “Una volta sono stato legato e imbottito di farmaci. Io non avevo fatto male nessuno e mi hanno tenuto legato al letto per tre giorni come una bestia.”

Le persone non hanno bisogno di torture o violazioni dei loro diritti umani. Nel corso degli anni il CCDU ha individuato svariate strutture in Italia dove sono state realizzate attività e assistenza efficaci e rispettose dei diritti umani. La creazione di queste strutture non solo fornisce sicurezza, riabilitazione e tutela dei diritti umani, ma i costi per le Regioni e lo Stato sono ridotti enormemente.

FIRMA LA PETIZIONE PER LA LIBERTÀ DI CURA !!!
>>>QUI<<<

giovedì, febbraio 19, 2009



ORGANIZZANO:

Mercoledì 19 febbraio 2009 alle ore 18,00
presso la Scuola Primaria Ranyeri
(Istituto Comprensivo Manzoni)
Corso Marconi, 28 - Torino
CONFERENZA
Bambini e adolescenti, iperattività e deficit di attenzione: gli psicofarmaci sono la risposta?
Rischi di ipermedicalizzazione sui minori per un disturbo che forse malattia non è



RELATORI:

Prof. Dott. PAOLO PORTAEONE
Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino

GIANLUCA VIGNALE
Consigliere Regionale - Primo firmatario della legge regionale contro l'abuso di psicofarmaci sui bambini

ANTONINO BOETI
Consigliere Regionale - Firmatario della legge regionale contro l'abuso di psicofarmaci sui bambini

TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA

Grande successo della mostra "Psichiatria, un viaggio senza ritorno" a Como

Siamo veramente indignati! Grazie per averci fatto vedere la realtà delle cose! Ecco una, delle tante affermazioni, che misurano il senso delle decine e decine di commenti lasciati dai visitatori alla mostra allestita alla Ex Chiesa San Francesco. Il successo di un'iniziativa come questa si può misurare dal grado di comprensione causato dalla qualità dell'informazione messa a disposizione.

Circa tremila persone hanno visitato la mostra in soli dieci giorni. Centinaia e centinaia le petizioni sottoscritte contro la brutale pratica dell'elettroshock, praticata anche a Como, e contro la somministrazione degli psicofarmaci ai bambini. Numeri che dimostrano il desiderio di conoscere e quanto questa possibilità è stata apprezzata dai cittadini comaschi.

Essi devono ringraziare la Sig.ra Maura Quartapelle, presidente del Tribunale del bambino, per averla fortemente voluta e il Comune di Como per aver concesso lo spazio. Psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri, studenti, politici, preti seminaristi e semplici cittadini tutti d'accordo, con una percentuale del 98%, nell'affermare, dal loro punto di vista, l'importanza e il sincero ringraziamento per essere venuti a conoscenza d'informazioni di così vitale importanza.

Eccone alcuni:

-"Il 95% di quello che viene spiegato in questa mostra è assolutamente vero e purtroppo, essendo medico, confermo questa orribile realtà. Complimenti e grazie!";
-"Oggi come oggi, proprio perché viviamo in un mondo "emancipato" qualcuno pensa di schiacciare la libertà delle persone! Grazie di cuore. (educatrice sociale)";
-"La psichiatria è il potere, la principale causa della rovina umana.(studente di Psicopedagogia Dirigente di Comunità)";
-"Davvero bella mostra. Grazie. Preghiamo per voi e ripassiamo. (Prete seminarista)";
-"Difficile trovare le parole: ma grazie per indicarci la via (Insegnante Pedagogia)".

Sorprende anche un sms che gira tra i ragazzi "non perderti la mostra a San Francesco!". La gente capisce lo sforzo di fornirgli informazioni in modo disinteressato, di cui difficilmente sarebbe venuto a conoscenza e lo riconosce apertamente.

Intere classi di studenti OSS (assistenti sociali) e delle superiori hanno molto apprezzato le informazioni messe a disposizione e la prova di questo è il costante passa parola e la promessa di tornare con amici e colleghi.

Per soddisfare le continue richieste della cittadinanza, informiamo che l'apertura della mostra è stata prorogata fino al 28 Febbraio così da permettere a tutti di ricevere queste informazioni.

Il nostro scopo è ben lungi dall'essere un attacco a psicologi o psichiatri in quanto uomini o donne. La mostra cerca invece di stimolare le coscienze di tutti coloro che non intendono nascondersi dietro alla magniloquenza o reiterate affermazioni, politicamente corrette, ma che di fatto negano a priori i fatti. Raramente la popolazione può accedere a certe informazioni a meno che qualcuno non le raccolga e le metta in una forma tale da essere comprensibile.

Il cittadino ha il diritto di sapere e nella nostra attuale cultura il tentativo di nascondere informazioni vitali è un atteggiamento da dilettanti rispetto alla capacità attuale della tecnologia di trasmettere questi dati. La più grande soddisfazione dei volontari, che con spirito di sacrificio si alternano nel dare servizio ai visitatori, è quella di vedere i visi illuminarsi di comprensione determinando una nuova presa di responsabilità.

I nostri politici giustamente ci dicono che un cittadino ben informato è un cittadino più responsabile. Siamo d'accordo con loro. La mostra e i suoi risultati sono la prova tangibile della verità alla base di questa affermazione.

Invitiamo ancora una volta chiunque a venire a visitare e valutare personalmente le informazioni messe a disposizione.

da www.ccdu.org

sabato, febbraio 14, 2009

VIOLAZIONE LEGGE REGIONALE IN PIEMONTE

TEST PSICOLOGICI NELLA SCUOLA A BAMBINI DI 9 ANNI: UNA MAMMA PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

E' quanto riporta Maria Elena Testa, mamma del bambino di 9 anni che frequenta la classe quarta della scuola dove stanno venendo proposti i test psicologici, nell’esposto alla Procura di Torino che il 13 febbraio mattina sarà depositato e successivamente presentato in Via Dellala, 8 – Torino – 4° piano presso i locali del gruppo regionale AN-PDL alle ore 12,00.

“Il giorno 30 gennaio 2009 vengo informata da un genitore che nella scuola frequentata da mio figlio è in corso una richiesta di autorizzazione a sottoporre i bambini di età compresa tra i 9 e 9 anni e 11 mesi di età un test psicologico da parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Avendo mio figlio un’eta compresa tra i 9 e 10 anni ho chiesto una copia del test psicologico e della richiesta da parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, che per altro sembra essere indirizzato a più di una scuola del territorio.” Aggiunge la sig.ra Testa “ la lettura del test mi ha lasciato parecchio costernata poichè si compone di alcune domande che riteniamo possano indurre a comportamenti gravemente diseducativi. Infatti tali domande mettono di fronte il bambino nella condizione di dover comunque scegliere chi e quante persone far perire di morte violenta.
E’ lecito chiedersi quale tipo di impatto educativo possa dare ai nostri figli la somministrazione di un test del genere dato che sono già bombardati giornalmente dai mezzi di comunicazione di massa e videogiochi con immagini e situazioni violente di ogni tipo. Ci si aspetterebbe anche almeno a scuola i nostri figli possano essere educati a promuovere l’idea della vita e dell’aiutare il prossimo piuttosto che scegliere chi far morire. “

“Tale iniziativa avviene in violazione della legge regionale 21/2007 che, nell’art.4 recita: 1. È vietato, all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado della Regione, somministrare test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni se non finalizzati ad uso interno ed esclusivamente didattico. 2. Gli interventi di cui al comma 1, volti alla valutazione dello stato psichico del minore, possono avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato dell’avente potestà sul minore ai sensi della normativa vigente., afferma il dott. Roberto Elia Cestari, portavoce della campagna PERCHE’ NON ACCADA e Presidente nazionale del CCDU, e incalza “Ci troviamo purtroppo di fronte all'ennesima prova del tentativo di trasformare le nostre scuole da luoghi di istruzione e crescita a una sorta di laboratori per studi psicologici o psichiatrici, come è avvenuto negli USA con catastrofiche conseguenze sia per il loro sistema di istruzione che per le famiglie”.

Ufficio Stampa CCDU
Torino, 13 febbraio 2009

Per contatti:
telefono: 011-245.88.47
fax: 011-85.30.12
mobile: 380-72.80.368
email: ccdutrn@yahoo.it

venerdì, febbraio 06, 2009

TEST PSICOATTITUDINALI SUI BAMBINI DELL’ALTO ADIGE

Interrogazione del Senatore De Eccher sull'Assessore alla Sanità della Provincia autonoma di Bolzano

Con l’atto n. 4-01100 del 5 febbraio 2009 nella seduta n. 144, il Senatore Cristano De Eccher ha presentato un’interrogazione ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. L’interrogazione è volta a far luce sulle scandalose affermazioni dell’Assessore alla Sanità di Bolzano Richard Theiner in una lettera indirizzata a Radio Südtirol.

Riportiamo qui di seguito il contenuto dell’interrogazione.

Premesso che:

l'assessore alla sanità della Provincia autonoma di Bolzano ha reso noto che l'Istituto superiore di sanità, dopo l'istituzione di un apposito registro, ha predisposto un programma diagnostico nazionale rivolto ai bambini al fine di individuare tempestivamente i soggetti che presentano i sintomi dell'ADHD, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, una sorta di nuova patologia non chiaramente definita;

detto programma diagnostico si traduce nella somministrazione di test psicoattitudinali ai bambini all'interno delle strutture scolastiche e, in seguito alla loro valutazione, l'attivazione di concrete proposte terapeutiche quali la psicoterapia e la somministrazione di farmaci;
in linea con il programma nazionale ci si propone, inoltre, di promuovere centri di riferimento a Bolzano, Merano e Bressanone;

considerando che la Regione Piemonte e la Provincia autonoma di Trento hanno manifestato contrarietà rispetto all'applicazione del programma e avrebbero, quindi, approvato una serie di misure legislative volte a contrastare la somministrazione di detti test in ambito scolastico,
l'interrogante chiede di sapere:

se corrisponda al vero che
l'Istituto superiore di sanità abbia riconosciuto l'esistenza della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e abbia, conseguentemente, predisposto un piano diagnostico nazionale;

se corrisponda al vero che
detto piano diagnostico si articoli in test e che essi debbano essere somministrati all'interno degli istituti scolastici e, in caso affermativo, chi li abbia predisposti e in base a quali criteri;
quali siano le valutazioni del caso e se e quali provvedimenti i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare al fine di garantire la libertà dei genitori di esprimere il proprio parere in merito.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani auspica che finalmente possa essere fatta chiarezza su una situazione inaccettabile che sta trasformando l’Alto Adige in una delle aree a maggior utilizzo di psicofarmaci sui bambini di tutta Italia.

da CCDU TRENTO

testo completo:
www.senato.it

venerdì, gennaio 30, 2009

VERONA: CONFERENZA STAMPA: Psicofarmaci ai bambini e test nelle scuole: una svolta!

Lunedi 2 febbraio 2009 ore 11,45
Sala Stampa del Comune di Verona

Con la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: “… La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all’interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni.”

Il Consigliere Andrea Miglioranzi, illustrerà i contenuti della mozione di cui è primo firmatario e promotore, relativa proprio all’uso di psicofarmaci per l’iperattività ed all’utilizzo di test nelle scuole.
Tale mozione è di prossima votazione al Consiglio Comunale di Verona.

Gli organizzatori desiderano manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci.

Dove sono i test recentemente effettuati all’interno delle scuole della Lessinia?
Che uso ne sarà fatto?

Chiediamo che siano interrotte definitivamente queste indagini che non hanno alcun valore scientifico e che rappresentano un etichettamento fondato su basi ideologiche!

Comunicheremo le azioni che intraprenderemo,
affinché sia garantita l’applicazione della Circolare ministeriale.

Tribunale per i diritti del malato Verona

Cittadinanzattiva onlus Verona
email: cittadinanzattiva.verona@virgilio.it
http://www.cittadinanzattiva.it/
Tel 348 6045286

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
email info@ccduverona.org
http://www.ccduverona.org/
Tel 338 1519010

COMO: MOSTRA MULTIMEDIALE E CONVEGNO: DOVE STA' ANDANDO LA SCUOLA?

martedì, gennaio 27, 2009

INFANZIA: FARMACO STRATTERA, FDA LANCIA L'ALLARME "GRAVI DANNI EPATICI PER I BAMBINI"

(IRIS) - ROMA, 26 GEN - La Food and Drug Administration, dopo l'ennesimo report per gravi danni epatici - anche mortali - riportati da picoli pazienti trattati con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera®), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all'esercizio della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli ad informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all'uso del medicinale, con preghiera - avvisa l'FDA - "di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell'area epatica o inspiegabili sintomi influenzali". L'allarme giundein Italia dall'Associazione 'Giú le mani'. Lo Strattera® fu approvato il 26/11/2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti, e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano minorenni. L'FDA nella sua comunicazione scrive che "mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell'atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali". A seguito di tali reports, nel 2004 è stata resa obbligatoria l'aggiunta di un avviso in grassetto sui foglietti illustrativi di questo psicofarmaco, indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Nonostante queste misure precauzionali, l'FDA dichiara di aver ricevuto "sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina". A seguito di ció, i foglietti sono stati ulteriormente rivisti in senso ancor piú restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire. "Gli operatori della salute e i pazienti - sostiene l'FDA - devono quindi essere messi in guardia dai gravi rischi epatici associati all'uso di atomoxetina e riferire immediatamente eventuali casi al programma federale di controllo MedWatch". Il fegato è il principale organo che metabolizza i farmaci, ed a volte questi possono causare danni alle cellule epatiche: da aumenti di attività enzimatica nel sangue, ad un vero e proprio collasso dell'organo con conseguente necessità di trapianto. "Questo tipo di danni possono portare anche al decesso - dichiara l'FDA - e questa è una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal mercato". "Non siamo purtroppo stupiti per ció che sta accadendo il USA - ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce di Giú le Mani dai Bambini, il piú attivo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - perchè il nostro primo avviso in Italia sulla pericolosità dello psicofarmaco Strattera® è del dicembre 2005, e l'abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma l'Istituto Superiore di Sanità li ha pressochè ignorati e l'Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso di autorizzare comunque al commercio questa molecola, che è pericolosa per i nostri bambini. Questi enti si assumeranno la piena responsabilità per tali decisioni, nella denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente avrà problemi gravi con questo psicofarmaco: non potranno dire che non sapevano". Il Prof. Graziella Fava Vizziello, Primario, Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario di Psicologia all'Università di Padova, ha dichiarato al riguardo: "In questo ultimo periodo continuiamo a ricevere bambini in trattamento farmacologico, etichettati 'Adhd' in qualche centro specializzato. Con questi 'miracolosi' psicofarmaci in commercio, i genitori preferiscono far classificare il figlio come ADHD piuttosto che affrontare situazioni complesse e mettersi davvero in gioco per risolverle. Spesso i genitori si rendono conto che i bambini stanno soffrendo anche gravemente a causa del trattamento farmacologico, e li portano da noi con il sospetto che qualcosa non stia funzionando, ma non decidono di far sospendere il farmaco per paura di perdere il controllo della situazione ed essere loro stessi reponsabili di conseguenze imprevedibili. Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato, ho visto bambini completamente appiattiti, totalmente disinteressati all'ambiente, con lo sguardo vuoto ed 'immobilizzati' dal farmaco, piú che calmati. Mai come oggi è necessaria questa campagna informativa, che illustra i rischi dell'uso di questi psicofarmaci sui bambini".

Preso da:www.irispress.it

Pediatria: studio, medicinali anti-Adhd a rischio allucinazioni

26 gennaio, ore 17:39
Roma, 26 gen. (Adnkronos Salute) - Avviso a pazienti, genitori e medici: i bambini è in cura con farmaci contro la sindrome dell'iperattività e del deficit di attenzione (Adhd) potrebbero avere un rischio di allucinazioni e di sintomi psicotici superiore ai bimbi che non assumono questi farmaci. In particolare, alcuni piccoli subiscono la sgradita sensazione di essere 'attaccati' da insetti, vermi o serpenti. Sono le conclusioni di uno studio scientifico che appare sul numero di febbraio di 'Pediatrics', curato dagli esperti del Center for Drug Evaluation and Research della Food and Drug Administration (Fda, l'ente americano di controllo sui medicinali) e del Department of Health and Human Services di Rockville (Maryland, Usa).

L'obiettivo della ricerca - si legge sul sito della rivista - era di approfondire le conoscenze sulla capacità dei farmaci psicostimolanti di indurre effetti collaterali nella sfera psichiatrica e determinare la frequenza di queste reazioni. Per questo, sono stati analizzati i dati raccolti con i trial clinici e per la sorveglianza post-marketing di questi prodotti, approvati o attualmente in sviluppo, per il trattamento dell'Adhd. Fra i farmaci più usati contro la sindrome dell'iperattività, Ritalin* e Focalin XR* di Novartis, Adderall XR* di Shire, Concerta* di Johnson & Johnson's e Strattera* di Eli Lilly.

Per raggiungere l'obiettivo dello studio, la Fda ha richiesto alle aziende produttrici dei medicinali già in commercio o in corso di sperimentazione di esaminare i database elettronici in loro possesso e di segnalare eventuali casi di allucinazioni o di episodi maniacali. Le aziende hanno fornito inoltre descrizioni dei trial clinici, del numero di pazienti coinvolti e della durata dell'esposizione al trattamento, per permettere di calcolare l'incidenza di tali eventi. Parallelamente, il Center for Drug Evaluation and Research della Fda ha proceduto effettuando ricerche specifiche sui casi di psicosi fra bambini e adulti in cura con farmaci anti-Adhd. Infine, le società farmaceutiche sono state invitate a eseguire controlli anche sui dati relativi al post-marketing dei loro prodotti, cioé al periodo che segue la commercializzazione. In tutto, sono stati analizzati 49 trial randomizzati nei programmi di sviluppo pediatrico di questi prodotti. E' stato evidenziato un totale di 11 eventi avversi di tipo psicotico nei gruppi trattati con farmaci contro l'iperattività, mentre nei gruppi placebo non è stato osservato alcun fenomeno del genere. "Il numero di casi è apparso scarso - sottolineano gli autori - ma ciò che salta all'occhio è la completa assenza di questi effetti in chi non ha ricevuto questi medicinali". Da notare che, la scorsa settimana, l'Agenzia europea dei farmaci ha reso noti i risultati di uno studio in cui, dopo aver rianalizzato la sicurezza dei farmaci a base di metilfenidato, concludeva che nei bambini dai sei anni in su, i benefici del loro uso superano i rischi.

Preso da: http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.2951735096

mercoledì, gennaio 21, 2009

E' ufficiale: il Ministero dell’Istruzione vieta i test psicologici nelle scuole

Con la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, inclusi i Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: “… La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all’interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni.”

Inoltre, in relazione ai corsi e conferenze su questi temi, la circolare precisa: “Pervengono segnalazioni, anche attraverso atti parlamentari, relative alla organizzazione di corsi rivolti a genitori e insegnanti finalizzati a propagandare l’uso di prodotti psicoattivi nei casi di bambini affetti da disturbi del comportamento e dell’apprendimento (sindrome ADHD). … Alla luce di quanto sopra espresso, si pregano le S.S.L.L. di voler dare istruzioni alle istituzioni scolastiche di competenza affinché eventuali analoghi episodi siano immediatamente portati all’attenzione degli U.S.R. di competenza e successivamente segnalati alla scrivente Direzione Generale.”

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera ringraziare e manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci.

Ben consapevoli dell'esistenza di forti pressioni per continuare quest'attività di screening all'interno delle scuole, il nostro Comitato, insieme a tutti coloro che si sono uniti in questa battaglia, continuerà a vigilare e denuncerà ogni situazione anomala che contrasti con le direttive della circolare.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
tel 02 36510685
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lunedì, gennaio 19, 2009

Richiesta di rinvio a giudizio per gli Psichiatri accusati della morte di Luca Gambini

L’ennesima dimostrazione dell’inumanità dei reparti psichiatrici e della psichiatria

Sullo psichiatra M.G., la sua collega, A. D. M. oltre agli infermieri E. C., C. G. e L. C. pende una richiesta di rinvio a giudizio nella causa penale che dovrà accertare la verità sulla morte del povero Luca Gambini.

I capi d’accusa sono omicidio colposo, cooperazione nell’omicidio, negligenza, imperizia e imprudenza. Quello che successe in quelle drammatiche 20 ore è riportato nel dispositivo del Tribunale di Perugia.

Da qui emerge chiara l’accusa che nessuno si prese effettivamente cura della persona e che per questa ragione Luca morì.

Il nostro Comitato è stato contattato dalla famiglia che non sa darsi pace per l’accaduto e ci ha comunicato quanto sopra inviandoci il documento via fax. Il timore che queste persone la passino liscia è vissuto dalla famiglia con un ansia indicibile e con le lacrime agli occhi, così ci parla la sorella di Luca, Cristina. Dalla famiglia abbiamo ricevuto diverse telefonate tutte con una disperata richiesta di aiuto ma con la determinata volontà di ottenere giustizia e chi ha sbagliato deve pagare. Non solo per il fatto in se, ma soprattutto per evitare che altre persone subiscano la stessa sorte.

Come Comitato la verità che constatiamo ogni giorno è che sono cambiati i luoghi, ma non i metodi e medesima è la totale mancanza di umanità e rispetto.

Negli anni 90 fummo artefici di 30 blitz nei residui manicomiali dove documentammo un orrore così indicibile da segnare per sempre i nostri ricordi. Eppure nessuno degli psichiatri ed operatori, direttamente responsabili di quella spaventosa condizione in cui versavano le persone rinchiuse, fu mai perseguito dalla legge.

Alcuni subirono solo un trasferimento, come se la sofferenza per decenni di migliaia di persone non contasse nulla. Ora ci sono gli SPDC e tutte le altre sigle con cui sono chiamati i reparti psichiatrici, ma il trattamento, non è cambiato. Le denunce che regolarmente riceviamo parlano di ricatti, violenze, stupri. Ma il fatto paradossale è che chi in seguito valuta tali abusi sono gli stessi psichiatri.

In una mail ricevuta recentemente una ragazza di 15 anni riferisce che vive nel terrore perché la psichiatra che l’ha in carico la minaccia di farle un TSO se non assume psicofarmaci. Un altro caso simile lo abbiamo segnalato a Cerveteri e molti altri ci vengono segnalati.
In Italia, come in molti altri paesi, manca la cultura del danno. Si da per scontato che la psichiatria sia li per aiutare, o come amano dire, per curare la malattia mentale, ma gli abusi sono così numerosi che la domanda che sorge spontanea è: che tipo di medicina è questa?

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
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martedì, gennaio 06, 2009

Giovane ridotto in Gravi condizioni dalle "cure" psichiatriche

La sera del 29 dicembre volontari del CCDU (Comitato dei Cittadini per Diritti Umani nel campo della salute mentale) si sono recati in visita presso gli Spedali Riuniti di Livorno, al Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura X° Padiglione a far visita ad un amico, S.P., trentenne, ricoverato in Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) il pomeriggio precedente.

Il giovane si trovava in uno stato di totale incapacità di parlare, poiché a causa degli effetti collaterali degli psicofarmaci somministratigli contro la sua volontà, la bocca rimaneva completamente aperta permanentemente, mentre la lingua roteava vorticosamente. Non riusciva a camminare e dopo pochi passi si accasciava al suolo. A tratti rantolava ed aveva grossi problemi a respirare. Scioccati da quanto veduto, abbiamo documentato le condizioni del giovane fotografandolo. Ci domandiamo come fa la medicina a ridurre in questo stato una persona in così breve tempo quando dovrebbe essere supposta a curare. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la salute del ragazzo al personale infermieristico, pensando che lo facessero visitare da un medico, ma ci hanno risposto che erano gli effetti "normali", così li ha definiti una di loro, degli psicofarmaci. Alle nostre insistenze hanno risposto con un atteggiamento indisponente e arrogante, che loro curano ogni giorno pazienti psichiatrici, mentre noi parliamo solo per ideologia.

Conosciamo il ragazzo da un anno e poiché è da tempo domiciliato vicino a noi abbiamo avuto spesso occasione di vederlo. Conduce una vita normale nel suo appartamento, lavorando presso un fornaio ed ha una fidanzata. Mai una multa, o ubriacatura o abbia creato qualche problema. Due di noi lo hanno visto la vigilia di Natale ed era perfettamente sereno.

A provocare il T.S.O. sarebbe stato, secondo i genitori del giovane e comunicato a noi e al suo medico curante, una discussione col padre. Un giornale aveva scritto che il litigio si era verificato con la madre, mentre un' infermiera ci ha raccontato una versione ancora diversa.

Lui al momento non è stato capace di raccontarci la sua versione dei fatti e non lo potrà fare finché è sedato così pesantemente.

Crediamo che sia una drammatica violazione dei diritti fondamentali dell'uomo "incarcerare" una persona senza processo e senza che abbia commesso alcun reato imponendogli trattamenti contro la sua volontà che possono danneggiare in modo permanente sia la salute psicofisica dell'interessato, sia la sua vita sociale e lavorativa per sempre. Fino a quando sarà tollerato che con un litigio, o una cosa simile, una persona possa essere privata della sua libertà con "giustificazioni" sanitarie, nessuno, e diciamo nessuno, è al sicuro dato che la psichiatria in questo modo si è elevata al di sopra della legge e può prendere chiunque.

Il giovane ha nominato a difenderlo in questo procedimento l'Avvocato Francesco Miraglia di Modena. Il CCDU da decenni si batte per rendere i diritti dell'uomo una realtà, specialmente per coloro cui sono negati, a causa delle diagnosi psichiatriche. Il vero problema è la mancanza culturale che i trattamenti psichiatrici, contenzione, psicofarmaci, elettroshock etc, sono dannosi, sempre. Il CCDU invita chiunque sia stato danneggiato da trattamenti psichiatrici o abbia subito abusi nel campo della salute mentale, nonché tutti coloro che ne sono stati testimoni a denunciare l'accaduto tramite la pagina Contatti.

su www.ccdu.org

venerdì, dicembre 12, 2008

Tempesta sulla psichiatria PSICHIATRIA: SCIENZA O SISTEMA DI CONTROLLO SOCIALE?


Siamo stati i primi e non saremo gli ultimi ad avanzare questo dubbio. Dall’Australia alla Cina, dall’America all’Italia, le notizie che corrono sui giornali mostrano sempre più il vero volto della psichiatria.

Che cosa accomuna la somministrazione di antidepressivi a bambini sotto il primo anno di età in Australia, all’uso della psichiatria come sistema per far sparire persone scomode in Cina, alle stragi commesse da ragazzi sotto l’effetto di psicofarmaci in varie scuole d’America, alle drammatiche statistiche che regolarmente vengono elargite dai media sul peggioramento della Salute Mentale in Italia? Che dire poi dei delitti della follia che nella stragrande maggioranza dei casi sono commessi da persone sotto l’effetto di psicofarmaci? Vedi per esempio la donna che ha ucciso la figlioletta di due settimane mentre era in cura per la “sindrome post partum”?

Tutti questi fatti sembrano confermare, una volta di più, l'incapacità della psichiatria ad aiutare coloro che hanno un disagio mentale di qualsiasi tipo.
Gli stessi episodi potrebbero però dare adito ad un’altra chiave di lettura. Molti lo hanno già scritto, molti ne parlano, l’idea aleggia nell’aria, ma nonostante l’immobilismo delle istituzioni e dei legislatori è impressionante, come questa cosa appaia evidente.

La psichiatria e i suoi trattamenti sono la causa diretta del peggioramento della Salute mentale.

Ad uno psichiatra tempo fa (testimonianza registrata) fu chiesto: “Qual è l’alternativa alla psichiatria?”, la sua risposta è stata più illuminante di cento libri eruditi: “Esiste un’alternativa allo stupro?”.
Non possiamo aspettarci nessuna autocritica da parte delle associazioni ufficiali della psichiatria. Non ho mai sentito le varie associazioni psichiatriche italiane e internazionali prendere una posizione in merito a queste notizie a livello internazionale. Questa la dice lunga sulla loro silenziosa complicità.

Perché se in Cina, come in Russia e in altri paesi inclusa l’Italia, questa disciplina si presta a far sparire le persone con giustificazioni “terapeutiche”, e in Australia vengono dati antidepressivi a bambini in fasce, la WPA (associazione mondiale di psichiatria) non dice nulla, come anche le associazioni nazionali?
Ci chiediamo: perché il presidente della WPA, l’italiano Dott. Mario May, pone come obiettivo numero uno della strategia 2008-2011 dell’associazione il miglioramento della loro immagine e non fa nessuna menzione di azioni contro l’enorme numero di abusi perpetrati da moltissimi psichiatri in nome della Salute Mentale? Perché si accetta senza fiatare il fatto che il 56% dei membri della commissione che elabora il DSM (manuale diagnostico e statistico, la bibbia psichiatrica) sono sul libro paga delle società farmaceutiche che producono gli psicofarmaci che poi vengono allegramente prescritti anche a bambini con meno di un anno di età?

E ancora ci domandiamo cosa dicono i consulenti psichiatrici ai Ministri della Salute per convincerli della necessità di aumentare i finanziamenti nonostante l’evidente fallimento totale sotto gli occhi di tutti? Una ipotetica risposta potrebbe essere che la psichiatria è soltanto uno strumento di controllo sociale per soggiogare le popolazioni. Dov’è il comitato etico? Dove sono i biasimi?

Avendo trasformato ogni problema ed emozione umana in una malattia mentale, la psichiatria ha assunto il ruolo di autorità sulle faccende umane, con drammatici effetti nella vita di miliardi di persone e ingenti macabri ricavi per le aziende farmaceutiche. Pomposamente illustri psichiatri vanno in televisione a rispondere ad ogni domanda come se avessero la risposta a qualsiasi cosa e tutti sono pronti a prendere come oro colato ogni singola sillaba detta. Le persone dovrebbero essere giudicate dalle loro azioni e dai risultati che producono.

Massimo Parrino
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
E-mail ccdu.milano@gmail.com
www.ccdu.org

lunedì, dicembre 01, 2008

Premio Giorgio Antonucci e Premio Diritti Umani CCDU 2008

Grande successo a Caravaggio (BG) per la prima assegnazione del premio Giorgio Antonucci e dei Premi CCDU 2008. Alla presenza di numerose personalità e di un folto e selezionato pubblico, il giorno 29 ha avuto luogo l'evento che ha istituito il premio che riconosce quegli uomini che si stanno distinguendo nella difesa e promozione dei Diritti Umani nel campo della Salute Mentale.

Il Dott. Giorgio Antonucci negli anni 60-70 ha liberato e riabilitato centinaia di persone tenute segregate dalla psichiatria in nome della cura, senza l'uso di farmaci, dimostrando come sono proprio i trattamenti psichiatrici autoritari la causa primaria del declino della salute mentale stessa. Il Dott. Antonucci ha realizzato concretamente la possibilità di un trattamento umano e di un profondo rispetto per l'essere umano, per il suo pensiero e la sua naturale differenza.



Con l'istituzione del premio Giorgio Antonucci, il CCDU vuole promuovere l'umanizzazione nel campo della Salute Mentale, riconoscendo i meriti di coloro che percorrono con successo questo cammino.
Per il primo anno il premio è stato assegnato al Prof. Piero Colacicchi, artista e docente accademico, che aiutò con la sua arte il Dott. Antonucci e riportare alla vita centinaia di persone, nonostante le notevoli resistenze degli operatori nei manicomi (psichiatri e infermieri).

I premi del CCDU 2008 sono stati assegnati all'Avv. Francesco Miraglia, del foro di Modena, protagonista di importanti vittorie legali a tutela dei diritti umani, al Dott. Mariano Loiacono, Direttore del Centro di Medicina Sociale degli Ospedali Riuniti di Foggia, per 30 anni di lavoro in cui ha restituito a migliaia di persone la forza, la dignità e l'orgoglio di essere tornati ad occuparsi pienamente e con efficacia dei propri problemi, superando il disagio (di vario genere, anche grave – compresi soggetti etichettati come schizofrenici) senza l'assunzione di psicofarmaci.

Commovente infine la consegna del premio all'Avv. Antonello Martinez. La storia dei due fratellini di Basiglio, sottratti ingiustamente alla loro famiglia e riportati a casa grazie all'opera di questo straordinario combattente dei diritti umani ha fatto il giro d'Italia, su tutti i media nazionali. Dopo essere salito sul palco e aver ricevuto il meritato applauso, a sorpresa sono stati proprio i due fratellini a salire sullo stesso palco e a consegnargli il premio. Una fortissima emozione, con le lacrime che salivano agli occhi ha attraversato la sala, coinvolgendo tutti nella fantastica celebrazione di questa vittoria.

Il CCDU, nella persona del suo Presidente, Dr. Roberto Cestari, del suo Direttore, Massimo Parrino e di tutti i volontari, considera questi uomini dei combattenti per quelle libertà fondamentali che sono il presupposto di qualsiasi società che si consideri civile.

www.ccdu.org

venerdì, novembre 14, 2008

DOVE STA' ANDANDO LA SCUOLA ?

giovedì, novembre 13, 2008

CENA DI BENEFICENZA - PREMIO GIORGIO ANTONUCCI

domenica, novembre 09, 2008

SEGNALA EFFETTI INDESIDERATI DEGLI PSICOFARMACI



AIUTA AD INDIVIDUARE LE REAZIONI AVVERSE PROVOCATE DAI FARMACI PSICOTROPI - SEGNALA LE REAZIONI AVVERSE DEI FARMACI ALL'AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO.

venerdì, ottobre 31, 2008

SCARICA E FIRMA SUBITO LA PETIZIONE

FIRMA LA PETIZIONE

PETIZIONE URGENTE CONTRO L'ELETTROSHOCK
DA INVIARE AL MIN. LIVIA TURCO

giovedì, luglio 31, 2008

DONA IL 5 per MILLE AL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI ONLUS




INDICA IL CODICE FISCALE 973 782 501 59 NELLA APPOSITA SCHEDA, SENZA NESSUN COSTO PER TE.

venerdì, marzo 21, 2008

I test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?

DA TRENTO:
Dopo la telefonata allarmata di ieri da parte di un insegnante di una scuola di Rovereto che ci ha comunicato che i sondaggi dell’indagine “La Testa Altrove” promossi dal dr. Campolongo del Lions Host sono stati distribuiti in alcune scuole di Rovereto, ci chiediamo se, nonostante le recenti prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, i test non stiano continuando.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede al provveditorato, o a chiunque sia preposto a investigare eventuali violazioni, di intervenire per verificare queste notizie e avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini.

Nel corso dell’audizione sulla legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" e approvata all’unanimità da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, il dott. Fontana, responsabile della direzione cura e riabilitazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha affermato che l'Azienda sanitaria condivide il divieto di svolgere test sullo stato psichico degli alunni. Evidenzia a questo proposito la differenza tra la somministrazione di questionari anonimi per indagini sui comportamenti e test finalizzati a screening diagnostici. Sottolinea che l'Azienda sanitaria non ritiene che la scuola sia l'ambiente adeguato per rilievi diagnostici e ricorda che a fronte della richiesta di interventi riabilitativi nelle scuole essa ha sempre espresso parere negativo segnalando che le sedi appropriate per tali attività sono quelle dell'Azienda sanitaria appositamente deputate. Nella stessa audizione il dott. Renna, dirigente del servizio per lo sviluppo e l'innovazione del sistema scolastico e formativo, ha avvisato che la struttura provinciale di competenza può occuparsi del problema nella prospettiva di risolvere difficoltà di apprendimento, diversa dall'approccio sanitario. In questo senso avverte che i test, di cui all'articolo 6 del disegno di legge n. 259, non rientrano nella competenza del dipartimento istruzione. Afferma che quest'ultimo è estraneo a tali attività e il sostegno inizialmente accordato ai convegni svolti in Vallagarina, che si giustificava come attività di aggiornamento dei docenti, è stato ritirato poiché non si tratta di una pratica che si voleva introdurre nella scuola trentina, né tantomeno di un indirizzo per il futuro.

Nel corso della tavola rotonda ADHD Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività “I lati oscuri di una ‘nuova’ malattia curata con la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti” l’avvocato Di Francia ha sostenuto quanto segue: “Non impedire un evento che si ha il dovere di impedire, equivale a cagionarlo: art. 40, comma 2 c.p.). Per accertare se una interferenza è legale oppure illegale occorre riferirsi alla legge. Soltanto la legge può consentire le interferenze ed indicarne le modalità. Soltanto la legge può negare o limitare nella persona –minore o maggiore di età– l’esercizio di un sacrosanto diritto, qual è quello alla riservatezza. Legge e non atto amministrativo, qual è quello assunto in nome di una generica e non meglio precisata autonomia scolastica, come, purtroppo, è accaduto. La giustificazione è, a dir poco, singolare. Chi frequenta l’ambiente scolastico sa perfettamente che, in tale ambiente, nulla si muove se non dopo che sia pervenuta una specifica circolare. È, dunque, pensabile che, in una materia tanto delicata, qual è un’indagine psicologica sui bambini, il diritto alla riservatezza, il diritto al consenso informato, il diritto alla privacy, possano essere violati in base ad una generica e non meglio precisata “autonomia scolastica”? È bene chiarire che “autonomia” non vuol dire autarchia; non vuol dire fare quello che si vuole; non vuol dire “sovranità”. Vuol dire più semplicemente, facoltà di agire all’interno di una sfera, più o meno ampia di competenze, fissata dalla legge.

Si dice che i test vengono fatti solo per contribuire alla conoscenza del fenomeno nelle scuole trentine, ma teniamo a ribadire che prima negli USA e poi nelle altre nazioni, si può facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto di una precisa strategia di marketing. La strategia di marketing è organizzata come segue:
1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!
2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.
3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.
4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.
5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.

Il risultato finale: potenziali milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale. Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.

L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. Ricordiamo che dal 2004 negli USA, la FDA ha emanato una direttiva relativa a "black box" label warning indicando che molti antidepressivi possono incrementare il rischio di pensiero e di comportamento in alcuni bambini ed adolescenti. Il black-box warning è il più serio genere di avvertimento relativo alla prescrizione di farmaci (consiste in una etichetta con riquadro nero che avverte il consumatore dei rischi – lo stesso genere di etichette che oggi vediamo in Italia sui pacchetti di sigarette e che ne ricordano i rischi del consumo).

Paolo Roat
CCDU ONLUS Sezione di Trento
Sito: http://www.ccdutrento.org/
Email: ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org

lunedì, marzo 17, 2008

ADHD: criticità della diagnosi e della terapia


Mercoledì 9 aprile 2008


dalle ore 14,30 alle ore 16,30



Seminario
ADHD:criticità della diagnosi e della terapia


Facoltà dì Medicina - Università di Torino

Aula Valentino 2 (Teatro Nuovo)


Corso Massimo d'Azeglio, 17



RELATORI:Prof. Dott PAOLO PORTALEONE


Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino



Dott ROBERTO ELIA CESTARI


Medico, Presidente Nazionale Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
e Coordinatore Nazionale della campagna "Perché NON Accada"



Si rilascia attestato di partecipazione ai richiedenti


Leggi su: http://www.ccdu.org/


domenica, marzo 16, 2008

TORINO MEDICA : Le motivazioni mediche di una legge regionale piemontese

Il Piemonte tutela i bambini dall'abuso di psicofarmaci.
Torino Medica: Rivista mensile di informazione medica.


Organo Ufficiale
dell' Ordine Provinciale
dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino.
Anno XIX n.2 - febbraio 2008

Psicofarmaci e Bambini

Scarica e leggi l'articolo >>>>>> QUI
(Se non si apre con il tasto destro scegli "Salva oggetto col nome")

Sito internet : http://www.torinomedica.com/

martedì, marzo 11, 2008

PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO - MOSTRA A TRENTO

Passato e presente degli errori ed orrori psichiatrici
Trento, Palazzo della Regione, Sala di Rappresentanza,
18 - 21 e 25 - 28 marzo 2008 dalle ore 9 alle ore 20.
Cerimonia di inaugurazione il giorno 18 marzo alle ore 10.30
presso il Palazzo della Regione.

Questa mostra itinerante ha già fatto tappa con notevole successo in diverse città italiane e proseguirà dopo Trento in altre città quali Milano, Verona, Roma, Novara, ecc… La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.

La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Ma forse non si sa che questi screening si diffondono a macchia di leopardo anche in altre zone d’Italia e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi, come ad esempio nelle vicine scuole di Bosco Chiesanuova e nella provincia di Belluno.

E che dire dell’elettroshock? Recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock. E ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove lavora il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. La mostra include una sezione anche su questo tema. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata?

Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pur essendo una regione privilegiata, anche in Trentino abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno ricevuto gravi abusi e sono state condotte ingiustamente in un ospedale psichiatrico. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto. Ma è veramente così? Le storie di abuso che abbiamo raccolto indicano una realtà differente.

Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.” La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca.

Paolo Roat
Coordinatore Regionale
CCDU ONLUS Sezione di Trento
Sito internet: www.ccdutrento.org
Email: ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org


Per stampare e distribuire il volantino della mostra fai click qui.
Per stampare e affiggere la locandina della mostra fai click qui.

Mostra e convegno psichiatria a Milano

Palazzo Affari ai Giureconsulti
Via Mercanti, 2 - Milano

Inizio:05/04/2008 - 11:00
Fine:13/04/2008 - 19:00

Inaugurazione: Sabato 5 Aprile alle ore 11.00

La mostra rimarrà aperta fino tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19 fino al giorno 13 Aprile. L'entrata è libera.



A seguito dell'inaugurazione della mostra multimediale, ci sarà un convegno-dibattito con la partecipazione di importanti esperti nel campo della salute mentale, tra cui:

Dott. Giorgio Antonucci, medico psicanalista
Dott. Mariano Loiacono, medico psichiatra azienda ospedaliero - universitaria "Ospedali Riuniti" di Foggia
Dott. Roberto Cestari, medico e Presidente del Ccdu
Dott. Saverio Fortunato, specialista in Criminologia Clinica - Docente all'Università di L'Aquila
Dott. Francesco Miraglia, avvocato del Foro di Modena
Moderatore: Paolo Massari, giornalista Mediaset e presidente della Commissione Istruzione Comune di Milano

www.ccdu.org

venerdì, marzo 07, 2008

Droghe Psichiatriche / Violenza e stragi scolastiche

GUARDA IL VIDEO:
(PER ORA IN INGLESE)
DA http://www.cchr.org/


giovedì, marzo 06, 2008

Vengo dalla piccola valle

Articolo preso da QUI (www.circuiti.unict.it)

Giovedì 6 marzo alle 17, nella sala conferenze della Biblioteca–Pinacoteca ex Chiesa S. Michele Minore (pressi piazza Manganelli), verrà presentazione il libro Vengo dalla piccola valle (Edizioni Tracce, Pescara) del dr. Natale Adornetto. L'evento è organizzato dalla Provincia Regionale di Catania/Assessorato alle Politiche Culturali.

Il libro ha vinto il 2° premio assoluto nella sezione narrativa del concorso letterario “Premio Nazionale Histonium” (2007).
Madrina dell’iniziativa e della presentazione è la dottoressa Serafina Perra, che, come l’autore, sarà presente e parteciperà alla serata.

Il romanzo delinea la storia originale del protagonista a confronto con le problematiche esistenziali e il disagio psichico, che lo porta a subire il Tso, Trattamento Sanitario Obbligatorio, cioè ricovero coatto, imposto e forzato nei reparti di psichiatria degli ospedali per almeno 7 giorni contro la volontà del malcapitato, il quale subisce pesantissimo trattamento farmacologico e viene legato al letto se si rifiuta di assumere psicofarmaci, letto in cui la persona viene ugualmente riempita di dannosissimi psicofarmaci.

Il protagonista – effervescente persona piena di vita, d’amore e di gioia di vivere, giovane con una vivacità mentale straordinaria, uomo che viene nutrito dalle deliziose sensazioni di cui è stracolma la sua anima e brillante studente universitario di psicologia – viene completamente devastato, sminuzzato e triturato sia nel fisico che nello psichico dal doppio violento impatto col Tso e con le overdosi di psicofarmaci, che, eufemisticamente, sono così chiamati ma di fatto sono droghe, droghe delle più potenti e pericolose.

L’autore, dopo la narrazione di tutta la vita precedente del protagonista sin dalla nascita, racconta come questi vive la situazione in cui l’hanno fatto precipitare col Tso e come a poco a poco, dopo mesi e mesi e dopo impegnative, dure, spossanti, difficilissime e sfibranti lotte, ricomincia a riprendersi e ad essere nuovamente se stesso. Se stesso; ma non più se stesso…

Il libro evidenzia chiaramente e senza equivoci come si vive prima del Tso e dopo questi: il protagonista passa dal pieno fulgore all’essere ridotto peggio di una larva. Per colpa del Tso e degli psicofarmaci perde tutto ciò che aveva – gioia di vivere, vivacità intellettuale, brillantezza, sensazioni, poeticità, effervescenza e quant’altro: tutto di tutto di tutto. È costretto ad abbandonare gli studi, rimane con ossa e muscoli massacrati e doloranti e per mesi non riesce ad alzarsi dal letto, e viene assalito e sommerso da tutta una sequele di gravissimi ed invalidanti effetti postumi dovuti alla somministrazione violenta e brutale di psicofarmaci.
Questi sono i motivi principali che hanno spinto l’autore a scrivere l’opera, opera che racconta una storia vera che, una sciagura realmente accaduta, onde denunziare il barbaro, bieco, cinico, crudele e spietato operato della laida, truce, malvagia, bestiale, feroce, abominevole e disumana psichiatria.

Romanzo di grande forza sul piano allegorico e testo che va controcorrente, criticando la profonda ingiustizia del Tso della prescrizione e somministrazione di psicofarmaci – droghe farmaceutiche autorizzate dallo Stato.

“Nessuno dovrebbe essere privato della libertà a meno che non sia stato dimostrato colpevole di un crimine. Privare una persona della libertà per quello che viene chiamato “il suo bene” è immorale” (Thomas Szasz, Professore di psichiatria emerito presso lo Health Science Center, State University di Syracuse, New York. )




(06 marzo 2008)

Ritalin e propaganda, a Bologna indagano i Nas

Articolo preso da>>> QUI (www.dire.it)

5 marzo 2008

Sardegna: reparti di psichiatria sotto accusa

Notizia presa da >>> QUI (www.unionesarda.it)

05/03/2008 21:17

INFANZIA: TOSCANA. Proposta di legge contro abuso psicofarmaci bimbi vivaci

Notizia presa da >>> QUI (www.primapagina.regione.toscana.it)

(ANSA) - FIRENZE, 5 MAR
ref. ansa 75269

lunedì, marzo 03, 2008

FARMACI PER BIMBI CON ADDITIVI CHE ACCENDONO IPERATTIVITA'

Articolo su:
www.greenplanet.net/content/view/20665/26/

Sunday 02 March 2008

Il percorso di distruzione della psichiatria

LEGGI L'OPUSCOLO
CLICCA QUI SOTTO:


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giovedì, febbraio 28, 2008

Trento: Mostra multimediale; PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO

Mostra multimediale
PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO
Passato e presente degli errori ed orrori psichiatrici

Trento, Palazzo della Regione, Sala di Rappresentanza,
18 - 21 e 25 - 28 marzo 2008 dalle ore 9 alle ore 20.

Cerimonia di inaugurazione il giorno 18 marzo alle ore 10.30 presso il Palazzo della Regione.

Questa mostra itinerante ha già fatto tappa con notevole successo in diverse città italiane e proseguirà dopo Trento in altre città quali Milano, Verona, Roma, Novara, ecc… La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.

La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Ma forse non si sa che questi screening si diffondono a macchia di leopardo anche in altre zone d’Italia e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi, come ad esempio nelle vicine scuole di Bosco Chiesanuova e nella provincia di Belluno.

E che dire dell’elettroshock? Recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock. E ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove lavora il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. La mostra include una sezione anche su questo tema. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata?

Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pur essendo una regione privilegiata, anche in Trentino abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno ricevuto gravi abusi e sono state condotte ingiustamente in un ospedale psichiatrico. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto. Ma è veramente così? Le storie di abuso che abbiamo raccolto indicano una realtà differente.

Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.”
La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca.


Paolo Roat
Coordinatore Regionale
CCDU ONLUS Sezione di Trento

mercoledì, febbraio 27, 2008

PSICHIATRIA: oltre al danno anche la beffa Quali verità nascoste sull’elettroshock e sugli psicofarmaci

Sul sito di Adnkronos, Athanasios Koukopoulos, Presidente uscente dell'Associazione italiana per la terapia elettroconvulsivante (Aitec), afferma che gli psicofarmaci sono più costosi e letali dell’elettroshock. Oggi il Corriere riporta uno studio inglese che rivela che gli antidepressivi sono inutili e paragonabili al placebo.

Come la mettiamo ora con i milioni di persone che stanno assumendo da anni psicofarmaci decantati come assolutamente sicuri ed unica soluzione alle “malattie mentali”? Chi glielo va a dire che sono a rischio di morte?
O mentono coloro che promuovono gli psicofarmaci o mentono Cassano e Koukopoulos.

Sottolineiamo che Cassano promuove sia l’una sia l’altra soluzione. Come la mettiamo con i miliardi, di nostre tasse sudate, che attraverso il fondo sanitario vengono elargiti generosamente alle case farmaceutiche? Intervistato dal sottoscritto, lo Psichiatra dr. Mariano Loiacono, che da 32 anni opera con estremo successo nell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia afferma: «Ricevo molte persone che, disperate, cercano di uscire dalle cure psichiatriche tradizionali, anche del dr. Cassano, provate nel fisico e nell’animo ben più di prima che finissero sotto trattamento. Mi piacerebbe che qualcuno organizzasse un confronto pubblico, magari televisivo, tra il dr. Cassano con le sue cure e i suoi collaboratori e i miei metodi e i miei collaboratori. In 32 anni di attività sono centinaia le persone che posso dimostrare sono usciti dal tunnel del disagio psichico affrontandolo col “metodo alla salute” che esclude l’uso di psicofarmaci, a conferma di quello che dice anche il dr. Antonucci sul Giorno di qualche giorno fa. Io e due “casalinghe”, usando il mio metodo, siamo in grado di aiutare un cosiddetto “schizofrenico” senza l’uso di psicofarmaci e trattamenti molto meglio del dr. Cassano e suoi collaboratori; e lo possiamo dimostrare. Inoltre questo con costi decisamente inferiori sia in termini economici ma soprattutto umani». Cassano gioca colpevolmente con le parole quando dice che oggi l’elettroshock è diverso e non provoca più danni poiché effettuato sotto anestesia e iniezione di mielorilassanti. Facciamo un esempio: se ti danno una martellata in testa mentre sei sveglio, è probabile che sentirai molto dolore oltre agli ovvi danni fisici. Se ti danno la stessa martellata mentre sei sotto anestesia, non sentirai il dolore, ma il danno resta. Inoltre nel documento, in nostro possesso, del consenso informato della Clinica Psichiatrica all’Università di Pisa, praticamente non vengono citati danni collaterali fisici che qualsiasi medico potrebbe confermare. Non solo nello stesso documento si fa del terrorismo psicologico dicendo al paziente che se non si sottopone…avrà un più lungo e grave periodo di malattia e debilitazione. Il documento afferma che eventuali ricadute dopo l’elettroshock vengono “evitate” con l’assunzione di psicofarmaci. Mamma mia è un circolo dannatamente vizioso!
La vera differenza, che Cassano e Koukopoulos non dicono tra il passato e il presente dell’elettroshock, è solo da un punto di vista estetico: non si vedono più gli aspetti drammatici delle convulsioni (mielorilassanti) quindi è accettabile per la gente, ma non per colui che lo riceve.
Una società civile non dovrebbe permettere trattamenti brutali ma proibirli, oltre ad effettuare una completa indagine per scoprire i danni causati fino a questo momento. Alla luce delle dichiarazioni di Koukopoulos bisognerebbe anche indagare a questo punto su cosa intende con “psicofarmaci costosi e letali” soprattutto sull’affermazione “letali”. Siamo d’accordo su entrambi i punti. Un appunto sul costoso: la psichiatria in America con 12 dollari di corrente incassa 5 miliardi. Sembra proprio un buon affare.

Massimo Parrino
Direttore
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel.: 02/36510685
E-mail: direttore@ccdu.org
Sito: http://www.ccdu.org/

lunedì, febbraio 25, 2008

''Elettroshock? Una vergogna per la psichiatria''

domenica, febbraio 24, 2008

PETIZIONE CONTRO ELETTROSHOCK

Cari Cittadini,


la democrazia ci permette di esprimere il nostro libero pensiero su qualsiasi soggetto.

La psichiatria chiede di aprire decine di centri in Italia per fare l'elettroshock.

Noi proponiamo di firmare e inviare questa petizione al Ministro Livia Turco.


Chi fosse d'accordo con la petizione può:

1) Scaricare e compilare il modulo che si trova in fondo alla pagina web
http://www.ccdu.org/comunicati/evviva-elettroshock
e inviarlo via fax al Ministero della Salute al numero contenuto nel modulo

2) Stampare e inviare il modulo via posta ordinaria all'indirizzo indicato nel modulo

3) far girare questa petizione segnalandola su tutti i blog, forum e siti possibili.

Qui non c'entrano le ideologie, i partiti o le religioni. E' un problema di Diritti Umani

ed impedire la promozione di pratiche "terapeutiche" barbariche.

CCDU onlus