mercoledì, dicembre 14, 2005

Per i genitori una sana preoccupazione

In un articolo apparso recentemente su Varesenews-sanità, si asseriva che nella nostra società c'è ancora troppo timore della figura dello "psichiatra infantile", che solo la parola mette l'ansia e che questo non dovrebbe succedere.

Ma davvero non ci si dovrebbe preoccupare?
I problemi comportamentali ed educativi sono stati ridefiniti da alcuni psichiatri come "disturbi", e contemplati nel Manuale Diagnostico e Statistico (DSM) della psichiatria. Nel 1952, la prima edizione del manuale conteneva tre "disturbi" dell'infanzia, nel 1980 sono aumentati di dieci volte i disturbi inseriti in tale manuale.

Il dottor Fred A. Baughman Jr., un neurologo pediatra californiano, ha detto: "Niente sembra più chiaro del legame che esiste tra la presenza e l'influenza nelle scuole degli incaricati di diagnosi psicologiche, somministratori di test e terapeuti del comportamento e la frequenza di etichette quali (ADD) difficoltà di dare attenzione, (LD) (difficoltà ad imparare), "dislessia", "iperattività", "disturbo di condotta", ecc.
Considerate: Giovanni ha difficoltà con la matematica? Non aiutatelo a fare i compiti perché ha un'infermità mentale: "disturbo di matematica". E il tema scadente scritto da Giulia per il suo corso di inglese? Secondo gli psichiatri, non significa che lei debba studiare di più. E' colpita dal: "disturbo d'espressione scritta". Oppure, se non legge bene come le compagne di classe, non ha bisogno di ricevere ripetizioni, perché ha il: "disturbo di lettura". Il rifiuto di Roberto di andare a buttare la spazzatura o le ripetute obiezioni di Sara riguardo la negazione del permesso di stare fuori fino a tardi, vengono ridefinite come: "disturbo d'opposizione", ecc.. Queste sono le radici della valutazione "scientifica" del comportamento scolastico dei nostri figli. L'insegnante, seguendo le istruzioni dello psichiatra, è incoraggiato dal sistema scolastico odierno ad etichettare il bambino usando l'elenco delle "malattie mentali".
Quando l'idea dello "squilibrio chimico" viene usata per assicurarsi la collaborazione di genitori inconsapevoli, si stabilisce un precedente pericoloso. Questi bambini credono di avere qualcosa che non va nel loro cervello e che è impossibile per loro controllarsi senza usare una pillola. La soluzione psichiatrica in una situazione di questo tipo è di curare il bambino con farmaci pericolosissimi di tipo anfetaminico, che provocano assuefazione."

Nel 2004 negli Stati Uniti, sette Stati hanno approvato leggi che proibiscono alle scuole di usare la minaccia di espulsione nei confronti dei genitori, che rifiutano di sottoporre i propri figli a trattamenti con psicofarmaci dopo che sono stati diagnosticati con disturbi mentali di qualche genere.
La vendita dei soli stimolanti per il controllo di sintomi dell'ADHD hanno raggiunto 1,3 miliardi di dollari all'anno e a tutt'oggi i bambini trattati con psicostimolati in USA è di ben 8 milioni.

In Italia si stanno attuando test per rilevare disturbi mentali nei bambini, e i programmi sono gli stessi attuati negli USA. La campagna "informa" medici, insegnanti, genitori, sui segnali indicativi di presenti o futuri "disturbi mentali".

Jeffrey A. Schaler, professore aggiunto di psicologia del Chestnut Hill College di Philadelphia già nel 1998 dichiarò: "I legislatori e il pubblico in generale non dovrebbero essere ingannati. I comportamenti non possono essere malattie."

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, sta denunciando da anni l'uso fraudolento, da parte della psichiatria, di "diagnosi" soggettive e prive di conferme mediche o scientifiche.

Il genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrico o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l’abuso o per maggiori informazioni: tel 02 36510685 e-mail: ccdu_italia@hotmail.com

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Viale Monza, 1 – 20125 Milano – e-mail ccdu_italia@hotmail.com

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