venerdì, gennaio 27, 2006

OGNI 75 SECONDI, nel mondo, un cittadino subisce un trattamento psichiatrico non volontario.

Shanghai, donna rinchiusa in manicomio per aver chiesto giustizia

23 Gennaio 2006
CINA
Dal 1997 Liu Xinjuan presentava petizioni regolarmente ignorate al governo di Shanghai per ottenere giustizia su un problema immobiliare. Al ritorno da Pechino è stata arrestata, picchiata e chiusa con la forza in un ospedale psichiatrico.
Shanghai (AsiaNews/Scmp) – Una donna di Shanghai è stata rinchiusa con la forza per la terza volta in un ospedale psichiatrico per aver chiesto giustizia su un problema immobiliare tramite delle petizioni alle autorità di Pechino.
La polizia ha arrestato lunedì scorso Liu Xinjuan, 50 anni, in un parco del distretto di Jingan dove si doveva incontrare con altri cittadini. Il gruppo aveva intenzione di portare una serie di petizioni presso le sessioni permanenti dell’Assemblea nazionale del popolo e della Conferenza consultiva politica del popolo cinese.
Feng Liangxi, il figlio di Liu, afferma che la madre è stata picchiata in maniera grave dalla polizia durante il primo fermo, nel carcere della città di Qibao, ed è stata poi rinchiusa nell’ospedale psichiatrico Beiqiao, nel distretto di Mingxing. “Aveva le guance così gonfie – racconta il figlio, che ha potuto vedere la madre solo 2 giorni dopo – che non potevano essere toccate, oltre a ferite visibili sulla schiena e sulle gambe: non riusciva neanche a camminare bene”.
Liu inizia la sua campagna di petizioni nel 1997, dopo che una corte di Shanghai le assegna due dei sei appartamenti che la donna ha acquistato in comproprietà con il marito, da cui aveva divorziato nel 1991. “Mia madre – spiega Feng – ritiene la decisione della corte ingiusta, perché la proprietà è stata comprata a metà con mio padre. Il governo locale l’ha avvertita più volte di non portare le sue richieste a Pechino, ma di presentarle solo a Shanghai.”.
Il primo ricovero di Liu in un ospedale psichiatrico risale al marzo 2003 e dura 14 giorni: la donna viene rinchiusa dopo 5 giorni di arresto nella prigione di Tilinqiao. L’accusa è quella di aver visitato un ufficio petizioni della capitale nei primi mesi dell’anno. Il secondo ricovero risale al giugno dello stesso anno e dura 8 mesi. Liu ha visitato Pechino di nuovo a novembre 2005 ed è tornata a Shanghai questo mese.
Feng dice che le autorità non sono state in grado di produrre dei documenti che attestino la malattia mentale della madre ed aggiunge che nessuno lo ha informato dei ricoveri. “Ho saputo dove si trova mia madre – conclude – solo perché mi è stato detto da coloro che facevano parte del suo gruppo”.
Gli ospedali psichiatrici in Cina sono utilizzati come “gabbie” in cui rinchiudere dissidenti politici, attivisti per i diritti umani, praticanti della Falun Gong e tutti coloro che “turbano ripetutamente l’ordine pubblico”. Alcune delle tecniche di “cura” che vengono usate negli ospedali sono le stesse dei campi di lavoro forzato (laogai) e dei centri di detenzione.
I “ricoverati” vengono infatti “curati” con delle iniezioni di droghe psicotrope, con grandi quantità di elettro-shock attraverso gli aghi dell’agopuntura, devono sopportare la privazione del sonno, vengono legati e sottoposti ad alimentazione forzata per lunghi periodi di tempo. I postumi di queste “cure” includono depressione, perdita della memoria, disordini da stress post- traumatico, danni permanenti ai nervi e portano spesso al suicidio.
Per Brad Adams, direttore della sezione Asia di Human Rights Watch, “è arrivato il momento per i leader cinesi di decidere che la strada per la modernizzazione passa anche attraverso l’abolizione di pratiche barbare come l’uso di trattamenti e farmaci psichiatrici per persone che hanno opinioni politiche diverse dalle loro”. Adams cita il caso di Wang Wanxing, un lavoratore residente a Pechino di 56 anni che, arrestato il 3 giugno 1992 (terzo anniversario del massacro di Tiananmen) per aver cercato di esporre sulla piazza un cartello con cui chiedeva al Partito comunista di cambiare il giudizio sul movimento democratico, è stato rilasciato dopo 13 anni di ricovero obbligato.
Il dissidente descrive infatti alcuni dottori ed infermieri di natura “sadica” e racconta di casi in cui il personale medico usava l’elettroshock per trattare i casi più difficili, obbligando gli altri internati ad assistere alle cure-torture.

Da: http://www.asianews.it/view.php?l=it&art=5186

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Lettera indignata di un’insegnante - LA DISLESSIA NON COSTITUISCE CAUSA DI DIFFICOLTÀ SPECIFICA DI APPRENDIMENTO'

25 Gennaio 2006

Prove di laboratorio tra cui TAC e RM (risonanza magnetica), non hanno evidenziato alcuna differenza tra il cervello di un cosiddetto 'dislessico' e uno 'normale'. Così come non si sa quale sarebbe il famigerato cromosoma responsabile della trasmissione a livello ereditario della dislessia. Alla luce della mia esperienza come insegnante, posso dire che le difficoltà di apprendimento sono dovute a carenze nella didattica, alla mancanza di una metodologia di studio e di tecniche efficaci nella trasmissione della conoscenza.

Egregio Direttore, ho letto con stupore ed indignazione che al Senato è in discussione un disegno di legge che prevede di "considerare la dislessia causa di difficoltà specifica di apprendimento". In realtà la difficoltà nella lettura ridefinita da neuropsichiatri infantili e psicologi, dislessia, abbraccia secondo loro, un pacchetto che comprende anche la disgrafia (la scrittura poco chiara e non allineata), la discalculia (lentezza nel fare i calcoli, non conosce bene le tabelline); questi, che fino ad oggi vengono considerati dagli insegnanti errori , se questa legge viene approvata, saranno: “disturbi di apprendimento” e gli alunni che ne sarebbero affetti verrebbero diagnosticati ed etichettati dislessici da neuropsichiatri infantili. "Il disegno di legge prevede un’attività diagnostica precoce da parte di specialisti….(i quali) sostengono che i risultati migliori, si avranno se si riuscirà a individuare il problema già dal primo anno della scuola dell'infanzia". (dal Sole 24ore 13-26 gennaio 2006 pag.17).Se noi andiamo indietro alla nostra esperienza scolastica, quando eravamo in seconda e anche in terza elementare ( 7/8 anni), non sapevamo leggere e scrivere perfettamente e magari non rispondevamo in 60/10 di secondo alla domanda quanto fa 6 per 7, perché ora dovremmo pretendere che i nostri bambini di tre anni, invece, sappiano fare queste cose e magari sappiano anche suonare la nona di Beethoven?Gli psichiatri sostengono che la dislessia è una disfunzione biologica di origine ereditaria , ma in base ad asserzioni dei loro stessi specialisti, prove di laboratorio tra cui TAC e RM (risonanza magnetica), non hanno evidenziato alcuna differenza tra il cervello di un cosiddetto "dislessico" ed uno "normale". Così come non si sa quale sarebbe il fantomatico cromosoma responsabile della trasmissione a livello ereditario (v. Che cos'è la dislessia: Basi biologiche, Luisa Lopez). In Italia la psichiatria non è riuscita a far passare una legge che porti ad etichettare i bambini italiani come affetti da ADHD e così entrare nelle nostre scuole, ci stanno provando con la dislessia?Da quando nel 1991 il Dipartimento dell'Istruzione Statunitense diede istruzioni a tutti i funzionari scolastici di istituire procedure per effettuare la selezione e l'identificazione dei bambini con disturbi dell'apprendimento, fornendo loro degli speciali servizi educativi, psicologici e costringendo per legge i genitori a "CURARLI", si sono ritrovati sei milioni di bambini etichettati Iperattivi , curati con un pesante psicofarmaco i cui effetti sono simili alla cocaina e di questi alcuni sono morti per gli effetti collaterali.I disturbi di apprendimento non sono una recente scoperta ma sono presi dal Manuale di Statistica Diagnostico (DSM IV), la dislessia è riesumata da questo stesso manuale, come l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). Non è che anche la dislessia al pari dell’ADHD, faccia parte di un astuto piano di marketing per monitorare i nostri alunni e avere ulteriori finanziamenti?Dai dati attuali stimano che il 5% dei bambini sono dislessici, che il 4% sono affetti da ADHD, a questi aggiungiamo quelli depressi, ecc... Vogliamo far diventare le nostre scuole l’anticamera del reparto di neuropsichiatria infantile della nostra città? Si sta rischiando di medicalizzare l'istruzione. Come si può fare affidamento sui risultati di indagini in questo campo quando l'ultima scoperta, resa nota in questi giorni da ricercatori dell'istituto di psichiatria di Harvard è stata che i "bambini che nascono in Inverno sono più intelligenti di quelli che nascono in estate?Come insegnante, alla luce della mia esperienza, posso dire che le difficoltà di apprendimento sono dovute a carenze nella didattica, alla mancanza di una metodologia di studio e di tecniche efficaci nella trasmissione della conoscenza. Esistono scuole in Italia e all'estero dove metodi di studio e tecniche di insegnamento efficaci hanno risolto le difficoltà di apprendimento degli alunni. Come cittadina mi aspetto che prima che i parlamentari italiani votino e finanzino, con i soldi delle tasse pagate da noi, questa legge, si informino accuratamente su come stanno realmente le cose.

Prof.ssa Margherita Pellegrino

Tratto da http://www.ilpungolo.com/site/leggi.asp?IDS=10&NWS=NWS3615

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mercoledì, gennaio 25, 2006

LA BAMBINA MANIFESTA UN DISAGIO GIOVANILE E VIENE INTRODOTTA NEL TUNNEL DELL’ASSISTENZA PSICHIATRICA PER 4 ANNI

E' quanto ha dettagliatamente riportato alla magistratura di Torino il sig. C.R.
"Tutto è iniziato nel giugno del 2001 quando mia figlia aveva manifestato dei sintomi di una forma di epilessia. Noi spaventati ci rivolgemmo immediatamente alle strutture ospedaliere e ci ritrovammo con nostra figlia ricoverata nel repertino di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Beauregard di Aosta. Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di diagnosi e somministrazioni di farmaci di vario genere dagli antiepilettici, agli ansiolitici fino agli antidepressivi prescritti nell’Istituto Stella Maris di Pisa, con l’unico concreto risultato di vedere nostra figlia che peggiorava sempre di più. Giorno dopo giorno potevamo vedere la disperazione che si faceva strada tra i suoi occhi a cui si univa la nostra disperazione di avere una figlia che non era più la stessa che conoscevamo anche solo 3 anni prima. La cosa più sconcertante erano i pareri discordanti tra i vari medici e psichiatri sul fatto che quel tal farmaco prescritto dallo psichiatra precedente fosse più o meno adatto per nostra figlia. In questo clima di incertezza e pressappochismo, l’unica cosa concreta che potevamo osservare era il progressivo peggioramento di nostra figlia che si spinse fino ad avere comportamenti autolesivi, il tutto ulteriormente amplificato dal clima di emarginazione che stava vivendo con i suoi compagni di classe che avevano cominciato ad escluderla ed etichettarla come malata” .
E prosegue: “Era una situazione insostenibile che sembrava non avere una fine, così decidemmo di prenderci personalmente cura di nostra figlia aiutandola il più possibile a gestire i rapporti con la scuola e al tempo stesso cercammo altri professionisti che esaminassero l’intera situazione di nostra figlia e le terapie ricevute. Dopo aver contattato la sezione regionale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ci mettemmo in contatto con professionista medico di Torino che dopo aver analizzato tutta la documentazione medica di nostra figlia ed aver fatto fare una serie di esami, ci disse quello che in cuor nostro avevamo sempre saputo: su nostra figlia erano stati applicati approcci terapeutici sbagliati il cui effetto pratico è stato una grave stato di sofferenza psichica indotto dalle massicce dosi di farmaci e psicofarmaci prescritti. Iniziammo così un percorso terapeutico attraverso il quale nostra figlia ha ridotto l’assunzione dei farmaci erroneamente prescritti fino ad eliminarli completamente ed ora, tutto è tornato come prima, nostra figlia sta bene e va bene a scuola”. “Tuttavia” conclude il sig. R., “chi ha sbagliato deve pagare, vogliamo giustizia, non è possibile tollerare un tale grado di negligenza e incuria nel trattare i bambini”.
Tale posizione trova supporto da una perizia tecnica sul caso fatta dal Prof. Portaleone Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l’Università di Torino: “Si sottolinea come i ripetuti e maldestri interventi delle varie figure che hanno seguito il caso, non solo non abbiano portato ad un miglioramento della patologia, ma anzi, abbiano innescato un circolo vizioso nel processo patologico di “medicalizzazione”, con pesanti risvolti negativi sotto l’aspetto psicologico, relazionale e sociale della bambina, protattisi per un numero consistente di anni dell’età evolutiva”

"Questo caso è l’ennesima dimostrazione che gran parte delle volte in cui un bambino presenta sintomi “psichiatrici” ci troviamo in realtà di fronte ad una reale condizione fisica che potrebbe essere trattata con successo dalla medicina tradizionale. Invece l’attuale trend è di associare qualsiasi comportamento un po’ strambo o anomalo dei bambini ad una precisa, quanto indimostrata, sindrome di malattia mentale, con l’effetto pratico di una fin troppo facile somministrazione di sostanze pericolose sui nostri figli." Afferma il dott. D'Alessandro, coordinatore regionale del CCDU, e incalza "del resto quando si comincia a dare credito alle affermazioni della moderna psichiatria secondo cui esiste una malattia chiamata ADHD, ossia sindrome da iperattività e deficit di attenzione, e si pretende di curarla con farmaci anfetaminici quali il Ritalin, si finisce per andare fuori strada e con il risultato pratico di distruggere le famiglie. La verità è che l'istituzione psichiatrica opera fin troppo spesso al di sopra delle leggi italiane e sarebbe ora che venisse creata una normativa specifica a tutela dei cittadini i cui diritti civili vengono violati dai rappresentanti di questa pseudo-scienza"

Torino, , 23 gennaio 2006


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giovedì, gennaio 05, 2006

PSICHIATRIA: UNA PARODIA DELLA MEDICINA E DELLA SCIENZA

La pratica psichiatrica negli ultimi due secoli ha adottato metodi che non saremmo in grado di distinguere dalle torture più barbare. Si va dalle docce d'acqua gelata, agli elettroshock, e si prosegue con le lobotomie, l'incatenamento con ferri, le grate di contenzione, le fruste, le incisioni chirurgiche, l'isolamento, il soffocamento, le macchine rotatorie, e persino ferri roventi applicati sulla nuca.

Ma per la psichiatria certe cose non sono mai cambiate!

Ai nostri giorni non si capisce come possa ancora essere utilizzato l'elettroshock. Pochi lo sanno, ma in Italia questa pratica è ancora permessa in molte cliniche private. Molte nazioni ne fanno largo uso e si calcola che negli Stati Uniti 300 persone l'anno muoiano a causa del trattamento.

Per la psichiatria certe cose non sono mai cambiate!

E mai sono mutati i risultati deludenti dell'uso di psicofarmaci. I dati parlano chiaro. Il Prozac, per citare uno dei nomi più conosciuti, ha registrato nei soli Stati Uniti più di 26 mila casi con reazioni avverse e quasi 2000 tentati suicidi.

Eppure, senza saperlo, stiamo continuando a finanziare tutto ciò con i nostri stessi contributi. È una vergogna!

In Europa il 5,8% dei fondi destinati alla sanità, sono utilizzati dagli psichiatri (Fonte: Istituto Superiore di Sanità). Il programma statunitense prevede uno stanziamento di undici miliardi di dollari l'anno, ed è aumentato di ben sessanta volte rispetto al 1969. Se si aggiungono gli introiti derivanti dagli psicofarmaci, il giro d'affari è enorme. Gli antipsicotici da soli, a livello internazionale, generano un business di 12 miliardi di dollari.

Ma in cosa consiste la ricerca, risultato di un simile investimento? Beh, principalmente nello studio di nuovi psicofarmaci, i cui effetti sono tanto devastanti da meritarsi la massima attenzione. Ci riferiamo a quanto è stato recentemente reso noto a Harvard: lo studio di una pillola per cancellare i ricordi. Dimenticare il passato è una cosa che spaventerebbe molti di noi, al solo pensiero. Eppure è proprio quello che si sta già sperimentando, nel tentativo di alleviare le sofferenze di chi ha subito eventi traumatici. Ma come fa notare il Consiglio di Bioetica della Casa Bianca "per quanto desiderabile, alleviare sensi di colpa o consapevolezze dolorose, potrebbe sottilmente cambiare chi siamo".


I bambini sono i più indifesi nei confronti dei presuntuosi pareri psichiatrici, e i genitori possono credere che il proprio figlio abbia davvero bisogno di psicofarmaci. Così troppo spesso glieli somministrano, inconsapevoli dei disastrosi effetti collaterali.
Secondo un articolo apparso sul Washington Post, test clinici condotti su Prozac, Paxil, Zoloft hanno dimostrato una maggiore tendenza al suicidio nei bambini che ne facevano uso, rispetto a chi invece aveva assunto un placebo.

Lorenzo Stevens, avvocato che da diverso tempo si occupa di difendere coloro che hanno subito abusi psichiatrici, ritiene che l'intera disciplina dovrebbe essere sradicata dalla società. Infatti, così s'intitola uno dei suoi articoli: "Perché la psichiatria dovrebbe essere abolita come specialità medica".

Questo è un quadro piuttosto macabro e la gente ha tutta la libertà di scegliere. Ma perlomeno, come avviene con gli avvisi sui pacchetti di sigarette, ha tutto il diritto di essere informata.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
e-mail ccdu_italia@hotmail.com tel. 02 36510685

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I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO




La psichiatria stà facendo in modo che 17 milioni di loro, in tutto il mondo, non ne abbia uno....




DENUNCIA L'ABUSO PSICHIATRICO - E' UN MISFATTO

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mercoledì, gennaio 04, 2006

APPELLO PER I DIRITTI DEI BAMBINI CONTRO L’ETICHETTA PSICHIATRICA E L’ABUSO DI PSICOFARMACI

Ogni Sabato pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18, Via Italia - Monza
RACCOLTA DI FIRME:

<<"APPELLO PER I DIRITTI DEI BAMBINI CONTROL’ETICHETTA PSICHIATRICA E L’ABUSO DI PSICOFARMACI ":

• Premesso che: La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che è stata adottata e proclamata il 10 Dicembre 1948, nell’articolo 5 dichiara “Nessuno deve essere soggetto a tortura o a trattamenti crudeli, inumani o degradanti”.
• Premesso che: Il diritto di cui sopra è anche affermato nell’articolo 37 e nell’art. 33 della Convenzione sui Diritti dei Bambini delle Nazioni Unite (1989) che stabilisce che i bambini hanno il diritto di essere protetti dall’uso illecito di farmaci psicotropi”.
• Premesso che: La ricerca medica riporta una rilevante controversia e un’opinione contrastante nei confronti della validità dei “disturbi” relativi al comportamento e all’apprendimento come (ma non solo) l’ADHD (Disordine dell’Iperattività e Deficit dell’Attenzione) non scientificamente dimostrata come squilibrio chimico e che 6 milioni di bambini in America fanno uso di uno stimolante per la “cura” di questo disturbo.
• Premesso che: L’uso di questo stimolante, considerato anche più potente della cocaina, può causare controindicazioni come psicosi, agitazione, perdita di appetito, confusione.
Chiedo che sia presa in considerazione ogni possibilità per prevenire che i bambini siano “etichettati” ingiustamente come affetti da “disturbi mentali” specialmente attraverso programmi di “Istruzione Speciale” o attraverso l’uso nelle scuole di test e questionari psicologici e per proteggere il loro diritto inalienabile di essere educati senza l’uso di farmaci. >>

Siete calorosamente invitati a recarvi al nostro stand per dare il Vostro consenso, o per avere maggiori informazioni, leggere i pannelli esposti, ritirare materiale informativo, opuscoli e pubblicazioni gratuite del CCDU, segnalare la Vostra esperienza o caso di abusi subiti, o per denunciare tali abusi o violazioni dei diritti umani.

Ogni caso verrà trattato con il massimo rispetto della privacy.

I volontari del CCDU di Monza.

SALVA, STAMPA, COMPILA E INVIA il modulo a: CCDU - Casella Postale 176 - 20052 Monza

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domenica, gennaio 01, 2006

Le " cure " che non funzionano

Le parole di un'insegnante in merito all' ADHD in Lombardia

Egregio Direttore,
sono un’insegnante che ha a cuore il futuro dei suoi ragazzi e voglio testimoniare pubblicamente come la psichiatria stia invadendo in modo deleterio il campo dell’istruzione ed educazione.Nonostante i deplorevoli avvenimenti negli USA, dove ben sei milioni di bambini sono diagnosticati Iperattivi a cui vengono somministrati psicofarmaci, con incrementi a sei cifre nella vendita di queste pillole e120 decessi fra i bambini a causa degli effetti collaterali di quest’ultime, psichiatri e psicologi continuano a sostenere e promuovere la sindrome dell’adhd (disturbo da deficit di attenzione ed iperattività) e il suo rilevamento, impegnati ad indottrinare gli insegnanti a rilevarne i sintomi. In tal modo anche in Italia si sta spargendo il verbo dell’ADHD utilizzando lo stesso iter americano, così ora anche in Italia ed in particolare in Lombardia finalmente i bambini possono “beneficiare” di queste “cure”. E’ stato annunciato infatti, che è stata costituita l’Associazione per l’ADHD Lombardia, formata da clinici, che ha come scopo principale dare informazioni sull’ADHD nelle scuole.La notizia è stata data durante una conferenza sull’ADHD, tenuta il 1 dicembre scorso a Milano presso una sala consiliare della Zona 2. In questa conferenza sono state date informazioni illuminanti.Secondo i neuropsichiatri presenti sono iperattivi:- neonati attivi in culla, piangono molto, dormono poco;- bambini delle elementari che si muovono come se avessero un motorino;- bambini che presentano disturbi nella condotta;- adolescenti disattenti ecc.Di notevole valore “scientifico” l’affermazione che: “in prevalenza sono i bambini ad essere iperattivi, ma anche le bambine lo sono, però sono sottostimate perché sono calme”. Non solo, sembra che tra i 12 ed i 20 anni questo disturbo svanisce da solo, però se non sono aiutati questi bambini si perdono l’esperienza scolastica.Sempre secondo quanto è stato detto a rischio sono i figli di genitori che fanno uso di droghe, figli di donne che durante la gravidanza mangiano male, bambini adottati, bambini che vivono in condizioni ambientali difficoltose, figli di extracomunitari. Guarda caso gli strati più deboli della società che difficilmente possono opporsi o sottrarsi ad etichettature.Interessante è anche il fatto che mentre è stato detto che questo è un disturbo neurobiologico, le modalità per fare la diagnosi non sono supportate da prove scientifiche di laboratorio, come sarebbe logico aspettarsi per una qualsiasi malattia. Invece la diagnosi si basa su risposte date ad un test nel quale sono elencati comportamenti tipo: si agita troppo , non completa i lavori iniziati, spiattella la risposta prima che sia terminata la domanda, e altre domande simili.Se l’ADHD è una malattia neurobiologica dovrebbero esserci delle alterazioni nelle parti interessate, cervello, sistema nervoso ecc, cosa che non è stata riscontrata neanche da fonti autorevoli che da tempo affermano che non esiste alcuna differenza tra il cervello di un bambino iperattivo e quello di uno normale. Negli Usa è stato messo su un bel teatrino che ha tenuto indaffarate parecchie persone, peccato che il tutto si è poi trasformato in tragedie con casi di decessi per gli effetti di alcuni psicofarmaci. In Italia stiamo già assistendo a spettacoli di questo genere quando sentiamo di ragazzi quindicenni che in cura con psicofarmaci uccidono i genitori o buttano la sorella dalla finestra.Qualcuno in Italia vuole riproporre un copione che si è già dimostrato essere un fiasco completo? Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi.

Margherita Pellegrino

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IL FARMACO PIU' POTENTE DELLA COCAINA SOMMINISTRATO A BAMBINI

Com'è possibile che il Ritalin, classificato in Italia nella categoria degli stupefacenti sino al 2003, assieme alla cocaina, sia somministrato senza scrupolo ai bambini? È una domanda cui non è facile rispondere, sopratutto se si pensa che negli Stati Uniti questa sostanza è ancora nella tabella II degli stupefacenti, come si può verificare sul sito ufficiale della DEA (Drugs Enforcement Administration), l'ente governativo americano per le droghe.( http://www.dea.gov/pubs/scheduling.html ).Eppure questo medicinale è consumato senza scrupolo sia negli Stati Uniti, sia in Italia, e nel mondo ci sono ormai milioni di bambini sotto "cura". Un paradosso, considerando che molti effetti sono simili a quelli provocati dalla cocaina e dalle anfetamine. ( http://www.dea.gov/concern/methylphenidate.html ). E poi si rischia di giungere alle stesse conseguenze delle scuole americane, dove molti adolescenti se la fanno fornire dai compagni a cui sono state prescritte, per polverizzarla e sballarsi a basso costo. Si pensi infatti che già ne facevano uso, come droga, alcune comunità di hippies negli anni sessanta. Basta consultare lo stesso bugiardino, messo online dalla Novartis, l'azienda che lo commercializza, per rendersi conto di quali siano gli effetti collaterali. Si va dall'anoressia, all'angina pectoris, all'ipertensione. ( http://www.pharma.us.novartis.com/product/pi/pdf/ritalin_ritalin-sr.pdf ) Secondo uno studio della FDA (Federal Drugs Administration), il rischio potrebbe in realtà essere molto maggiore. "Un esame condotto su animali" spiega Don McLearn "dopo che avevano assunto Ritalin, uno stimolante ampiamente prescritto per i bambini con disordine d'iperattività e di deficit dell'attenzione (ADHD), ha prodotto il sospetto che la droga possa potenzialmente causare il cancro". ( http://www.fda.gov/bbs/topics/ANSWERS/ANS00705.html )Eppure questo "farmaco" viene oggigiorno somministrato persino ai lattanti, mancando un'adeguata informazione. ( http://www.laleva.cc/cura/ritalin/ritalin_italia.html ).Molte volte ci si rende conto della pericolosità di questo farmaco soltanto dopo che lo si è usato e quando ormai è troppo tardi per rimediare al danno. Come è accaduto a Matthew Smith, 14 anni, morto il 21 marzo del 2000 a causa di un attacco di cuore, che il coroner attribuì al prolungato uso di questo stimolante, prescritto attraverso la scuola. ( http://ritalindeath.com/crusade.htm )Esistono un'infinità di modi per occuparsi dei problemi dei propri figli, ma forse non esiste neanche un modo per rimediare agli effetti causati dagli psicofarmaci.

DAVIS FIORE

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OLOCAUSTO PSICHIATRICO: PIU' MORTI CHE PER AIDS

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi venticinque anni, le morti per disturbi psichiatrici e farmacodipendenza in Italia sono state più di 75 mila, una cifra vertiginosa che fa subito riflettere; un numero di gran lunga superiore alle morti per AIDS. (www.iss.it/site/mortalita/)
Questo dato diventa persino più drammatico, se si pensa ad alcuni fatti agghiaccianti, l'ultimo dei quali risale proprio a lunedì 14 novembre, nel corso di un blitz nel dipartimento di salute mentale dell'ospedale in viale Duca degli Abruzzi 103 a Brescia, in cui sei persone sono state arrestate con l'accusa di peculato, maltrattamenti e abusi sessuali sui pazienti. Ma non è certo la prima volta che simili fatti si verificano e non molto diversa era la storia dello psichiatra Giovanni D' Antonio, in servizio all'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore (SA), che nel gennaio del 2001 venne arrestato dai carabinieri con l'accusa di abuso sessuale sui pazienti.
Ai nostri giorni non si capisce come possa ancora essere usata una simile barabarie sull'uomo civilizzato, quando la psichiatria ha favorito la diffusione delle principali droghe nella società, contribuendo a violenza e criminalità. Per non parlare degli psicofarmaci, che sono vere e proprie droghe legalizzate, la cui relazione col suicidio è stata (più volte ripresa dai media) confermata anche dalle agenzie del farmaco americana ed europea.
Una delle droghe più diffuse, la cannabis, la pianta da cui vegono ricavate hashish e marijuana, fu introdotta in Francia da Jean-Jacques Moreau de Tours nel 1840, che la usava sui suoi pazienti in una ricetta chiamata Majoun. L'LSD cominciò invece ad essere somministrato nel 1953, nel corso di psicoterapie, dallo psichiatra tedesco Walter Frederking, prima che la Sandoz cominciasse a fornirlo gratuitamente a medici e scienziati, fino al 1966. Ma furono sopratutto psichiatri e psicologi a servirsene, per trattare la schizofrenia. Persino Freud raccomandava l'utilizzo di cocaina per casi di malinconia.
La nostra società è stata così influenzata da tutto questo che potremmo prendere in considerazione uno qualunque dei mali sociali e poi farlo risalire in qualche minima parte anche alla psichiatria.
Oggigiorno questa disciplina si sta sempre più inserendo in contesti diversi, come i tribunali o le scuole. In America le vite di moltissimi minorenni sono state distrutte dall'uso immotivato di psicofarmaci. (circa 30 mila bambini in Italia e 8 milioni negli Stati Uniti ne fanno uso).
Ma vediamo da dove ha origine tutto questo. Nel 1940 lo psichiatra britannico John Rawlings Rees, co-fondatore della Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH), descrisse con queste parole gli obiettivi futuri della psichiatria: "Dobbiamo mirare a farle permeare ogni attività educativa nella nostra società.... vita pubblica, politica e industria dovrebbero tutte essere nella nostra sfera di influenza... Specialmente, dall'ultima guerra mondiale abbiamo fatto molto per infiltrarci nelle varie organizzazioni sociali attraverso il paese... Allo stesso modo abbiamo fatto un efficace attacco su un certo numero di professioni. Le due più facili sono naturalmente l'istruzione e la chiesa; le due più difficili sono la legge e la medicina. Se ci infiltriamo nelle attività professionali e sociali delle altre persone, penso che dovremmo imitare gli stati totalitari e organizzare una sorta di attività di quinta colonna!" (www.notetab.net)
Questo meschino progetto ai nostri giorni è diventato realtà, e in molte scuole vengono consegnati ai bambini test per diagnosticare l'ADHD, che non è altro che una malattia inventata per alzata di mano, senza alcuna base scientifica. Infatti è proprio così che presso l'Associazione Psichiatrica Americana (APA) vengono decise le malattie mentali, che poi vengono pubblicate e smerciate come "verità" sul loro testo fondamentale chiamato DSM IV.
Che poi la psichiatria abbia giocato un ruolo importante in molti conflitti mondiali non è da trascurare. Persino la Seconda Guerra Mondiale affonda le sue radici in questa disciplina. L'eugenetica, come potrete ben immaginare, trae origine proprio da questa pseudo-scienza.
Ma come la storia ci ha spesso insegnato, l'uomo ha compiuto i passi più grandi quando è stato in grado di accettare cose che fino a quel momento parevano incredibili. Questo è avvenuto con Galileo e questo deve avvenire di nuovo ora, comprendendo che la psichiatria di scientifico ha ben poco, se non nulla.


DAVIS FIORE

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ADHD, la malattia inventata

Vostro figlio non riesce a stare fermo e seduto? Attenzione! la psichiatria potrebbe etichettarlo come malato di ADHD (disturbo da decifit dell'attenzione ed iperattività).
Da un po' di tempo nelle scuole italiane stanno venendo distribuiti test di nessuna validità scientifica ed è subito allarme tra i genitori. Sopratutto quando vengono violati i diritti civili e quando il pericolo è che in seguito a tali test i bambini siano diagnosticati con disturbi mentali per i quali sarà consigliata la somministrazione di psicofarmaci, dietro ai quali ruotano enormi interessi economici.

È triste ricordare la storia riportata il 13 luglio scorso alla Magistratura di Torino da Giorgio Scialuga, che il 27 ottobre 2004 ha visto tornare a casa suo figlio di otto anni con la richiesta di autorizzazione sul diario, per un test da parte del dipartimento di neuropsichiatria dell'Università di Torino. Alcuni giorni dopo ha scoperto dal figlio che, in realtà, al test era già stato sottoposto, senza il suo consenso.

L'ADHD venne inventato nel 1987 dall'APA (Associazione Psichiatrica Americana), per votazione. E nel giro di un anno 500 mila bambini americani, che prima erano considerati normali, vennero diagnosticati con questa malattia. Tuttora non esistono prove oggettive. E se esistessero, cesserebbe di essere considerata una sindrome psichiatrica e diventerebbe una malattia fisica.

Stiamo assistendo a uno dei più grandi abusi dei nostri diritti, per di più perpetrato sui bambini, che porteranno avanti la società di domani.

Oggi il numero di adolescenti americani etichettati è salito a sei milioni, e "l'epidemia" si sta diffondendo anche nel nostro paese. Recentemente, il "Progetto Italiano Salute Mentale Adolescenti" (PRISMA), condotto dall'IRCCS Medea, ha coinvolto gli studenti delle scuole medie di 500 città italiane.

Non possiamo starcene ancora con le mani in mano, quando il business generato dalla conseguente vendita di psicofarmaci ha raggiunto 1,3 miliardi di dollari.

Tanto più che nel 1998 il convegno degli Istituti Americani di Sanità (NIH) ha dichiarato che questa malattia non esiste, perché non vi è alcuna prova di squilibri biochimici.

Eppure l'Università di Cardiff ha persino annunciato di voler sfruttare le tecnologie ricombinanti, per determinare nei neonati la tendenza a sviluppare questa sindrome.

Diventa molto facile giocare attorno a questa malattia quando, come dicevamo, non esiste una causa. Le domande che vengono poste ai bambini nel test, prendono tutte in considerazione tratti comuni nel comportamento di quell'età, rendendo chiunque una possibile vittima del trattamento psichiatrico. E' sufficiente affermare di essere dei bambini vivaci o di avere difficoltà di concentrazione, rispondendo in maniera affermativa al sessanta percento delle domande.

La psichiatria, facendo uso dell'autorità che si è presa, sta ora calpestando i nostri diritti.

Non permettiamo che questo accada ancora!



Davis Fiore

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