mercoledì, febbraio 22, 2006

LE STRAGI FAMILIARI di Luciano Gianazza

Dr Jekill & Mr Hide

Era una brava persona, cordiale, gran lavoratore. I vicini lo ricordano così. All'improvviso e apparso nella cronaca nera. Ha trucidato a fucilate la famiglia e alla fine ha ucciso anche se stesso. Fatti di questo genere ultimamente abbondano sulle prime pagine dei giornali di provincia e nei telegiornali anche se non come prima notizia.

Ma qual'è la pozione malefica che trasforma delle persone che conducono una vita normale in tanti Mr. Hide?

I protagonisti spesso erano in cura da uno psichiatra. Non compare mai il nome degli psicofarmaci che prendevano e a volte non viene nemmeno detto che li prendevano, anche se è ovvio che la "cura" psichiatrica consiste principalmente nella prescrizione di psicofarmaci.

Quale tipo di psicofarmaci le vittime prendevano, includendo la marca e il produttore, dovrebbero essere riportati dai media in modo che i cittadini facciano le loro considerazioni a riguardo e prendano le decisione più opportune. Ma forse è proprio questo che non si vuole che venga fatto sapere, dovuto al conflitto d'interessi. Perché mai un giornale o rivista dovrebbe pubblicare informazioni sfavorevoli a grandi gruppi economici che spendono milioni di euro per promuovere dei prodotti sulle loro pagine pubblicitarie?

Alcuni ricercatori indipendenti, non sovvenzionati dalle case farmaceutiche hanno rilevato che alcuni psicofarmaci causano nelle persone che li prendono tendenza al suicidio e atteggiamenti violenti.Le case farmaceutiche si difendono dicendo che è la depressione che ha portato il paziente al suicidio o all'omicidio, non il loro farmaco, nonostante le evidenze mostrino il contrario.

Non per nulla più di 200 azioni legali sono state indette contro la Eli Lilly, Pfizer e GlaxoSmithKline, i produttori rispettivamente del Prozac (fluoxetine) Zoloft (sertraline) e Paxil (paroxetine) per essere risarciti da suicidi o omicidi -- alcuni effettuati, altri solo tentati -- da parte di pazienti pochi giorni o settimane dopo che furono prescritti a loro uno o più di questi psicofarmaci. Questi tre farmaci appartengono alla stessa famiglia degli SSRI, Inibitori Selettivi dei Ricaptatori della Serotonina. Vengono comunemente prescritti per curare la depressione, e la loro funzione è quella di incrementare la serotonina, una sostanza chimica presente nel cervello.

Le azioni contro tali case farmaceutiche sono motivate dal fatto che erano a conoscenza che alcuni pazienti, assumendo tali farmaci, avrebbero sperimentato una condizione chiamata akatisia, un'inquietudine fisica e mentale opprimente. Altri pazienti, dopo avere iniziato a prendere uno di questi farmaci, possono rinvigorirsi a sufficienza da essere in grado di danneggiare se stessi, ma non sono aiutati dal farmaco a controllare i loro pensieri distruttivi. Gli avvocati che rappresentano i pazienti o i loro eredi hanno scoperto documenti che le società hanno tenuto nascosti, documenti che mostrano che questi pericoli esistono per tutti e tre gli antidepressivi.

Alcuni dei pazienti che hanno subito una reazione di akatisia sono stati portati a commettere atti atroci.


Matthew Miller aveva tredici anni e si è suicidato dopo meno di una settimana che prendeva lo Zoloft.

Il 13 febbraio 1998 Donald Schell, 60 anni, dopo aver preso due pastiglie di Paxil ha avuto allucinazioni e si è messo a sparare uccidendo sua moglie, la figlia, e la nipote.

Il 4 marzo 1993, due settimane dopo aver iniziato a prendere il Prozac, William Forsyth ha ucciso sua moglie con 15 coltellate mentre era a letto, e poi si è appoggiato sul coltello per uccidersi.

Reginald Payne, 63 anni, un insegnante inglese, ha soffocato sua moglie e si è gettato da una scogliera nel marzo 1996, dopo avere preso il Prozac per solo 11 giorni.


Sono solo quattro esempi fra le centinaia tanto per dare un'idea della sequenza.

Nel luglio 2001, una giuria federale a Cheyenne, nel Wyoming ha ordinato alla GlaxoSmithKline di pagare 6.400.000 dollari ai parenti di Donald Schell. In quel caso, i parenti hanno trovato documenti interni della GlaxoSmithKline dimostrando che la società era consapevole che alcune persone avrebbero potuto diventare agitate o violente a causa del Paxil. Malgrado questa conoscenza, le confezioni del Paxil non includono alcun avvertimento riguardo alla possibilità di suicidio, violenza o aggressione.


Documenti incriminanti

I documenti scoperti sul Prozac sono particolarmente rivelatori:

1. Nel 1990, gli scienziati della Eli Lilly sono stati sollecitati dai dirigenti dell'azienda a modificare i dati registrati di esperienze di medici con il Prozac, sostituendo nelle segnalazioni ricevute le parole tentato suicidio con "overdose" e tendenza al suicidio con " depressione ".

2. Tre anni prima che il Prozac ricevesse l'approvazione dalla Federal Drug Administration degli Stati Uniti (FDA) un'agenzia equivalente in Germania ha avuto perplessità tali sulla sicurezza del Prozac che si è rifiutata di approvare l'antidepressivo. Gli studi della Eli Lilly hanno dimostrato che pazienti, precedentemente senza alcuna tendenza al suicidio, dopo aver preso il farmaco hanno commesso tentativi di suicidio e suicidi cinque volte di più che non altri durante gli studi su antidepressivi più vecchi, e tre volte di più dei soggetti che prendevano placebo.

3. Le cifre in possesso della Eli Lilly indicano che un paziente su 100, precedentemente senza alcuna tendenza al suicidio, dopo aver assunto il farmaco durante le prove cliniche iniziali ha sviluppato akatisia, a cui hanno fatto seguito tentato suicidio o suicidio nel bel mezzo della ricerca.

È anche stato scoperto che il brevetto per una nuova versione del Prozac, che la Eli Lilly ha pagato 90 milioni di dollari per ottenerlo, dichiara che la nuova formulazione ridurrebbe "i ricorrenti effetti collaterali" del Prozac originale, incluso "nervosismo, ansietà, insonnia, inquietudine interiore (akatisia), tendenza al suicidio, auto-mutilazione, comportamento maniacale".

Il Prozac è stato immesso sul mercato degli Stati Uniti dalla Eli Lilly nel gennaio 1988. Zoloft e Paxil sono subentrati rispettivamente nel dicembre 1991 e nel dicembre 1992. Circa 45.000 rapporti di reazioni avverse al Prozac sono stati registrati dalla FDA. Questi includono rapporti di circa 2500 morti, con la stragrande maggioranza collegata a suicidio o violenza.


Rapporti dei medici sulle tendenze al suicidio


Kurt Cobain, 1967 - 1994
Il Dr. Martin Teicher Harvard Medical School nel 1990 ha riportato che lui e i suoi colleghi avevano osservato tendenza al suicidio in sei pazienti che prendevano il Prozac. Più recentemente, il Dr. David Healy, un esperto sul sistema della serotonina del cervello e il direttore del North Wales Department of Psychological Medicine all'Università del Galles, ha stimato che "probabilmente 50.000 persone hanno commesso suicidio a causa del Prozac dal suo esordio, una cifra molto più alta del numero di quelli che avrebbero commesso comunque suicidio se non fossero stati curati.

Nel frattempo, le case farmaceutiche continuano a basarsi su una conclusione del 1991 di una commissione consultiva della FDA che afferma: "non c'è alcuna prova credibile di un collegamento causale tra l'uso di farmaci antidepressivi, compreso il Prozac, e il suicidio o il comportamento violento."

Questo a dispetto di tutte le evidenze.


Casi collegati

Negli Stati Uniti, contro la GlaxoSmithKline Plc, il gigante farmaceutico britannico che produce l'antidepressivo Paxil (paroxetine) è stata intentata una causa collettiva a nome di tutte quelle persone a cui era stato prescritto il Paxil e che in seguito hanno subito crisi di astinenza quando hanno tentato di sospendere l'assunzione del farmaco.

I pazienti che hanno utilizzato il Paxil dichiarano che il produttore ha nascosto la natura assuefacente del farmaco.La parte lesa afferma che la GlaxoSmithKline sapeva che alcuni pazienti a cui sarebbe stato stato prescritto il Paxil avrebbero subito una grave crisi d'astinenza una volta cessata l'assunzione del farmaco, ma non hanno avvertito nè i medici né i pazienti di questo frangente. Le accuse sono di frode e inganno, negligenza, precisa responsabilità giuridica, e violazione di garanzia. Le richieste sono di risarcimento dei danni e punizione dei colpevoli.

Il concilio di difesa ha riportato che per decisione della corte sono stati invitati a ripresentare la mozione con maggiori dettagli.

Le reazioni delle crisi d'astinenza subite dai pazienti che tentano di smettere di prendere il Paxil includono:

impulsi di scosse elettriche, capogiri, sbadataggine, vertigini, mancanza di coordinazione, andatura malferma, sudorazione, nausea estrema, vomito, febbre alta, disturbi addominali, sintomi di influenza, anoressia, diarrea, agitazione, tremiti, irritabilità, aggressività, sonno disturbato, incubi, confusione, difficoltà di concentrazione, cattiva memoria, letargia, sconforto generale, debolezza, fatica, parestesia, atassia, e mialgia.

Il Paxil è stato introdotto nel mercato Stati Uniti il 29 dicembre 1992 ed è un farmaco antidepressivo della stessa classe dello Zoloft e del Prozac (inibitore selettivo del ricaptatore della serotonina o SSRI). Il Paxil è stato approvato per il mercato americano per condizioni come depressione, ossessione compulsiva, panico, e ansietà sociale.Secondo gli accusatori, la GlaxoSmithKline sapeva da molti anni che le varie caratteristiche del Paxil portano alla crisi d'astinenza quando si smette di prenderlo. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ottenuti dai querelanti, il Paxil ha il maggior numero di reazioni di crisi d'astinenza di qualsiasi altro antidepressivo al mondo.


In Italia non sono pochi i casi di omicidio/suicidio eccone alcuni:


24 FEBBRAIO 2004 - Una 33enne di Lurate Caccivio, in provincia di Como, porta in chiesa la figlioletta di due anni e tenta di sacrificarla, accoltellandola sull'altare. La trovano mentre asperge la figlia con l'acqua santa e grida: "Ti devo purificare per la pace nel mondo"

22 FEBBRAIO 2004 - Un 42enne di Caltanissetta, dopo aver perso il lavoro, si getta in mare con la figlia disabile: la bimba, 12 anni, muore; lui invece si salva.

13 GENNAIO 2004 - Un odontotecnico di Polistena, in Calabria, ammazza la moglie, medico chirurgo, e il figlioletto di 5 anni e poi si toglie la vita.

12 GENNAIO 2004 - Ad Alvignano, in provincia di Caserta, il 56enne Luciano Liparulo, ex insegnante in pensione, uccide la madre a fucilate, ferisce il padre e poi si spara.

11 GENNAIO 2004 - A Viganò Brianza, nel Lecchese, un ragioniere 55enne, Fausto Zoia, spara alla moglie Enrica e ai figli Filippo (25 anni) e Federico (19) e poi si uccide. A quanto pare l'uomo era depresso a causa di una dieta seguita per curare il diabete.

5 LUGLIO 2003 - Macerata: il piccolo Jaspal Singh, due mesi, viene ucciso da un abbraccio mortale della madre, che lo ghermisce di spalle e lo stringe con una mano al petto fino a sfondargli la scatola cranica. La donna, emigrata dal Panjab a Piediripa di Macerata è affetta da uno stato patologico di natura psichiatrica.

3 GIUGNO 2003 - Desio (Mi): Herika Rebelo strangola e poi affoga in un water dell'ospedale di Desio la figlia di tre mesi, ricoverata il giorno prima per una caduta dalla carrozzina. ''Ho ucciso il mostro'', ripete la donna fuori di sé.

14 APRILE 2003 - Pontedera: un'impiegata di 32 anni confessa di aver abbandonato dopo il parto Faustino Angelo, il neonato ritrovato morto nella discarica nel febbraio 2001. La donna viene però arrestata per duplice omicidio: la si accusa di aver abbandonato un altro neonato il dicembre successivo.

14 MARZO 2003 - Rovereto (Trento): nella loro casa sono trovati i cadaveri di due anziani coniugi, morti da diversi giorni. Il 15 marzo è arrestato Marco Azzolini, 47 anni, che confessa di aver ucciso i genitori.

21 GENNAIO 2003 - Crema Un muratore 28enne tende un agguato al convivente dell'ex moglie, gli spara e lo manca. Allora va a casa della donna, dove spara ai due figli, uccidendo il più grande, 6 anni, e ferendo l'altro, di 2. Quindi si chiude in camera da letto e si uccide.

15 GENNAIO 2003 - Agrigento Una mamma di 37 anni, ubriaca, ha tentato di ammazzare il figlio di dieci anni colpendolo ripetutamente con un coltello su tutto il corpo. I vicini hanno chiamato i carabinieri e solo grazie al loro intervento il bimbo è salvo. Resta però ricoverato in condizioni gravissime in ospedale. La donna, Rosetta Caterinicchia, è stata arrestata.

16 DICEMBRE 2002 - Grosseto Un uomo ha sparato alcuni colpi di fucile uccidendo la figlia e la moglie; poi è sceso in cortile, ha chiesto a un giovane di chiamare la polizia e si è fatto arrestare. Giuliano Corridori, 53 anni, pensionato ha colpito alla testa la figlia, Giada, studentessa universitaria di 26 anni, che è morta all'istante. La madre, Luciana Catocci, 53 anni è morta in ospedale.

3 DICEMBRE 2002 - Milano Un uomo ha ucciso il figlio gravemente malato e si è quindi costituito ai carabinieri di S. Donato Milanese con la pistola ormai scarica. Il fatto è avvenuto in un appartamento di via Passeroni 6, una traversa di corso Lodi. Quando le forze dell'ordine si sono recate nell'abitazione, hanno trovato il ventitreenne Alessandro Capponi riverso sul letto con due fori di proiettile in testa.

15 OTTOBRE 2002 - Torino Un uomo ha ucciso 7 persone e poi si è tolto la vita. Gli 8 cadaveri sono stati scoperti dai carabinieri in una cascina vicino al cimitero di Chieri. L'autore dell'omicidio-suicidio è un muratore che ha sparato con una mitraglietta a famigliari e vicini di casa. Mauro Antonello, era l'ex marito di una delle vittime, separato dopo un rapporto burrascoso. Salva la figlia della coppia che era a scuola.

14 OTTOBRE 2002 - Reggio Emilia Renzo Finamore, ex finanziere 58enne di Reggio Emilia, ha sparato a moglie, figlia e fidanzato della ragazza, poi si è tolto la vita. La sua è stata un'esecuzione in piena regola. Le due donne sono morte sul colpo. L'ex finanziere ha filmato la strage, e forse ha versato dell'acido sulle due donne prima del delitto.

2 SETTEMBRE 2002 - Caltanissetta Maurizio Gesabella, venditore ambulante 38enne di Caltanissetta, soffoca i figli Gaia, 2 anni, e Carmelo, 9, con un cuscino al termine della festa di compleanno della più piccola. Poi indossa l'abito del matrimonio e si lancia dal sesto piano della sua abitazione.

26 AGOSTO 2002 - Arbatax (Nuoro) Luigi Locci, insegnante 47enne, massacra le due figliolette a coltellate, e poi si uccide con la stessa arma. I rapporti tra l'uomo e la moglie erano ormai logori, e lui temeva che la donna gli portasse via le due figlie adorate.

24 GIUGNO 2002 - Brissogne (Aosta) Olga Cerise, in riva al laghetto di Les Iles, ha annegato i due figli di 4 anni e 21 giorni accompagnandoli a morire tenendoli per mano.

17 MAGGIO 2002 - Imola (Bologna) Una donna di 34 anni uccide a coltellate la figlia di 7 e si suicida usando la stessa arma, un coltello da cucina.

12 MAGGIO 2002 - Madonna dei Monti, frazione di Santa Caterina Valfurva (Sondrio) Una donna di 31 anni uccide la figlia di 8 mesi mettendola nella lavatrice alla quale fa compiere un ciclo di lavaggio.

19 FEBBRAIO 2002 - Novara Una donna di 21 anni uccide la figlia di poco più di un mese, cercando con violenza di farla smettere di piangere.

2 DICEMBRE 2001 - Vittuone (Milano) Una donna di 40 anni uccide la figlia di 7 anni, infilandole un sacchetto di cellophane sulla testa e stringendoglielo al collo con i suoi collant di nylon. Poi si siede sul divano di casa, attendendo l'arrivo del marito.

27 OTTOBRE 2001 - Nove (Vicenza) Una donna di 28 anni uccide, strangolandola con una calza di nylon, la figlia di 7 anni appena rientrata a casa da scuola. Il 29 confessa l'omicidio.

12 SETTEMBRE 2001 - Limidi di Soliera (Modena) Un uomo di 43 anni, al rientro a casa, trova il figlio autistico di 14 anni ucciso, soffocato da un sacchetto di plastica stretto attorno alla testa e la moglie, Paola Mantovani, 39 anni, legata e gettata in piscina. La donna attribuisce la responsabilità ad una banda di rapinatori, ma il 16 ottobre e' accusata di omicidio premeditato.

29 GIUGNO 2001 - Cretone, frazione di Palombara Sabina (Roma) Una donna macedone di 36 anni, sposata con un italiano, uccide con 30 coltellate i suoi due figli di 5 e 6 anni.

18 APRILE 2001 - Inzago (Milano) Un impiegato di 40 anni torna a casa e trova il figlio di 19 mesi morto e la mamma impiccata a una trave del soffitto. La donna si è suicidata dopo aver soffocato il figlio.

14 AGOSTO 2000:a Bolzaneto (Genova), Armando Grasso, pensionato di 60 anni malato di tumore, uccide con un fucile da caccia la moglie e il figlio. Prima di suicidarsi ammazza anche una vicina di casa e il figlio handicappato della donna.

21 GIUGNO 2000: a Palma di Montechiaro (Agrigento), Vincenzo Sambito, 51 anni, spara con una pistola calibro 7,65 e uccide la moglie, Paola Amato, 46 anni, le figlie Marianna e Rosaria, 25 e 22 anni, la madre Maria Salerno, 80, e ferisce il fratello Gaetano, 46, affetto da sindrome di down, poi si spara.

6 FEBBRAIO 2000: a Lizzano (Cesena), la polizia e i carabinieri trovano in un pozzo artesiano i cadaveri dei componenti di una famiglia: genitori, moglie e figlia tredicenne di Massimo Predi, 40 anni, che viene ricercato in tutta Italia e catturato l' 11 febbraio alla stazione di Bari.

14 MAGGIO 1998: a Lomellina (Pavia), Antonella Tempella, 35 anni, uccide a colpi di pistola quattro persone: l'ex marito, il convivente, la madre (60 anni) e una cugina. La donna ferisce anche la figlioletta della cugina, di 3 anni, e si suicida.

16 APRILE 1997: a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), un avvocato di 59 anni, Andrea Calderone, uccide a colpi di pistola i figli di 21 e 22 anni, il fratello, la madre ottantaduenne e poi si suicida con un colpo in bocca. All'origine della strage, la separazione tra Calderone e sua moglie.

19 NOVEMBRE 1996: a Buonvicino (Cosenza), un carabiniere di 32 anni, Alfredo Valente, uccide sua moglie, il cognato e la moglie, i suoceri e una nipotina e fugge. La fuga termina a Brescia dove il militare si costituisce.

15 MARZO 1995: a Macerata Campania (Caserta) e poi a Santa Maria Capua Vetere, Domenico Cavasso, 37 anni, che lavora nella polizia penitenziaria, uccide a colpi di pistola sette persone, di cui quattro stretti famigliari (ma una muore per infarto), e ne ferisce altre due. Dopo la strage l'omicida si costituisce.


Quante di queste tragedie dovremmo acceditarle agli SSRI?

Articolo preso integralmente da www.medicinenon.it
Per l'originale di Luciano Gianazza clicca qui >>> MEDICINENON

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USA: QUANDO VOLEVANO RIPROGRAMMARE IL CERVELLO DEI REDUCI

(AGI) - New York, 11 feb. Leggete l'articolo che trovate su AGI ONLINE 111544 FEB 06
Dal mondo, servizio speciale realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Basta psicofarmaci ai bambini iperattivi Spezia lancia l'allarme

martedì, febbraio 21, 2006

Farmaci che Uccidono

DIPENDENZA, VIOLENZA, SUICIDIO. Sono tre dei più gravi effetti provocati dagli psicofarmaci: TUTTI DEVASTANTI!

L'allarme è stato lanciato recentemente dai governi di cinque dei maggiori paesi: Svizzera, Inghilterra, Canada, Stati Uniti, Europa. E include anche altri disturbi.

Gli stessi "farmaci" somministrati per risolvere la depressione, contribuirebbero a causarla. L'FDA parla chiaro: solo per il Prozac (un noto anti-depressivo), avrebbe ricevuto 1885 rapporti di tentati suicidi e 1734 di morti accertate. Le reazioni avverse sono state superiori a quelle di qualsiasi altro prodotto messo in vendita negli ultimi 24 anni.

Ma come stabilire in che misura è la sostanza a provocare il suicidio? Beh, somministrando a una parte dei soggetti monitorati un placebo. Test condotti in questo modo, secondo il Whasington Post del 3 febbraio 2004, avrebbero confermato il rischio di suicidio, al di là d'ogni possibile dubbio, in particolare per quanto riguarda Prozac, Paxil e Zoloft.

Un altro modo, più empirico, per stabilire se una sostanza è in grado di indurre tendenze suicide, si ottiene comparando gli orari in cui si verificano i pensieri con quelli della somministrazione. Due psichiatri inglesi, R. de Alarcon e M.W.P. Carney, hanno riferito al British Medical Journal la pericolosità della fluofenazina (Moditen Depot), accorgendosi che le idee suicidarie comparivano sempre e solo sotto l'effetto di detta sostanza.

Tra i sospettati, secondo il Comitato per la Sicurezza del Farmaco inglese (Committee on Safety of Medicines, CSM), figura anche la Paroxetina, un inibitore della serotonina (SSRI).
La British medical agency (MHRA) riporta inoltre 130 casi di suicidi in un solo mese, in seguito a trattamenti con Strattera, lo psicofarmaco commercializzato dalla Eli Lilly.

E' un controsenso che miliardi di dollari siano spesi per la "guerra alla droga", quando un differente tipo di droga sta danneggiando milioni di persone. Se poi gli interessati sono sopratutto i bambini, la faccenda si fa molto più seria.

Davis Fiore

Tratto da: Nopsych.it 21 Febbraio 2006

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Strattera – 130 rapporti di tentati suicidi in un mese

Un documento non ancora divulgato, scritto dalla Agenzia Britannica di Controllo sulle Mecidine e la Salute (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) rivela che lo scorso autunno ci sono stati 130 rapporti di tentativi di suicidio in un solo mese da pazienti trattati con lo psicofarmaco per il deficit di attenzione (ADHD) Strattera.

In aggiunta il documento rivela che ci sono stati anche più di 760 rapporti di disordini cardiaci, 172 rapporti di danni al fegato e circa 20 rapporti di suicidi effettivi.

Il grande numero di rapporti di effetti negativi sono esposti in un documento del 9 Dicembre 2005 spedito dalla agenzia britannica alla Agenzia Svedese dei Prodotti Medici.

L'informazione è stata ottenuta tramite inchieste del FOIA ed è stata rilasciata sotto ordine del tribunale, secondo il giornalista investigativo svedese Janne Larsson.

Il colosso farmaceutico ELI LILLY in origine cercò di far approvare il farmaco Strattera dalla FDA come antidepressivo con insuccesso. Il farmaco è stato da allora commerciato come trattamento per al ADHD. Strattera è approvato per la somministrazione ai bambini e ai pazienti adulti. Ciononostante il farmaco non è stato ancora testato sui bambini minori di 6 anni o in pazienti geriatrici, secondo la Lilly.

Strattera è un inibitore selettivo della norepinefrina ed è il primo farmaco non-stimolante approvato per il trattamento della ADHD. Dato che Strattera è chimicamente simile ai farmaci antidepressivi collegati ai pensieri suicidi in bambini nel 2004, lo ssorso anno la FDA ordinò alla Lilly di analizzare i loro dati sullo Strattera.

I 12 brevi trias (6-18 settimane) rivisti includevano più di 2200 pazienti, fra i quali 1357 ricevettero lo Strattera e 851 un placebo. La analisi trovò un maggior rischio di pensieri suicidi durante i primi mesi fra quelli riceventi lo Strattera. Il rischio medio di pensieri suicidi era di circa 4 per mille con lo Strattera comparato con nessun pensiero suicida dei pazienti riceventi il placebo. Ci fu un tentato suicidio in un paziente trattato con Strattera.

Basandosi sui dati qui sopra la FDA determinò che le seguenti avvertenze dovrebbero essere incluse sulle avvertenze del medicinale:

Strattera incrementa il rischio di pensieri suicidi in bambini e adolescenti con ADHD.
Chiunque consideri di usare Strattera in bambini o adolescenti per curare la ADHD deve tenere conto dell'incrementato rischio di pensieri suicidi rispetto al bisogno clinico del farmaco.
I pazienti che hanno cominciato una terapia dovrebbero essere tenuti sotto stretta osservazione riguardopeggioramenti clinici, pensieri o comportamenti suicidi, o cambiamenti inusuali di comportamento.
Le famiglie e i badanti dovrebbero essere avvisati di tenere sotto stretta osservazione i pazienti e di comunicare i cambiamenti comportamenti relativi al medico curante.

Il 29 Settembre 2005 l'FDA annunciò che aveva portato Lilly a rivedere le etichette dello Strattera per includervi indicazioni di pericolo (black boxed statements) atte a mettere in allerta i sanitari riguardo un accresciuto rischio di pensieri suicidi in bambini e adolescenti trattati con quel farmaco.

L'FDA disse anche a Lilly di preparare una Guida Medica dei Pazienti per avvisarli dei rischi e della precauzioni che dovrebbero essere prese, guida da distribuirsi ai farmacisti che dispensano Strattera.

Un volta che i media riportarono le nuove avvertenze di pericolo e che i rischi divennero ben pubblicizzati, iniziarono a arrivare rapporti spontanei di fatti negativi. Fu tra il 23 e il 25 Settembre 2005 che furono riportati i 130 casi di comportamenti suicidi e autolesionistici.

Nei 3 anni precedenti all'avvertimento, fra il novembre 2002 e il settembre 2005, sono stati riportati solo 300 casi. "Questo significa che il 30% di tutti i rapporti di tentati suicidi sono stati ricevuti in un mese" precisa Mr. Larsson.

Nel 2004 Strattera era nei 6 prodotti più venduti della Lilly, fruttando più di 665 milioni di dollari in vendite mondiali. Però quando l'FDA ordinò di mettere le avvertenze di pericolo lo scorso autunno, David Moskowitz, l'analista di Friedman Billings Ramsey, disse alla Reuters News che aveva tagliato la previsione di vendita dello strattera nel 2006 da 685 milioni di dollari a solo 518 milioni.

Il 10 febbraio 2006 la assemblea consultiva di sicurezza della FDA raccomandò che i farmaci per il deficit di attenzione avessero degli avvertimenti riguardanti i rischi di attacco cardiaco, dato che il membri del comitato convenirono che il pubblico è largamente non informato dei rischi e potrebbe abusare dei farmaci, includendo Adderall, Concerta, Ritalin e le versioni generiche del Ritalin, chiamate metilfenidato. Il comitato raccomandò anche che, quando fosse prescritto il farmaco, dovesse essere fornita anche una guida alla assunzione del farmaco per i pazienti e i genitori.

Tratto da www.nopsych.it 17 Febbraio 2006

Fonte: www.lawyersandsettlements.com

Fonte www.healthsentinel.com

Fonte: www.scoop.co.nz

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Nutrire la mente: l’impatto del cibo sulla salute mentale

La Mental Health Foundation, partner di Sustain nel Food and Mental Health Project, ha pubblicato un rapporto complementare* intitolato "Nutrire la mente: l'impatto del cibo sulla salute mentale".

Da questo rapporto scaturisce il sempre maggiore peso che le scarse condizioni di salute mentale hanno su di noi come singoli e come nazione non sembra conoscere tregua, né in termini di ritmo né in termini di impatto. Viene riportato che solamente nel Regno Unito, i costi sostenuti per far fronte ai problemi di salute mentale si avvicinano oggi ai 100 miliardi di sterline l'anno. Le spiegazioni avanzate per decifrare questa tendenza sono molte: dalla globalizzazione alla mutata stabilità economica, dai cambiamenti sociali alla minor quantità di rapporti interpersonali.

È opinione comune che i problemi di salute mentale siano il risultato di un concorso di elementi quali l'età, i fattori genetici e quelli ambientali. Nello sviluppo delle tendenze generali nel campo della salute mentale, uno dei fattori contributivi più ovvi, per quanto meno riconosciuto, è rappresentato dalla dieta. Si sta rapidamente accumulando una quantità di riscontri sempre più consistente sul legame che unisce dieta e salute mentale. Diversi elementi indicano che l'alimentazione non solo produce un impatto a breve e lungo termine sulla condizione mentale di una persona, ma svolge un ruolo importante e determinante nello sviluppo, nel controllo e nella prevenzione di problemi mentali specifici, quali ad esempio la depressione, la schizofrenia, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, e l'Alzheimer.

L'esistenza di tale legame tra dieta e salute mentale viene sempre più riconosciuta e sostenuta dal mondo universitario e da quello dei ricercatori clinici. Gli studi condotti includono un'ampia gamma di test: dall'esame delle reazioni individuali ai cambiamenti di dieta (in trial clinici controllati randomizzati), al raffronto culturale tra diverse popolazioni, svolto usando parametri quali le abitudini alimentari e lo stato di salute mentale.

Tuttavia non è ancora completamente chiaro quale ruolo giochino le abitudini alimentari nel preservare la salute mentale della nazione; e i mutamenti di pratiche e costumi ci mettono del tempo a concretizzarsi. Tra i motivi possibili, annoveriamo la poca consapevolezza delle prove esistenti, lo scetticismo sulla qualità delle stesse e l'esistenza di gruppi d'interesse che difendono trattamenti e approcci di altro tipo.

Per decenni il trattamento dei problemi di salute mentale è stato perlopiù di carattere farmacologico (e psicoterapico, in minor misura), mentre i metodi per la promozione della salute mentale hanno fatto principalmente affidamento sull'informazione e sull'istruzione. Gli sviluppi terapeutici della ricerca sul rapporto esistente tra dieta e salute mentale, solo raramente sono stati riconosciuti dalla corrente medica principale. Eppure potrebbero avere vastissimi riscontri positivi. Gli effetti delle azioni che promuovono la salute mentale rivestono anch'essi un'enorme importanza e meriterebbero un'attenzione molto maggiore.

Negli ultimi cinquant'anni abbiamo assistito a cambiamenti radicali nel cibo che mangiamo, nei processi di produzione e raffinazione dello stesso, negli additivi alimentari, nell'uso di pesticidi e nell'alterazione dei grassi animali dovuta all'allevamento intensivo. I cambiamenti intervenuti nella nostra dieta in questi ultimi anni hanno reso il cibo che consumiamo quotidianamente molto diverso, nel contenuto nutritivo, rispetto a quello dei nostri predecessori, anche recenti.

Nel rapporto si prende anche in considerazione il ruolo della dieta in relazione a specifici problemi mentali. In particolare viene riportato che molti genitori, insegnanti e altri operatori hanno riscontrato notevoli miglioramenti nei bambini affetti da ADHD dopo un intervento sulla loro dieta. Due categorie di elementi nutritivi che la ricerca clinica ha isolato come particolarmente importanti sono gli acidi grassi essenziali e i minerali. Gli studi hanno messo in luce che nei bambini iperattivi la quantità di acidi grassi essenziali è oltremodo bassa. Una relazione analoga è stata riscontrata tra i livelli di ferro e la manifestazione di sintomi da ADHD nei soggetti giovanissimi.

Le prove che dimostrano come la salute mentale sia collegata alla dieta, stanno aumentando rapidamente. La dieta non solo produce un impatto sull'umore e sul benessere generale: è dimostrato che essa contribuisce allo sviluppo, alla prevenzione e al controllo di problemi mentali ben precisi.

Tutto ciò ha ampie conseguenze per coloro che sono coinvolti nella cura, nel trattamento e nella prevenzione dei disturbi mentali. Tali conseguenze non vanno assolutamente ignorate da chi ha interesse a ridurre il sempre maggior peso sanitario, economico e sociale di chi non gode di una buona salute mentale.

È urgente che i legislatori, i medici, il mondo industriale, il settore terziario e i consumatori inizino a prestar maggior fede al ruolo che la dieta gioca in fatto di salute mentale.

Scarica il rapporto completo in formato PDF, (5.55 MB, 72 pagg.)
da www.mentalhealth.org.uk

Tratto da Nopysch.it 21 Febbraio 2006

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Cambia la dieta, cambia la mente:

Ecco come l’alimentazione influenza il benessere mentale e il comportamento di una persona.

Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che dimostrano l'interrelazione esistente tra l'alimentazione di una persona e il suo modo di sentirsi o di agire. Vi sono riscontri che indicano come all'alimentazione siano legati non solo i cambi d'umore quotidiani, ma anche disturbi mentali e problemi comportamentali più gravi.

Proprio come l'obesità, i disturbi mentali e comportamentali stanno suscitando preoccupazioni d'ordine igienico-sanitario gravi e sempre maggiori, per quanto riguarda la popolazione in generale. Al contrario dell'obesità, tuttavia, la salute mentale non è oggetto di grande attenzione da parte del grande pubblico. Per giunta, pochissimi sono al corrente della crescente quantità di prove che mostrano come quegli stessi fattori che causano l'obesità (vale a dire un eccesso di cibo e un'alimentazione sbagliata) possano concorrere in parte all'aumento dei problemi mentali e comportamentali.

Gran parte della ricerca che ha indagato il legame esistente tra alimentazione, salute mentale e comportamento dei soggetti più giovani, è incentrata sull'iperattività, in particolare sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Sale anche l'allarme per il sempre più diffuso fenomeno della depressione tra i giovani.

Questo è quanto scaturisce da un recente rapporto della Mental Healt Foundation dove viene presentata inoltre un'analisi condotta da uno specialista, sui riscontri contenuti in alcune pubblicazioni, in base ai quali risulta evidente che esiste un legame tra alimentazione e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), depressione, schizofrenia e Alzheimer. Per mostrare l'estensione delle ricerche condotte, gli autori presentano caso per caso prove di carattere epidemiologico e fisiologico, nonché riscontri provenienti da test clinici.

Scarica il rapporto in formato PDF, (825 KB, 128 pagg.)

www.mentalhealth.org.uk

Tratto da Nopsych.it 21 Febbraio 2006

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domenica, febbraio 19, 2006

L'INGANNO PSICHIATRICO - La rovina della Medicina



Resoconto e raccomandazioni sull'impatto psichiatrico nel sistema sanitario.
Scarica e leggi questo libretto.

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mercoledì, febbraio 15, 2006

PSICOFARMACI SOTTO ESAME - Indagini e allarmi per gli effetti collaterali e a volte letali

Secondo il “New England Journal of Medicine”, i bambini delle donne che hanno assunto psicofarmaci nella seconda metà della gravidanza rischiano di sviluppare malattie al polmone sei volte più del normale.

Mentre nel nostro Paese continua la propaganda sui disturbi psichiatrici che affliggerebbero i nostri bambini e l'importanza della prevenzione e del trattamento per questi disturbi, chi ha l'esperienza di decenni sta correndo ai ripari per i danni che tali trattamenti hanno causato e stanno causando.

Negli Stati Uniti infatti, una commissione consultiva federale americana ha votato la scorsa settimana una risoluzione nella quale si afferma che gli stimolanti come il Ritalin, (psicofarmaco a base di anfetamina per la cura dell'Adhd) possono avere effetti pericolosi sul cuore, e che i legislatori federali dovrebbero richiedere ai produttori di fornire indicazioni scritte ai pazienti e porre avvertimenti ben visibili sulle etichette dei farmaci che descrivano questi rischi.

Circa quattro milioni di persone negli Stati Uniti, assumono stimolanti per il Disordine da Deficit dell’Attenzione e Iperattività, e la commissione ha dichiarato di voler rallentare l’esplosione dell’uso di questi farmaci.

Solo nell’ultimo anno e mezzo, in cinque diversi Paesi (tra i quali la Svizzera, l’Inghilterra, il Canada, gli Stati Uniti e l’Europa), sono stati pubblicati 18 allarmi governativi sui pericoli, fino ad allora nascosti, dei farmaci psichiatrici, che evidenziavano i seguenti effetti secondari: dipendenza da questi psicofarmaci, mania, ostilità, aggressione, psicosi, suicidio e violenza.

L’ultima inchiesta è arrivata questa settimana sotto forma di relazione dell’ FDA. Afferma che tra il 1999 ed il 2003 si sono avute 25 morti causate da farmaci psichiatrici di vario genere. Diciannove di queste erano di bambini. Il rapporto, inoltre, esamina 54 casi, di adulti e di bambini, con problemi cardiovascolari seri, quali attacchi di cuore, colpi apoplettici, ipertensione, palpitazioni e aritmia.

Gli psicofarmaci in questione erano anfetamine, come l’ Adderall, e metilfenidato, venduti come Ritalin, Concerta, Methylin e Metadate, per bambini e adulti con ADHD. L’FDA riferisce che negli Stati Uniti, proprio ora, ogni mese vengono prescritti psicofarmaci a circa due milioni di bambini e ad un milione di adulti con ADHD.

Il dott. David Graham, un altro ufficiale sanitario nell’Ufficio della Sicurezza dei Farmaci dell’FDA, ha descritto le analisi preliminari di un milione di cartelle cliniche, che hanno indicato un aumento del rischio di infarto ed aritmie. "Il numero di ricoveri per aritmie ci ha veramente colti di sorpresa" ha detto il dott. Graham "l’aritmia è considerata essere l’anticamera per le morti inspiegabili ed improvvise."

Altri sostengono che un monito come il Black Box potrebbe indurre le famiglie ad esplorare trattamenti alternativi ai farmaci, il che “sarebbe un ottimo risultato per bambini con l’ADHD e le loro famiglie” ha detto William Pelham, direttore del Centro per i Bambini e le Famiglie della State University of New York a Buffalo.

In Italia il Ritalin fino al marzo 2003, compariva nella sottotabella I della Tabella n. 7 della Farmacopea, insieme alla cocaina, agli oppiacei, all’eroina e all’Lsd. Da quella data, è passato, per decreto ministeriale, nella sottotabella IV, dove sono presenti gli psicofarmaci.


Il 29 settembre 2005, il Ministero della Sanità canadese (Health Canada) ha chiesto a tutte le ditte che producono psicofarmaci per l’ADHD la presentazione, entro la fine del 2005, dei dati relativi a tutte le prove cliniche e ai rapporti successivi alla commercializzazione. Tali informazioni saranno esaminate quest’anno, subito dopo la loro presentazione. Gli psicofarmaci oggetto di indagine sono il Concerta, l’Adderall XR, il Dexadrine, il Ritalin e l’Attenade, tutte sostanze che vengono date ai bambini per i quali è stato diagnosticato l’ADHD.

Molti ufficiali sanitari si sono rivolti all’F.D.A. ed ognuno ha indicato che i rischi possono essere significativi. La dott.sa Kate Gelperin, ufficiale sanitario nell’Ufficio della Sicurezza dei Farmaci dell’FDA, ha iniziato la sua presentazione dicendo alla commissione: "Stamattina vi dirò qualcosa sul perché l’FDA è così preoccupata per questi problemi”.
La dott.sa Gelperin ha fatto notare che è da tempo che gli stimolanti sono noti per far aumentare la pressione sanguigna ed i valori cardiaci.

Secondo il “New England Journal of Medicine”, i bambini delle donne che hanno assunto psicofarmaci nella seconda metà della gravidanza rischiano di sviluppare malattie al polmone sei volte più del normale.

I farmaci psichiatrici sui quali si stanno facendo severi accertamenti sono gli inibitori selettivi del riassorbimento di serotonina (selective serotonin re-uptake inhibitors), detti “SSRI”, fra i quali il Prozac, il Paxil ed il Zoloft.

Il Dr. Roberto Cestari, medico e presidente del CCDU Italia, intervistato in proposito ha dichiarato: “Uno dei fondamenti principali che la psichiatria da anni sbandiera, come motivo fondamentale a sostegno delle “nuove diagnosi psichiatriche” e della massiccia vendita di farmaci psicotropi è che le malattie mentali sarebbero causate da squilibri chimici nel cervello. Sono teorie interessanti, ma non vi è alcuna prova che le confermi. Peraltro, se prove in questo senso esistessero, avremmo due conseguenze:
1) le prove sarebbero fornite da test biologici / biochimici e la diagnosi verrebbe fatta con gli stessi test: ma dove sono i test di cui stiamo parlando?
2) Le malattie in questione sarebbero vere malattie, ma di competenza neurologica (in quanto alterazioni organiche del sistema nervoso centrale): non farebbero più parte dell’ambito psichiatrico.
In attesa di prove scientifiche ci stiamo sorbendo solo una propaganda.”

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (Citizens Commission on Human Rights) è stato fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology allo scopo di investigare e denunciare le violazioni ai diritti umani da parte della psichiatria. Per ulteriori informazioni e per avere l’elenco completo delle indagini governative più recenti consultare il sito www.cchr.org.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
Email ccdu_italia@hotmail.com
Tel 02 36510685

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lunedì, febbraio 13, 2006

FDA: rischi cardiaci e mortali per stimolanti usati nel trattamento dell’ADHD

Secondo un rapporto dell'FDA, l'Adderall della Shire Plc ed altri stimolanti psichiatrici usati per trattare i disordini del Disturbo da Defici dell'Attenzione ed Iperattività (ADHD) sarebbero nel mirino per il rischio di morte improvvisa e problemi cardiaci.

In base a documenti della Food and Drug Administration, l'Adderall è stato collegato a 12 morti sul colpo e sette casi di morte sono stati riportati fra bambini a cui erano stati somministrati il Ritalin della Novartis AG' ed il Concerta della Johnson & Johnson's.

Membri dell'FDA hanno dichiarato che le seppur rare occasioni di morte pediatrica durante il trattamento con stimolanti per l'ADHD, sono un problema che "autorizza una monitoraggio serrato". Aggiungendo inoltre che è raccomandata un'ulteriore valutazione sugli effetti cardiovascolari a lungo termine sugli adulti.

L'FDA ha fatto sapere che al 31 dicembre 2003, ha ricevuto tre rapporti di tre morti improvvise di bambini che usavano il Ritalin e di quattro che usavano il Concerta. Lo staff ha fatto notare che la reale incidenza di decessi per problemi cardiaci fra gli utilizzatori di queste sostanze non può essere quantificata in quanto non sempre segnalata.

Un'esame dell'FDA nel 2004 ha anche citato 5 casi di morte improvvisa e 17 eventi gravi, quali attacchi di cuore e colpi apoplettici in adulti trattati con Adderall o Dexedrina(un'altro amfetaminico). Ci sono stati rapporti di 18 bambini trattati con Adderall che hanno avuto seri effetti collaterali a livello cardiovascolare, ed 8 con Concerta o Ritalin.

Questa è la terza volta in tre anni che l'FDA solleva il problema degli effetti collaterali cardiaci dei farmaci per il deficit dell'attenzione. L'etichetta dell' Adderall XR negli USA è stata rivista nell'agosto 2004 per includere un avvertimento sulle morti improvvise ed i rischi per il cuore.

Tratto da: Nopsych 10 Febbraio 2006

Fonte: Bloomberg.com 8 febbraio 2006

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domenica, febbraio 12, 2006

USA: Black Box per psicofarmaci ADHD

Una commissione consultiva federale americana ha votato giovedì una risoluzione nella quale si afferma che gli stimolanti come il Ritalin possono avere effetti pericolosi sul cuore, e che i legislatori federali dovrebbero richiedere ai produttori di fornire indicazioni scritte ai pazienti e porre avvertimenti ben visibili sulle etichette dei farmaci che descrivano questi rischi. Circa quattro milioni di persone negli Stati Uniti, assumono stimolanti per il Disordine da Deficit dell’Attenzione e Iperattività, e la commissione ha dichiarato di voler rallentare l’esplosione dell’uso di questi farmaci.

Dalle pagine del New York Times, veniamo a sapere che la commissione ha votato all’unanimità di raccomandare le indicazioni ai pazienti, mentre, con una votazione di sette membri su otto (uno si è astenuto), ha raccomandato che gli stimolanti tipo il Ritalin portino l’avvertimento più pesante imposto dall’FDA: il "Black Box". Il Black Box è un riquadro nero, apposto sulle confezioni di alcuni farmaci, con indicati a chiare lettere i più pericolosi effetti dannosi.

"Devo dire che nutro gravi preoccupazioni sull’uso di questi farmaci e gravi preoccupazioni sul danno che possono causare" ha detto il Dott. Steven Nissen, cardiologo della Cleveland Clinic e membro della commissione.

Le votazioni sono avvenute dopo che gli ufficiali sanitari dell’F.D.A. hanno descritto rapporti di 25 morti improvvise di persone che assumevano stimolanti – la maggioranza dei quali bambini – ed un’analisi preliminare di milioni di cartelle mediche che indicano che gli stimolanti possono aumentare il rischio di infarti e di gravi aritmie in adulti e bambini. Per gli stimolanti, i rapporti di morti improvvise non hanno mai superato l’uno per milione, anche se l’FDA normalmente riceve rapporti solo per una frazione dei problemi con i farmaci.

Le analisi preliminari indicano che gli stimolanti possono aumentare il rischio di problemi cardiaci di più del doppio. La commissione afferma che questo aumento può non essere significativo per i bambini, per i quali i rischi cardiaci sono bassi, ma può causare preoccupazione negli adulti.

Uno dei farmaci, il Ritalin, è sul mercato dal 1955, ma non è mai stato fatto uno studio di durata sufficiente o ha incluso abbastanza partecipanti per valutare gli effetti a lungo termine degli stimolanti sul cuore.

Arthur A. Levin, direttore del Centro per i Consumatori di farmaci a New York City e membro della commissione, ha detto che i pazienti ritenevano che gli stimolanti fossero sicuri, ma tale fiducia era mal riposta.

Levin ha detto "Non sarebbe stato etico, per noi, star seduti a parlarne, senza emettere un forte avvertimento sull’incertezza di tali farmaci e dei possibili rischi”.
Il Dr. Thomas R. Fleming, professore di biostatistiche all’University di Washington e membro della commissione, ha detto che gli stimolanti possono essere di gran lunga più pericolosi del Vioxx o del Bextra, farmaci che sono stati ritirati negli ultimi due anni a causa dei loro effetti dannosi sul cuore.

Gli stimolanti sono il farmaci più largamente prescritti negli Stati Uniti per i problemi di comportamento dell’infanzia. I dati presentati alla riunione parlavano di circa 2,5 milioni di bambini e di 1,5 milioni di adulti che li assumono. Ogni anno, vengono effettuate più di 30 milioni di prescrizioni.

Molti ufficiali sanitari si sono rivolti all’F.D.A. ed ognuno ha indicato che i rischi possono essere significativi. La dott.sa Kate Gelperin, ufficiale sanitario nell’Ufficio della Sicurezza dei Farmaci dell’FDA, ha iniziato la sua presentazione dicendo alla commissione: "Stamattina vi dirò qualcosa sul perché l’FDA è così preoccupata per questi problemi”.
La dott.sa Gelperin ha fatto notare che è da tempo che gli stimolanti sono noti per far aumentare la pressione sanguigna ed i valori cardiaci. Altri studi hanno dimostrato in modo conclusivo che un aumento della pressione sanguigna porta direttamente ad un aumento delle morti per problemi cardiaci.

Il dott. Andrew Mosholder, anch’egli ufficiale sanitario nell’Ufficio della Sicurezza dei Farmaci dell’FDA, ha affermato di aver rivisto la struttura chimica degli stimolanti, ed ha notato che le loro strutture sono simili a composti come l’efedrina, della quale è stata provata la pericolosità per il cuore.

Il dott. David Graham, un altro ufficiale sanitario nell’Ufficio della Sicurezza dei Farmaci dell’FDA, ha descritto le analisi preliminari di un milione di cartelle cliniche, che hanno indicato un aumento del rischio di infarto ed aritmie.

"Il numero di ricoveri per aritmie ci ha veramente colti di sorpresa" ha detto il dott. Graham "l’aritmia è considerata essere l’anticamera per le morti inspiegabili ed improvvise."

Altri sostengono che un monito come il Black Box potrebbe indurre le famiglie ad esplorare trattamenti alternativi ai farmaci, il che “sarebbe un ottimo risultato per bambini con l’ADHD e le loro famiglie” ha detto William Pelham, direttore del Centro per i Bambini e le Famiglie della State University of New York a Buffalo.

Tutti sono stati concordi nell’affermare che i genitori di bambini con problemi cardiaci pre-esistenti e che assumono stimolanti dovrebbero consultare il medico.


I Italia il Ritalin fino al marzo 2003, compariva nella sottotabella I della Tabella n. 7 della Farmacopea, insieme alla cocaina, agli oppiacei, all’eroina e all’Lsd. Da quella data, è passato, per decreto ministeriale, nella sottotabella IV, dove sono presenti gli psicofarmaci.

Tratto da Nopsych - 11 Febbraio 2006

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VOTARE LE MALATTIE PER ALZATA DI MANO

In un sondaggio condotto nel 2002 fra i medici di tre paesi europei e degli Stati Uniti, il 72% ha risposto che le principali qualità di un buon medico sono l’altruismo, l’interesse, la capacità di ascoltare attentamente e di comunicare. In questo modo, sostengono, è possibile aiutare i pazienti a guarire e a vivere meglio.
Per quando riguarda il distinguere un “disturbo mentale” da una malattia fisica, il 65% ha risposto che bisogna innanzi tutto prescrivere esami medici e test clinici per escludere i problemi fisici.
(C’è un grande denominatore comune in tutta l’attività diagnostica e pratica della psichiatria e cioè, l’utilizzo di un manuale che è alla sua IV edizione. Pubblicato per la prima volta nel 1952, il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nel quale vennero elencati tutti i disturbi mentali, allora erano 112, ad oggi alla sua IV edizione sono diventati 374.

IL DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo, i membri dei vari comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri dall’Associazione Psichiatrica Americana. Usato come serio strumento diagnostico, non solo per il trattamento individuale ma anche nelle cause per la custodia dei bambini, nei casi di presunta incapacità mentale, nei tribunali, nell’istruzione e in tanti altri campi.

Il DSM è ormai accettato come testo autorevole per prendere decisioni in merito alla sanità o insanità mentale e all’esistenza di malattie mentali di qualcuno, dovunque venga richiesto il parere psichiatrico.

Ma il DSM è realmente uno strumento medico e scientifico?

Ad esempio nel 1987, il “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività” è stato letteralmente messo in esistenza tramite una votazione per alzata di mano e approvato dai membri dell’APA (Associazione Psichiatrica Americana) e quindi incluso nell'edizione del DSM III-R. Dopo un anno negli Stati Uniti 500.000 bambini sono stati dichiarati affetti da tale “disturbo”.

Questa procedura non scientifica ha condotto lo psichiatra Al Parides a definire il DSM: “Un capolavoro di manovra politica” ed osservare che “Ciò che hanno fatto è stato di dare un aspetto medico a molti problemi che non hanno cause biologiche dimostrabili”.

Secondo i risultati di un sondaggio internazionale condotto nel 2001 ad esperti della salute mentale inglese, il DSM-IV è stato votato come uno tra i 10 peggiori testi di psichiatria del millennio.

Il Dott. Sidney Walker III, neuropsichiatra e autore del libro A dose of insanity, ha affermato che il DSM ha “portato a drogare inutilmente milioni di persone….”.
Il Professore di bioetica dell’Università del Minnesota, Carl Elliot, ha detto che: “Il modo per vendere psicofarmaci è vendere malattie psichiatriche”.

Il Dott. Jim Bolton docente di psichiatria del St. George’s Hospital, Londra 2001, dice: “Non esiste un test per la depressione. La nostra comprensione del cervello è semplicemente troppo primitiva. Voi fate le diagnosi in base al comportamento…Probabilmente tentiamo di curare la depressione soltanto perché esistono dei farmaci appositi”.
Thomas Szasz Professore emerito di psichiatria nel 2002 afferma: “Non esiste un esame del sangue o altro test biologico che consenta di accertare la presenza o l’assenza di una malattia mentale, come invece avviene per la maggior parte dei disturbi fisici: se un simile test venisse ideato, le malattie che fino a quel momento erano considerate psichiatriche cesserebbero di essere tali e sarebbero classificate come sintomi di malattie fisiche”.

Se ritieni di avere subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ci attiveremo.

Tel 02 36510685
e-mail: ccdu_italia@hotmail.com

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venerdì, febbraio 10, 2006

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani



Scarica e leggi questo libretto (in formato pdf) e scopri cosa fà il CCDU

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martedì, febbraio 07, 2006

ADHD: Una ragazza e la dipendenza da Ritalin

Una ragazza sudamericana di 23 anni, che vive in Italia ormai da alcuni anni, ha scritto al Presidente del nostro Comitato, Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani che si occupa da anni delle violazioni dei diritti umani nel campo della salute mentale, riportando la sua esperienza con il Ritalin.

Quando aveva 16 anni e viveva ancora in Sudamerica, fu diagnostica sofferente di adhd, le fu prescritto il Ritalin da assumere 4 volte al giorno. All’inizio era molto contenta perché si sentiva più veloce, più sveglia ed attenta, e migliorò nel rendimento scolastico.

Terminata la scuola, decise di venire in Europa a studiare recitazione. Portò con se il Ritalin, perché dove andava sapeva che non lo avrebbe trovato facilmente. Dopo poco cominciò a capire che il Ritalin era una "droga", si accorse di questo perché si rese conto di esserne divenuta dipendente. Accadde un giorno quando andando a scuola dimenticò di prendere il farmaco, e durante le lezioni di recitazione si ritrovò a pensare: “Ho recitato benino, ma sicuramente posso fare meglio se prendo il Ritalin”.

Da quel momento capì di aver perso del tutto la fiducia in se stessa, pensando di essere brava solo se “drogata”. Da quel momento decise di smettere di prendere il Ritalin e di intraprendere la strada della “forza di volontà” per migliorare quei “difetti” del suo carattere, imputati quali sintomi dell'Adhd, senza dover prendere nessun medicinale.

Da allora sta avendo dei successi con questa strategia, riesce a “cavarsela” benissimo da sola, ha imparato l’italiano in 4 mesi, si è iscritta ad una università italiana con una media di 28/30.

Scrive: "Ad oggi sono felice di aver preso questa decisione. Mi sono resa conto che preferisco essere un po’ più lenta e disattenta che dipendere tutta la vita da una droga fortissima come il Ritalin.".

Conclude la lettera: "Mi auguro che i bambini italiani (e loro genitori) non diventino anche loro vittime del marketing di questo farmaco.".

Da un recente convegno tenutosi a Bressanone, dal 19 al 22 gennaio, gli esperti hanno formulato una proposta operativa: creare equipe specializzate con psichiatra e psicologo che possano agire nelle scuole per trattare i bambini con difficoltà di apprendimento sin dall'esordio dei disturbi.

A 17 milioni di bambini nel mondo sono somministrati psicofarmaci.

Sul pubblico, sono state riversate innumerevoli illustrazioni, con le più recenti teorie psichiatriche secondo le quali la composizione chimica e fisica del cervello determina il comportamento, i disturbi mentali e le inabilità. Un articolo pubblicato nel maggio del 2004 sulla rivista americana The Mercury News, sostiene: “Molti medici mettono in guardia le persone dall’uso dell’esame del cervello tramite SPECT (dal quale si ottengono poi le immagini del cervello) come mezzo diagnostico per identificare problemi emotivi,
comportamentali e psichiatrici nel paziente, perché ritenuto amorale e potenzialmente pericoloso. Non offre alcuna informazione utile o accurata”.

Se ritieni di avere subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, mettiti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, ci attiveremo.

Tel 02 36510685
e-mail: ccdu_italia@hotmail.com

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