martedì, febbraio 21, 2006

Cambia la dieta, cambia la mente:

Ecco come l’alimentazione influenza il benessere mentale e il comportamento di una persona.

Sono sempre più numerosi gli studi e le ricerche che dimostrano l'interrelazione esistente tra l'alimentazione di una persona e il suo modo di sentirsi o di agire. Vi sono riscontri che indicano come all'alimentazione siano legati non solo i cambi d'umore quotidiani, ma anche disturbi mentali e problemi comportamentali più gravi.

Proprio come l'obesità, i disturbi mentali e comportamentali stanno suscitando preoccupazioni d'ordine igienico-sanitario gravi e sempre maggiori, per quanto riguarda la popolazione in generale. Al contrario dell'obesità, tuttavia, la salute mentale non è oggetto di grande attenzione da parte del grande pubblico. Per giunta, pochissimi sono al corrente della crescente quantità di prove che mostrano come quegli stessi fattori che causano l'obesità (vale a dire un eccesso di cibo e un'alimentazione sbagliata) possano concorrere in parte all'aumento dei problemi mentali e comportamentali.

Gran parte della ricerca che ha indagato il legame esistente tra alimentazione, salute mentale e comportamento dei soggetti più giovani, è incentrata sull'iperattività, in particolare sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Sale anche l'allarme per il sempre più diffuso fenomeno della depressione tra i giovani.

Questo è quanto scaturisce da un recente rapporto della Mental Healt Foundation dove viene presentata inoltre un'analisi condotta da uno specialista, sui riscontri contenuti in alcune pubblicazioni, in base ai quali risulta evidente che esiste un legame tra alimentazione e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), depressione, schizofrenia e Alzheimer. Per mostrare l'estensione delle ricerche condotte, gli autori presentano caso per caso prove di carattere epidemiologico e fisiologico, nonché riscontri provenienti da test clinici.

Scarica il rapporto in formato PDF, (825 KB, 128 pagg.)

www.mentalhealth.org.uk

Tratto da Nopsych.it 21 Febbraio 2006

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