martedì, marzo 28, 2006

L’IMBROGLIO DEI DISTURBI DELLO STUDIO E DEL COMPORTAMENTO

Il disturbo del linguaggio espressivo, il disturbo dell’aritmetica, il disturbo dell’espressione scritta, il disturbo del comportamento, sono elencati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV, testo di riferimento per la psichiatria di tutto il mondo [e ICD-10 International Classification of Disorder]). Nel 1952 il DSM non prevedeva alcuna categoria che riguardasse i bambini, di qualsiasi età, tranne che per tre “reazioni di adattamento”. Nel 1980 il numero di disturbi psichiatrici dell’infanzia era cresciuto del 1000%, raggiungendo un totale di 374 disturbi mentali fra i quali: disturbi del linguaggio, della dizione, della matematica, dell’aritmetica, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, il disturbo oppositivo provocatorio, il disturbo della condotta, problema relazionale tra fratelli, non collaborazione al trattamento, problema relativo ad una fase della vita, ecc.ecc.

Se una persona o un bambino presenta i sintomi elencati in questo manuale, la diagnosi e la successiva etichettatura viene fatta in base a questi sintomi.
I “disturbi” psichiatrici non sono malattie. Brividi e lamentare un dolore o sentirsi stanchi sono sintomi. La malaria e il tifo sono malattie. L’esistenza delle malattie viene comprovata tramite riscontro oggettivo e test fisiologici. Nessuno dei 374 disturbi mentali inclusi nel DSM-IV ha fondamenti scientifici.

Il Dottor Bruce Levin, autore di Commonsese Rebellion afferma “Ricordiamo che non è stato trovato nessun marcatore biochimico, neurologico o genetico per il disturbo da deficit di attenzione, il disturbo oppositivo provocatorio, la depressione, la schizofrenia, l’ansia, l’abuso compulsivo di droghe e alcol, l’obesità, il gioco d’azzardo o qualsiasi altra malattia mentale disagio o disturbo”.
Steven Hyman, direttore del National Institute of Mental Healt Americano, ammette che l’indiscriminato uso di scansioni cerebrali produce “graziose ma insignificanti immagini del cervello”.
Frank Furedi, professore di sociologia all’Università del Kent in Gran Bretagna ha affermato: “Se l’attuale tendenza continua, presto ci sarà poca differenza tra una scuola e una clinica per malattie mentali…”.

Affideresti la cura ed il benessere di tuo figlio o di qualsiasi altro bambino a “specialisti”, che grazie a diagnosi prive di basi scientifiche si “prenderanno cura” di loro, facendoli rientrare nella categoria di “disabili”? oppure di “malati mentali”?
Se tu, una persona cara o qualcuno che conosci ritenete di aver subito danni da parte della psichiatria, mettetevi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.
Ci attiveremo.

Contatta: Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel: 0236510685
E-mail: ccdu_italia@hotmail.com - Sito www.ccdu.org

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sabato, marzo 25, 2006

Citizens Commission on Human Rights CCHR - Breaking News

Leggi le ultime notizie costantemente aggiornate sui fatti relativi alle investigazioni e rapporti di abusi psichiatrici dei Diritti Umani nel sito del CCHR - Citizens Commission on Human Rights International (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Internazionale) in lingua inglese.

http://www.cchr.org/press_room/index.html

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venerdì, marzo 24, 2006

LA GRANDE FRODE - La corruzione nel settore psichiatrico

Scarica, leggi e diffondi questa importante pubblicazione.
Per l'elenco completo vai sul sito del CCDU ITALIA

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lunedì, marzo 20, 2006

SOSTIENI LE NOSTRE CAMPAGNE!

DONA IL 5 PER 1000 AL: COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI

La Finanziaria per il 2006 introduce, a titolo sperimentale, la possibilità di destinare il 5‰ della propria imposta sul reddito ad associazioni di vario genere, tra cui le Organizazioni Non Lucrative di Utilità Sociale; più comunemente conosciute come Associazioni Onlus. Qundi quest'anno hai la possibilità di sostenere le attività del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

È possibile aiutare il CCDU, senza alcun costo, per chiunque denunci i propri redditi tramite il modello 730 o il modello Unico, inserendo il Codice Fiscale
973 782 501 59 nell'apposita scheda; come nell'esempio sottostante



PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.ccdu.org

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mercoledì, marzo 15, 2006

Psicofarmaci, attenzione ai rischi

Dopo i ripetuti allarmi lanciati dall'FDA riguardo al pericolo di suicidio connesso agli antidepressivi e dopo che negli USA sono state applicate etichette nere di avvertimento chiamate black box in Italia questi “farmaci” continuano a essere venduti senza questa etichetta nera.

In seguito al rapporto di 25 morti improvvise provocate da psicofarmaci e l'aumento di rischio di infarti e gravi aritmie, l'FDA ha raccomandato l'applicazione di avvertimenti e maggiori controlli da parte delle case farmaceutiche. Ma tutte queste misure non sono sufficienti se psicofarmaci dagli effetti così pericolosi continuano a essere prescritti in seguito a diagnosi per disturbi mentali, come la sindrome dell’ADHD, dalle basi scientifiche molto contreverse.

Il rischio di induzione al suicidio è un dato emerso da test condotti con l'ausilio di placebo, su 4400 individui e nei minori è stato rilevato comportamento correlato al suicidio (tentativo di suicido e ideazione suicidaria) e ostilità (prevalentemente comportamento aggressivo, comportamento oppositivo e rabbia).

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato.

15 Marzo 2006
Tel 02 36510685
e-mail: ccdu_italia@hotmail.com

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sabato, marzo 11, 2006

DENUNCIA L'ABUSO PSICHIATRICO


banner CCDU


Milioni di bambini sono oggetto di abusi psichiatrici, TU puoi FARE qualcosa per fermare questa grave violazione dei Diritti Umani. Pubblica sul tuo sito web uno dei banner che trovi Qui oppure Qui

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giovedì, marzo 09, 2006

Antidepressivi SSRI: rischio di morte per cardiopatici

Da una ricerca, presentata al meeting annuale della Società Psicosomatica Americana a Denver , è emerso che i pazienti con problemi alle arterie coronarie che prendono dei comuni farmaci antidepressivi possono avere un significativo aumento del rischio di morte.

Dalla ricerca, effettuata dai ricercatori del Duke University Medical Center, risulterebbe che anche tenendo conto di fattori come l'età, entità del danno cardiaco o grado di depressione, i pazienti che prendono farmaci antidepressivi hanno un aumento del rischio di morte del 55%.

Lo studio suggerisce che bisognerebbe riconsiderare le opzioni terapeutiche nel trattamento della depressione in pazienti con problemi cardiaci.

La responsabile del gruppo di studio del Duke University Medical Center, Ph. D. Lana Watkins, afferma che questi dati ribadiscono l'importanza del ruolo potenziale dell'approccio non farmacologico nel trattamento della depressione, come l'esercizio fisico, per ridurre il rischio di morte in pazienti depressi con problemi cardiaci.

La ricercatrice inoltre raccomanda uno stretto monitoraggio di tali persone, sofferenti di cuore e sottoposte a terapie antidepressive con psicofarmaci SSRI (inibitori del riassorbimento selettivo della Serotonina).

La ricerca non è definitiva. Secondo quanto detto dalla Watkins, esso è solo un primo studio basato sull'osservazione dei dati.

Fino ad ora i ricercatori non erano a conoscenza di una tale implicazione con il rischio di morte. La ricercatrice Watkins dice: "Ci siamo sorpesi di questi dati, dato che gli antidepressivi, in particolare la nuova classe di antidepressivi chiamati inibitori del riassorbimento selettivo della serotonina (SSRI), sono sempre stati considerati generalemente sicuri, anche dopo aver preso in considerazione i vari fattori variabili nei pazienti, come per es. il tipo di antidepressivo, l'aumento di rischio di morte rimane ancora. Quindi ci deve essere qualcosa di importante che sta succedendo qui che non abbiamo completamente capito finora"

Fonte: Best Syndacation

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UNA MARCIA PER DIRE NO AI TRATTAMENTI BRUTALI

Un corteo lungo quasi un chilometro ha sfilato domenica 5 marzo per le vie di Nizza in Francia, per dire basta agli psicofarmaci ai bambini (antidepressivi ai minori dichiarazione dell’EMEA), agli elettroshock e alla contenzione.
Nella città in questi giorni si svolge la quattordicesima convention europea di psichiatria e il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, con volontari provenienti da tutta Europa, ha detto ancora una volta no a questo genere di abusi. Gli italiani sono stati tra i più numerosi e si sono fatti notare per la vitalità con cui hanno condotto l'intera manifestazione.

A sdrammatizzare l'evento sono stati cinque simpaticissimi attori che per tutto il tempo, con tanto di camice bianco, hanno mostrato i metodi di contenzione con cui i diritti dei malati sono costantemente violati.

Meta finale è stata la sede della convention di fronte alla quale si è svolto un vero e proprio spettacolo, cui gli stessi psichiatri hanno assistito. I danni causati dai brutali metodi psichiatrici sono stati annunciati pubblicamente nelle lingue principali.

Tutto questo nella speranza di salvaguardare i nostri diritti, che sono troppo spesso violati nel campo della salute mentale. Per altre due settimane, la città di Nizza ospiterà una mostra sugli abusi psichiatrici, proprio in centro.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
e-mail ccdu_italia@hotmail.com tel. 02 36510685

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martedì, marzo 07, 2006

Allarme psicofarmaci: nessuno squilibrio biochimico nel cervello dei bambini

Non esistono prove scientifiche sull'esistenza dello squilibrio biochimico nel cervello, ciononostante questa teoria motiva la prescrizione di psicofarmaci tenendo in piedi un'industria che fattura miliardi di euro, senza nessun risultato e spesso lesioni permanenti alle persone.

I bambini sono i più indifesi nei confronti dei presuntuosi pareri psichiatrici, e i genitori possono credere che il proprio figlio abbia davvero bisogno di psicofarmaci. Così troppo spesso glieli somministrano, inconsapevoli dei disastrosi effetti collaterali.

Secondo un articolo apparso sul Washington Post, test clinici condotti su Prozac, Paxil, Zoloft hanno dimostrato una maggiore tendenza al suicidio nei bambini che ne facevano uso, rispetto a chi invece aveva assunto un placebo.

Gli stessi "farmaci" somministrati per risolvere la depressione, contribuirebbero a causarla. L'FDA parla chiaro: solo per il Prozac (un noto anti-depressivo), avrebbe ricevuto 1885 rapporti di tentati suicidi e 1734 di morti accertate. Le reazioni avverse sono state superiori a quelle di qualsiasi altro prodotto messo in vendita negli ultimi 24 anni.

Davis Fiore

Tratto da: Nopsych.it

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giovedì, marzo 02, 2006

20 Dossier informativi sulla psichiatria

Scarica sul tuo pc e leggi i dossier illustrati che trovi a questo indirizzo
www.cchr.org
Disponibili in 6 lingue, dal sito Internazionale del CCHR (Citizens Commission on Human Rights) Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

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mercoledì, marzo 01, 2006

Le false promesse della psichiatria

Cronaca: Ogni anno in Italia vengono spesi 3,5 miliardi di euro per finanziare la psichiatria, nel Regno Unito il 12% dei fondi destinati alla sanità fa la stessa fine. (Fonti: "The online psychiatric magazine" e NIMHE).

Stiamo parlando di una delle fazioni più piccole dell'industria sanitaria, ma anche di una di quelle che riceve più sostentamento da parte dei governi.
Sebbene non ci siano test del sangue o esami in grado di accertare la presenza o l'assenza della malattia mentale, i nostri contributi vengono costantemente spesi nel ricercare la malattia mentale a livello fisico.
Un errore gigantesco fin dall'inizio! Proprio per questo nulla mai è cambiato e ai nostri giorni molte cliniche private italiane praticano ancora l'elettroshock. Non ci sono rimedi e le persone che prendono psicofarmaci lo sanno. Vi ricorrono nella vana speranza di risolvere i problemi, ma bisognerebbe anche raccontare a loro del giro di affari dietro alle droghe psichiatriche, bisognerebbe parlare dei decessi provocati dagli SSRI e dei 28000 rapporti ricevuti dall'FDA per reazioni avverse al Prozac.

Così l'enorme ruota continua a girare finanziando la psichiatria, quando con lo stesso denaro in un anno si sarebbero potuti costruire più di 200 ospedali nel mondo, sovvenendo alla carenza di posti letto per occuparsi di malattie fisiche curabili.

Se molto può essere detto sul soggetto in generale, altrettanto si può dire sul lavoro svolto dai singoli psichiatri, spesso deplorevole. Proprio in questi giorni è stata deposta la sentenza per l'arresto di Donatella Marazziti, psichiatra di Montecatini Terme, accusata di aver usato dei farmaci sperimentali su di una minorenne.
Non dimentichiamo che nel 1985 il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti constatò che, nonostante gli psichiatri costituiscano l'otto per cento del personale sanitario, uno su cinque circa di coloro che venivano sospesi per atti disonesti praticavano questa professione.
Come se non bastasse, i finanziamenti sono spesso usati in modo illecito. Nel 1990 la Camera dei Deputati USA riportò che 100 milioni di dollari federali erano stati illegalmente dirottati.

Ma a questo punto si potrebbe persino dire che sia meglio avere fondi sprecati che fondi investiti, dopo aver dato un'occhiata ai fatti: ai suicidi provocati dal Prozac; o alle accuse di peculato, abusi sessuali e maltrattamenti che ad esempio lo scorso novembre hanno coinvolto l'istituto di viale Duca degli Abruzzi a Brescia, dove sono stati messi in manette sei psichiatri. Inoltre, per sostenere il grande mercato degli psicofarmaci, si sta cercando in tutti i modi di etichettare i singoli cittadini. In questi giorni ho letto la notizia: "Psichiatria: disturbi per più di 700 mila bimbi italiani". Titoli di questo tipo sono frequenti. Ma su cosa si fondano se la psichiatria non dispone di definizioni chiare e se i test fisici sono privi di valore nel diagnosticare malattie mentali?

Siamo stati illusi tante volte, la psichiatria ci ha promesso di migliorare l'istruzione, la giustizia... ma guardiamoci attorno. Che cos'è stato fatto? Qualcuno potrebbe persino etichettare nostro figlio, diagnosticandogli l'ADHD, e persuaderlo poi a prendere psicofarmaci. Ma è forse assumendo delle pillole che lo si renderà uno studente modello?

Così altri soldi saranno spesi, altri ospedali non verranno costruiti, altri innocenti saranno maltrattati e altri psicofarmaci saranno commercializzati... la storia andrà avanti, finché non sarà divulgata la corretta informazione.

Davis Fiore

Tratto da: Telefree

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Gli antidepressivi SSRI associati al rischio di ipertensione polmonare persistente nei neonati

L’ipertensione polmonare persistente nei neonati è associata a morbidità e mortalità infantile.

Un precedente studio di coorte ha mostrato una possibile associazione tra uso materno dell’antidepressivo Fluoxetina ( Prozac ), un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina ( SSRI ) nel terzo trimestre di gravidanza ed il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato.

Uno studio caso-controllo, coordinato da Christina D Chambers della University of California di San Diego, ha valutato se l’ipertensione polmonare persistente del neonato fosse associata ad un’esposizione agli antidepressivi SSRI durante l’ultimo periodo della gravidanza.

Lo studio ha riguardato 377 donne, i cui neonati hanno presentato ipertensione polmonare persistente.
Il gruppo controllo era composto da 836 donne.

Le interviste alle madri sono state fatte da infermiere che non erano a conoscenza delle finalità dello studio, che hanno chiesto quali farmaci fossero stati impiegati durante la gravidanza.

Quattordici neonati con ipertensione polmonare persistente erano stati esposti ad un farmaco SSRI dopo il completamento della 20.a settimana di gestazione, contro i 6 neonati del gruppo controllo ( odds ratio, OR aggiustata = 6.1 ).

Al contrario, né l’uso degli antidepressivi SSRI prima della 20.a settimana di gestazione né l’impiego degli antidepressivi non-SSRI durante la gravidanza era associato ad un aumento del rischio di ipertensione polmonare persistente.

Questi dati sono a sostegno di un’associazione tra l’impiego materno di un antidepressivo SSRI nell’ultima parte della gravidanza e l’ipertensione polmonare persistente nei neonati. ( Xagena2006 )

Chambers CD et al, N Engl J Med 2006; 354: 579-587

Tratto da: Gravidanzaonline

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I farmaci antidepressivi SSRI assunti durante la gravidanza possono causare problemi ai neonati

Lunedì 27 Febbraio 2006 - L’esposizione prenatale a certi antidepressivi sembra aumentare il rischio per il neonato di presentare sintomi da sospensione del farmaco ed alterazioni dell’attività respiratoria.

Uno studio retrospettivo pubblicato su The New England Journal of Medicine, che ha interessato 377 donne, ha mostrato che l’uso di farmaci antidepressivi SSRI ( inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ) nelle donne in gravidanza aumenta del 600% il rischio di disturbi respiratori ( ipertensione polmonare persistente ) nei neonati.

I neonati affetti da ipertensione polmonare persistente hanno presentato una crescita anomala della muscolatura respiratoria.
A causa della gravità della condizione, il 10-20% dei neonati con ipertensione polmonare persistente muore.

Un secondo studio, pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, ha riportato che un terzo dei neonati, nati da madri che avevano assunto antidepressivi SSRI durante la gravidanza, ha presentato sintomi da sospensione ( pianto, tremori, disturbi gastrointestinali, sonno disturbato ) subito dopo il parto.

Xagena

Fonte: Xagenasalute

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