venerdì, aprile 28, 2006

DIFENDIAMO I DIRITTI DEI BAMBINI

Si stanno verificando in Italia casi di bambini che per presunti disturbi mentali o comportamentali, vengono segnalati nelle scuole e per i quali poi vengono richiesti, ai genitori, interventi di specialisti. Questo scenario è ormai familiare negli Stati Uniti, dove a seguito delle numerose segnalazioni nelle scuole, oltre 6 milioni di bambini sono stati sottoposti a trattamenti psico-farmacologici. A causa dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci prescritti, che in vari casi hanno determinato anche la morte del bambino, gli USA hanno dovuto intraprendere azioni legislative per contenere il dilagare di questo fenomeno e tutelare genitori e figli nelle scuole da azioni coercitive che violavano alcuni diritti fondamentali.

Nel nostro Paese abbiamo già vari casi: quello verificatosi a Torino , ove se i genitori non avessero sottoposto il figlio a sedute psicologiche, quest’ultimo sarebbe stato bocciato; varie situazioni in cui genitori hanno lamentato al nostro Comitato la somministrazione di test per rilevare disturbi dell'apprendimento o del comportamento effettuati ai loro figli a scuola, senza che fossero fornite tutte le informazioni a riguardo; diagnosi errate che hanno indotto a terapie errate come per il caso di Milano di questi giorni; sono segnali che devono essere colti e valutati nella loro importanza.

Negli Usa un caso simile aveva riguardato il nipote del Presidente Bush; anche in quell’occasione la famiglia e i genitori avevano rifiutato di sottoporre il bambino a terapia psicofarmacologica e successivamente il tribunale aveva dato loro ragione (Bush’s bro: My son was a victim of school Rx – Reading, ritin & ritalin” – New York Post , Wednesday, August, 14, 2002).
In merito a tali test e alla sindrome dell’Attention Deficit Hiperactivity Disorder (ADHD) il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, il Dottor Roberto Cestari, Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, sostiene: "Disturbo da deficit di attenzione e iperattività. E' una sintomatologia che, 15 anni fa, la psichiatria in USA ha trasformato, per alzata di mano, in malattia. Da allora hanno iniziato a diffondere il messaggio secondo il quale qualsiasi bambino con questa sintomatologia ha una malattia vera e propria, una malattia mentale. Guardando la storia, si comprende come la società occidentale si sia evoluta, da duemila anni a questa parte, senza che nessun bambino abbia avuto queste etichette diagnostiche; e quindi senza “l'aiuto” di terapie di questo genere. Non mi sembra che in assenza di queste cose siano mancati gli strumenti per consentire il progresso della società. Assistiamo ad una fortissima spinta per la medicalizzazione dei comportamenti umani e dei bambini in particolare; non è un caso se, da qualche decennio, la psichiatria ha scoperto che il mercato dei bambini può essere un mercato interessante."

Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l'abuso.

Per informazioni:
linea.stampa@ccdu.org
tel. 02 36510685
www.ccdu.org

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mercoledì, aprile 26, 2006

Il BUSINESS DELLA MALATTIA MENTALE CON IL MANUALE DIAGNOSTICO DELLA PSICHIATRIA

Il manuale di una pseudoscienza

Sul numero di questo mese della rivista Psychotherapy and Psychosomatics si rivela lo stretto rapporto finanziario esistente tra l’industria farmaceutica e la “bibbia” dell’American Psychiatric Association’s (o APA) ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali o Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM). Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), un gruppo di sorveglianza delle attività psichiatriche, considera una conferma tale studio poiché è da oltre un decennio che il CCDU chiede ai vari organi governativi di abolire il DSM e dichiararlo materiale senza alcun valore a fini assicurativi, legislativi e giurisprudenziali. Bruce Wiseman, presidente dell’ufficio nazionale del CCDU per gli Stati Uniti, ha dichiarato: “Il DSM è un documento inaffidabile e pseudoscientifico, capace tuttavia di recare enormi danni alla vita della gente e usato per generare un fatturato da 76 miliardi di dollari l’anno nel ramo degli psicofarmaci”.

Lo studio, condotto da Lisa Cosgrove (psicologa della University of Massachusetts) e Sheldon Krimsky (docente presso la Tuft University), documenta i finanziamenti erogati dalle società produttrici di farmaci per “disturbi mentali” agli psichiatri che hanno definito i disturbi inclusi nel manuale. Il 100% degli “esperti” partecipanti ai pannelli che hanno collaborato alla quarta edizione del DSM (o DSM-IV), sovrintendendo tra l’altro alla formulazione dei cosiddetti “disturbi dell’umore” – tra i quali rientrano la “depressione” e i “disordini schizofrenici/psicotici” – erano finanziariamente legati a società farmaceutiche. I farmaci per i succitati “disturbi” costituiscono la più grossa fetta del mercato mondiale: solo nel 2004, gli antidepressivi hanno realizzato un fatturato da 20,3 miliardi di dollari e gli antipsicotici 14,4 miliardi.

La dott.ssa Tana Dineen, autrice del libro Manufacturing Victims (Vittime artificiali, un libro che mette a nudo l’infondatezza fraudolenta del DSM), sostiene che al contrario di quanto accade per le diagnosi mediche, l’esistenza dei disturbi elencati del DSM viene decisa tramite “voto” dai membri dell’APA. Non solo: i disturbi possono essere tolti dal DSM se mantenerli in lista causa troppe noie. Per esempio, nel 1973 l’APA decise tramite voto (5584 favorevoli, 3810 contrari) di non considerare più l’omosessualità un disturbo mentale: ma l’unico motivo fu il fatto che alcuni attivisti gay avevano picchettato il convegno dell’Associazione. Il potere del DSM è enorme a fronte della fraudolenza con cui viene stilato. Come dice la dott.ssa Cosgrove, il DSM altro non è che uno “strumento politico”.

Il manuale viene infatti usato per sottrarre i figli alla custodia dei genitori, per negare il diritto di voto in alcuni paesi, per stabilire se un imputato è idoneo a dichiararsi “colpevole” nel corso di un processo o se la sua condotta criminale va scusata. È stato persino usato per dichiarare nulle le volontà testamentarie, per risolvere contratti perfettamente leciti e prevaricare la volontà individuale in questioni riguardanti la gestione di un’attività commerciale o di una proprietà. Gli istituti scolastici e i servizi per l’infanzia possono ricevere finanziamenti aggiuntivi se a un bambino viene diagnosticato un disturbo presente nel DSM. Per contro, vi sono genitori che sono stati obbligati a somministrare ai propri figli farmaci noti per indurre comportamenti violenti e suicidi. Se non bastasse, quegli stessi genitori sono stati minacciati di intervento da parte dell’autorità giudiziaria se non avessero acconsentito al trattamento, e tutto ciò solo perché a loro figlio era stato attribuito un “disturbo” elencato nel DSM. Lo psichiatra newyorchese Ron Leifer sostiene che il metodo diagnostico degli psichiatri è “fraudolento e arrogante” e che “attribuire scientificità al DSM è un’affermazione lesiva della cultura”.

Anche la dott.ssa Cosgrove ha sollevato quesiti fondamentali sull’inconsistenza scientifica del DSM, dichiarando che “Non esiste alcun esame del sangue per sostenere l’oggettiva esistenza dei disturbi elencati nel DSM, il quale poggia su opinioni formulate da coloro che poi, nella loro attività, si basano a loro volta su di esso”.

La Legge sull’assenso dei genitori, una proposta di legge federale presentata l’anno scorso alla Camera dei rappresentanti e sostenuta, a tutt’oggi, da 40 membri del Congresso statunitense, ha per obiettivo il taglio dei finanziamenti statali per lo screening mentale degli studenti basato sul DSM, proprio perché esso non ha alcun valore scientifico. Questa proposta di legge, la n. 181, afferma: “Gli stessi autori del… Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali riconoscono che i criteri diagnostici per la malattia mentale sono vaghi e affermano che: ‘I criteri usati nella redazione del DSM-IV rimangono basati sul consenso, senza fornire chiari dati empirici a sostegno del numero di elementi richiesti per la formulazione di una diagnosi. … Inoltre i tratti comportamentali precisati nel DSM-IV rimangono, malgrado i tentativi di standardizzarli, soggettivi…’”.

Il CCDU sottolinea la necessità di tutelare le persone dai rischi e dalle violazioni dei diritti umani che potrebbero scaturire dall’uso del DSM, una minaccia oggi più che mai reale se si considera che nei processi di definizione dei disturbi mentali sono coinvolti gli interessi economici delle case farmaceutiche. Il CCDU, fondato dalla Chiesa di Scientology, ha intervistato centinaia di esperti sul DSM e sulla psichiatria; il contenuto di questi documentari è a disposizione del pubblico presso il museo “Psichiatria: industria della morte” che si trova a Los Angeles. È possibile visionare contenuti video di medici, psichiatri e psicologi che collaborano con il CCDU per smascherare la frode delle diagnosi psichiatriche, all’indirizzo http://www.cchr.org/

Se tuo figlio è stato sottoposto a questionari psicologici o psichiatrici, test, valutazioni o programmi psicologici senza il tuo consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni in seguito a diagnosi e/o trattamenti psichiatrici contatta il:Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onluse-mail: mailto:info@ccdu.org sito: http://www.ccdu.org/
tel.: 02 36510685

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sabato, aprile 22, 2006

DENUNCIA L'ABUSO PSICHIATRICO !


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Se tu o qualcuno che conosci ha subito abusi da parte di psichiatri o altri operatori della salute mentale, telefona al numero 0362-516492 oppure scrivi a: ccdumonza@infinito.it

Ci attiveremo!

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Svelati collegamenti tra psichiatria e case farmaceutiche

Dagli Stati Uniti, arriva un clamoroso studio che rivela connessioni tra psichiatria e case farmaceutiche. Un gruppo di ricercatori pubblici nel campo della salute ha rivelato che più della metà degli psichiatri che hanno preso parte alla stesura dell'ampiamente usato Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali, meglio noto come DSM, edito dalla Associazione Psichiatrica Americana (APA), ha avuto connessioni finanziarie a compagnie farmaceutiche prima e dopo della pubblicazione del manuale.

I ricercatori hanno trovato che 95 degli 170 esperti, cioè il 56%, che lavorarono all'edizione pubblicata nel 1994 del DSM, ha avuto almeno una relazione monetaria con qualche ditta farmaceutica negli anni tra il 1989 e il 2004. Secondo questo studio, una analisi finanziaria dettagliata dei registri finanziarie e dei conflitti d'interesse, il collegamento finanziario più frequente consisteva in soldi dati dalle ditte agli psichiatri per ricerche. La percentuale sale, in alcuni casi del 100%, per gli esperti che lavorarono alle sezioni speciali del manuale riguardanti malattie mentali severe, come la schizofrenia. Il DSM è ampiamente usato in tutto il mondo per diagnosticare disordini mentali, è tra l'altro noto che diversi disturbi in esso elencati, sono "democraticamente" votati per alzata di mano.

Negli ultimi anni, critici del settore sostengono che l'uso di tale manuale DSM è diventato troppo esagerato, includendo diagnosi di malattie, come la fobia sociale, che dicono sembrare fatta su misura per creare un mercato per gli antidepressivi o altri psicofarmaci.E stato trovato che il 22% degli esperti sopraccitati ha ricevuto compensi per consulenze negli anni fra il 1989 e il 2004, mentre il 16% ha lavorato come membri di commissioni portavoce di ditte farmaceutiche, attività tipicamente molto più lucrative degli stipendi da ricercatore.

Tratto da: Nopsych
Fonte: The New York Times
Fonte: Usa Today
Fonte: Chicago Tribune

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venerdì, aprile 21, 2006

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FDA: antidepressivi nei bambini, suicidalità raddoppiata

Da una meta-analisi pubblicata dagli Archives of General Psychiatry risulta che, in bambini e adolescenti trattati con antidepressivi, la probabilità di sviluppare suicidalità è quasi doppia rispetto a quelli trattati con placebo.


Quella dell’FDA è la revisione finale di una serie di dati disponibili già da alcuni anni, finora tenuti sotto il più stretto riserbo. Già nell’agosto 2004 la notizia era trapelata dopo alcune dichiarazioni di Andrew Mosholder, esperto dell’ufficio FDA incaricato alla valutazione della sicurezza dei farmaci. Queste dichiarazioni avevano suscitato la reazione piccata dei vertici FDA, indispettiti dalla violazione delle regole di discrezione.

Dopo la valutazione di dati ancor più recenti, l'FDA è giunta alla conclusione che la percentuale di rischio per la suicidalità per i farmaci antidepressivi disponibili è di 1,95.

Irving Kirsh, professore di Psicologia alla University of Plymouth afferma:"Ci sono tre fattori da considerare: il rischio, il beneficio e le alternative. I benefici degli antidepressivi rispetto al placebo nei bambini non sono clinicamente significativi. D’altra parte, la risposta al placebo appare sostanziale. Ciò significa che si riescono ad ottenere gli stessi benefici con praticamente ogni trattamento. E allora perché sceglierne uno che può far aumentare il rischio di suicidio?". (Fonte: Yahoo News)

Si stima che a 17 milioni di bambini, in Italia 30.000, vengono prescritti farmaci e droghe che alterano la mente.

Questi dati assumono una valenza piuttosto preoccupante basti pensare anche a quanto affermato dal dott. Elliot Valenstein, biopsicologo, autore di Incolpare il cervello: "È un fatto consolidato che i farmaci usati nel trattare un disturbo mentale, per esempio, possono indurre un mutamento biochimico duraturo e perfino mutamenti strutturali [anche nel cervello], che nel passato sono stati ipotizzati essere la causa del disordine, ma potrebbero realmente essere un effetto del trattamento stesso."

Solo nell’ultimo anno e mezzo, in cinque diversi Paesi sono stati pubblicati 18 allarmi governativi sui pericoli, fino ad allora nascosti, relativi a farmaci psichiatrici che evidenziavano effetti secondari tra cui: dipendenza da questi psicofarmaci, mania, ostilità, aggressione, psicosi, suicidio e violenza.

Tratto da: NoPsych Pubblicato 26 marzo 2006

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venerdì, aprile 14, 2006

Importante testimonianza di una Insegnante di Scuola Primaria

In veste di insegnante di scuola primaria ho partecipato recentemente a due corsi di aggiornamento e formazione riguardanti il primo la “Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento: che fare?”, il secondo “l’ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”. Ho già presenziato in passato a convegni su questi temi, mi sono anche documentata da autodidatta e devo confessare il mio grande sconcerto e la mia perplessità di fronte a terapie comportamentali, metodologie di intervento, misure compensative e dispensative proposte da questi “luminari” nei confronti di alunni etichettati “dislessici” o “affetti da ADHD”, sindrome quest’ultima alquanto controversa, basti citare una frase del Dr. Fred Baughman in “The Future of ADD”: “Sia la FDA che la DEA (Ente governativo americano) hanno riconosciuto che l’ADHD non è una malattia, né organica né biologica” o il Dr. Thomas Armstrong, PhD in “The Myth of the ADD Child”:“L’ADHD non esiste. Questi bambini non hanno alcun disturbo”.

Durante il corso sulla dislessia e nel materiale avuto in dotazione viene precisato dai docenti che la dislessia non è una malattia, ma al termine della prima lezione vengono fatte vedere delle immagini in cui appaiono dei cromosomi ritenuti responsabili di questo “disturbo”; viene inoltre detto che è un disturbo a base neurologica e genetica e che di dislessia non si potrà mai guarire. Nelle varie lezioni che seguono viene affrontato l’utilizzo di metodologie di intervento nei vari ordini di scuola e vengono pubblicizzati programmi (software) per questi bambini etichettati “dislessici”.

Durante un dibattito un’insegnante chiedeva come mai, visto che non è una malattia, vengano citati i cromosomi e i geni e la dislessia venga elencata nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (testo di riferimento per la psichiatria di tutto il mondo). A questo punto rimango veramente sconvolta e scioccata dalla risposta della docente che, scocciata e alterata emotivamente, le risponde dicendo che lei non lo sapeva e che quell’insegnante doveva chiederlo ad un ospedale.

Quello che so è che le malattie sono disfunzioni del corpo umano e se si è ammalati esiste una scienza oggettiva, la medicina, che attraverso esami specifici e sensibili, stabilisce una diagnosi e di conseguenza una terapia.
Alcune correnti psichiatriche affermano che la dislessia sarebbe dovuta ad alterazioni genetiche; se ciò fosse vero potrebbero fare diagnosi usando un test genetico, come si fa oggi per qualsiasi vera malattia genetica; e se così fosse, non sarebbe più di competenza psichiatrica, vi sarebbero test specifici biologici per confermare la diagnosi e nessuno ricorrerebbe più ai test attuali (domande, prove di abilità e questionari, che di scientifico non hanno niente) per fini diagnostici. Queste prove non esistono, se esistessero distinguerebbero i sani dai malati!

Durante i miei 25 anni di insegnamento ho visto bambini che avevano difficoltà di vario tipo: problemi nell’imparare a memoria filastrocche, tabelline, che invertivano o confondevano suoni simili, che erano lenti nel leggere o nel fare calcoli… Con molta pazienza, mettendomi in discussione come insegnante, proponendo loro esercizi mirati, pongo e oggetti e utilizzando per ogni età un linguaggio a loro comprensibile, un dizionario per le parole di non immediata comprensione, una metodologia di studio funzionante, giochi didattici, ogni alunno è sempre riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati nella programmazione.didattico-educativa.

Non concordo con quanto affermato dalla logopedista durante il corso, che un bambino se, alla fine della prima elementare o a metà della seconda, non acquisisce gli strumenti di base, va segnalato. Ma dove è scritta questa cosa? I bambini non sono robot! Ognuno ha il suo ritmo di tempo: quello su cui mettere l’accento è che un bambino interiorizzi e comprenda le conoscenze, acquisisca di conseguenza le abilità al fine di essere competente e in grado di mettere in pratica. Non ho mai dispensato nessun bambino dall’uso della lettura, mettendo al suo posto il computer; il bambino numerose potenzialità e abilità, sta a noi insegnanti tirargliele fuori. Perché si insiste sul ridurre tutto a cause psico-fisiche e non didattiche? Anche noi insegnanti possiamo sbagliare! Da molti anni a questa parte si assiste ad un declino dell’istruzione e dei valori tradizionali e sono questi che noi dobbiamo ristabilire.

Ricordo che durante il dibattito un genitore di una bambina dislessica parlava male dell’insegnante di sua figlia. Allora io dico: è stata l’insegnante la causa del problema di sua figlia, non la figlia!!! La scuola è un luogo di istruzione e vi devono lavorare professionisti, che abbiano una metodologia di studio funzionante per i loro studenti, che amino i loro studenti, che li comprendano, li aiutino nelle difficoltà della vita.

Per quanto riguarda invece il corso sull’ADHD sono rimasta senza parole quando durante il corso una docente, oltre ad aver precisato la mancanza di prove scientifiche riguardo questo “disturbo”, le chiedeva come faceva l”esperta” a pubblicizzare nell’Associazione di cui lei fa parte il metilfenidato, che altro non è che il principio attivo del Ritalin, un derivato dell’anfetamina, farmaco utilizzato per la cura dell’ADHD, che ha causato la morte di molti bambini.

A questo punto l’”esperta” risponde dicendole che era tardi, in realtà il corso doveva chiudere alle 19, che né lei né l’insegnante erano un Neuropsichiatra infantile e che a lei non interessava. Questa è la responsabilità di un ex-insegnante a cui dovrebbero stare a cuore i bambini? Dare uno psicofarmaco a un bambino è avvelenarlo, non curarlo!

Ero sconvolta! L“esperta”, ex-insegnante elementare, fa corsi sull’ADHD, promuovendo terapie comportamentali su bambini etichettati “affetti da questo disturbo”, sul quale non risulta essere stata scoperta nessuna anormalità fisica o disfunzione, e nel sito dell’Associazione di cui lei fa parte c’è scritto:”Numerosi studi hanno dimostrato che farmaci psicostimolanti, come il metilfenidato, sono particolarmente efficaci nel migliorare sia il deficit attentivo che l’iperattività”. Questo farmaco è una droga; in uno studio della DEA (ente governativo USA) si legge: “All’uso prolungato di metilfenidato sono stati associati episodi psicotici, illusioni paranoiche, allucinazioni… . Sono state riportate gravi conseguenze fisiche e la possibilità di morte”. Gli effetti collaterali includono: “cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris, perdita di peso, psicosi tossica. Durante la fase di astinenza c’è la possibilità di suicidio”. Inoltre Terry Woodworth, vicedirettore della Dea, l’Antidroga, dice: “Il Ritalin, ridotto in polvere e sniffato, produce euforia”. Per parecchi ragazzi è l’anticamera di droghe anche pericolose (Lawrence Diller, un pediatra autore di Correre col Ritalin).

Concludo la mia lettera richiamando l’attenzione degli insegnanti sul nostro scopo: istruire i nostri alunni, non stigmatizzarli, etichettarli, per poi farmacologizzarli.
Io non attuerò mai certe terapie sugli alunni.

Ricordiamoci una cosa: come eravamo noi da piccoli? E’ con una pillola, con false etichettature che abbiamo capito? Se un bambino ha difficoltà a scuola ciò potrebbe essere dovuto al fatto che è molto creativo, o molto intelligente, o con difficoltà nell’ambiente che lo circonda e ha bisogno di aiuto e comprensione in modo che questo non comprometta il rendimento scolastico. Un buon insegnamento può salvarlo da “etichette” che comunque lo faranno sentire diverso. Tutti i bambini del mondo possono avere delle difficoltà a scuola; chi non ne ha mai avute?

LA DIFFICOLTA’ NON E’ UNA MALATTIA!

Problemi di relazione con la famiglia o con un’insegnante, alti livelli di piombo, mercurio, i pesticidi, troppo zucchero, possono provocare i sintomi dell’ADHD.
Allora io dico stop a questo nascosto e subdolo programma creato dalla psichiatria per controllare i nostri bambini, e di conseguenza la società del futuro, creando malattie inesistenti. Apriamo gli occhi!

Antonella Marzaroli

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martedì, aprile 11, 2006

PSICHIATRIA E SCUOLA

Nelle scuole sta entrando sempre di più la psichiatria. In diverse scuole si effettuano screening e test psicologici, convincendo presidi ed insegnanti con motivazioni di “tutela del benessere” del bambino per “presunti” disturbi dell’apprendimento, che devono essere rilevati precocemente e tempestivamente, per poi predisporre adeguate strategie di prevenzione, tutto questo al punto che la scuola sembra diventare una clinica ospedaliera.

Su tutto il territorio ci sono corsi di formazione per insegnanti e seminari per i genitori, per fornire “strumenti di conoscenza” relativi ai cosiddetti “disturbi di apprendimento” e sul disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività” (Adhd), sindrome alquanto controversa.

L’idea propagandata è che la peggiorata condizione dei nostri giovani giustifica l’adozione di misure quali “uno screening per disturbi mentali o comportamentali”. Si utilizzano questionari, dalla scuola materna fino alle superiori, per esaminare bambini e adolescenti perché la psichiatria sostiene di poter identificare i bambini “a rischio” di instabilità, i bambini antisociali e persino quelli violenti.

La totalità dei programmi psicologici o psichiatrici per bambini si fondano sul tacito assunto che “esperti” di salute mentale conoscano tutto sulla mente e sui fenomeni mentali, che conoscano un miglior stile di vita, un miglior sistema di valori e che sappiano come migliorare la vita dei bambini; una conoscenza che andrebbe oltre la comprensione e le facoltà non solo dei genitori ma di chiunque altro nella società.

La pedagogista Beverly Eakman, autrice di Cloning of the American Mind afferma : “Il termine ‘screening’ assume un nuovo significato dal momento che i bambini, e di conseguenza, i loro famigliari, sono esaminati alla ricerca di ipotetici ‘segnali’ di disturbo mentale… col risultato che tali analisi vengono poi conservate in sistemi a trasferimento elettronico pieni di rimandi incrociati…”.

In Italia, nonostante si proclami il rispetto della privacy, in alcuni questionari, al posto del nome del bambino viene utilizzato un codice che può identificare il bambino. In altre parole il bambino, una volta “esaminato”, potrà contare sul fatto che queste informazioni saranno permanentemente registrate
nella sua scheda di valutazione scolastica.

Ma quanto sono informati i genitori di questo? E’ diritto di ogni cittadino essere completamente informato su interventi che riguardano la sua persona e un genitore, di qualsiasi intervento che riguarda suo figlio.

Se tuo figlio è stato sottoposto a questionari psicologici o psichiatrici, test, valutazioni o programmi psicologici senza il tuo consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni in seguito a diagnosi e/o trattamenti psichiatrici contatta il: Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

e-mail: ccdu.milano@tiscali.it
tel.: 02-36510685

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