venerdì, giugno 23, 2006

ADHD: OTTIMO AFFARE, PESSIMA MEDICINA

L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a livello nazionale e internazionale, scaturisce unicamente dalla constatazione dei seguenti fatti:
- quasi 8 milioni di bambini etichettati e drogati nei soli USA;
- quasi 200 morti correlate al trattamento;
- un giro di affari enorme che sostiene questo mercato.
- 17 milioni di bambini, nel mondo, sotto trattamento psichiatrico.

In Italia, secondo alcuni illustri psichiatri, promotori dell’ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività), tale “disturbo” è una patologia neuropsichiatria ad esordio in età evolutiva, la cui prevalenza sarebbe stimata tra il 3-5% della popolazione in età scolare; mentre nelle forme particolarmente gravi la stima è dell’1%. Secondo questi esperti italiani il “disturbo” può presentarsi con differenti manifestazioni cliniche e può compromettere numerose tappe dello sviluppo e dell’integrazione sociale del bambino, predisponendolo ad una patologia psichiatria o ad una condizione di disagio sociale.

David Kaiser, medico e psichiatra in una intervista sul ‘Psychiatric Times’ del dicembre 1996 aveva dichiarato che: “La moderna psichiatria deve ancora dimostrare, in modo convincente, la causa genetico/biologica di una sola malattia mentale…. Pazienti vengono dichiarati affetti da “squilibrio biochimico” nonostante non vi siano prove a sostegno di tale affermazione e….che nessuno sappia veramente come dovrebbe manifestarsi un corretto equilibrio biochimico.”

Quali sono le prove oggettive e scientifiche per arrivare a diagnosticare un bambino come “iperattivo” o, nel caso più grave “ipercinetico”?

Alcuni dei punti sono:

1. Interviste diagnostiche: Queste interviste verranno fatte ai genitori attraverso domande che incoraggiano i genitori a descrivere i bambini con un dettaglio sufficiente a stabilire se uno specifico sintomo (comportamento), è clinicamente significativo, anche considerando fattori che possano modificare la percezione da parte del genitore, quali ambiente sociale, livello culturale, pregiudizi, ecc.

2. Questionario per i genitori e gli insegnanti: In questa fase verranno usati i test su modello americano. Questi test permettono di rilevare importanti informazioni sul comportamento sociale, accademico ed emotivo dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni. (www.adhdtesting.org )

2. Valutazione delle abilità di lettura e calcolo: Uno dei frequenti motivi d’invio dei bambini con ADHD alle strutture sanitarie è costituito dalle difficoltà scolastiche. E’ necessario eseguire sui bambini in età scolare una rapida prova di screening delle abilità di lettura e comprensione del testo ed alcune semplici prove di calcolo aritmetico. Vengono fatti questi test tramite le Prove MT o tramite la Batteria per la valutazione della dislessia.
(prove MT: handitecno.indire.it – Batteria per la valutazione: www.neuropsy.it )

L’ultimo dato da tenere in considerazione è anche il fatturato della Novartis (http://www.novartis.it) che nel 2006 solo negli USA è aumentato del 15%, fino a raggiungere i 2,1 miliardi di dollari, ed è stato trainato da alcuni farmaci generici ma, la crescita è stata sostenuta anche dai farmaci Focalin/Ritalin.

Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a false etichette psichiatriche, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Nel suo sito italiano, http://www.ccdu.org/, è possibile vedere un video shock: riguardo gli effetti collaterali di alcuni psicofarmaci somministrati ai bambini ed adolescenti.

Per informazioni:
linea.stampa@ccdu.org
tel. 02 36510685
http://www.ccdu.org/

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domenica, giugno 11, 2006

In mille a Verona – Manifestazione per dire ''NO agli psicofarmaci ai bambini''

VERONA 11 giugno 2006 - Un convegno come tanti in tutta l'Italia, dove "illustri" psichiatri parlano di ADHD, di sintomi, di cure.

In mille in corteo a Verona per manifestare contro un convegno sull'ADHD.Rappresentanti del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani di Torino, Aosta, Firenze, Trieste, Padova, Pordenone, Macerata, Roma, Brescia, Monza, Novara, Bergamo, Milano ed anche una rappresentanza dalla Francia si sono dati appuntamento ieri in Piazza Pradaval ed hanno marciato per le strade di Verona fino a fermarsi davanti al Polo Zanotto dell'università scaligera.

Qualche giorno fa l'EMEA ha dato la notizia che il Prozac può essere somministrato ai bambini dagli 8 anni in su, questo è un fermo NO agli psicofarmaci ai bambini.Il CCDU non vuole che si ripeta in Italia quello che in USA è una verità da molti anni, negli Stati Uniti più di 8 milioni di bambini sono sottoposti a trattamenti psico-farmacologici. A causa dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci prescritti, che in vari casi hanno determinato anche la morte del bambino, gli USA hanno dovuto intraprendere azioni legislative per contenere il dilagare di questo fenomeno e tutelare genitori e figli nelle scuole da azioni coercitive che violavano alcuni diritti fondamentali.

Nel sito del CCDU, www.ccdu.org, è possibile vedere un documentario di alcune televisioni americane che hanno rivelato la drammaticità degli psicofarmaci e i loro effetti devastanti.

Il CCDU continuerà a denunciare gli abusi della psichiatria nel campo della salute mentale.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Email: info@ccdu.org
Tel. 02 36510685
www.ccdu.org - www.cchr.org

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venerdì, giugno 09, 2006

DIFENDIAMO I DIRITTI DEI BAMBINI

Apprendiamo oggi che la EMEA (agenzia del farmaco europea) ha espresso parere favorevole alla somministrazione del prozac ai bambini dagli 8 anni in su. (http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=62097) In un comunicato diramato oggi dalla sede di Londra, l'agenzia sollecita però la società farmaceutica Eli Lilly, che ha scoperto la 'molecola della felicità' (la fluoxetina), a condurre studi clinici più approfonditi. E non solo, l’EMEA chiede a genitori e terapisti di sorvegliare attentamente i ragazzi, soprattutto all'inizio del trattamento, per capire se vi siano tendenze suicide, infine, assicura che sarà ulteriormente studiato l'impatto del farmaco sullo sviluppo sessuale e sul comportamento emotivo dei pazienti, e la tossicità della molecola.

Ancora una volta parliamo di "sperimentazione" NON di certezza sull’uso di psicofarmaci ai minori.

Negli Stati Uniti più di 8 milioni di bambini sono sottoposti a trattamenti psico-farmacologici. A causa dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci prescritti, che in vari casi hanno determinato anche la morte del bambino, gli USA hanno dovuto intraprendere azioni legislative per contenere il dilagare di questo fenomeno e tutelare genitori e figli nelle scuole da azioni coercitive che violavano alcuni diritti fondamentali.
Anche in Italia aumentano i casi di bambini che per presunti disturbi mentali o comportamentali, vengono segnalati dalle scuole ai Centri di Neuropsichiatria Infantile.

Uno studio italiano terminato nel 2004 (http://www.pol-it.org/ital/NT20040920.htm) è emerso che 311 soggetti, pari al 9.1% del campione, hanno soddisfatto i criteri per un disturbo psichico secondo la classificazione del DSM IV. In pratica ogni 1000 adolescenti, 90, secondo i criteri adottati, manifesterebbero una patologia psichica.
Secondo il Dr. Peter Breggin, psichiatra e scrittore di numerosi testi (www.breggin.org) ha dichiarato: "Le ditte farmaceutiche hanno individuato nei bambini un grosso affare che potrebbe innalzare di molto i profitti".
II CCDU è fortemente contrario ai metodi coercitivi e dannosi impiegati spesso nel campo della salute mentale. Gli orrendi effetti collaterali di alcuni psicofarmaci, sono frequentemente sottovalutati: dipendenza, spossatezza, diminuzione dell'impulso sessuale, tremori, incubi, aumento dell'ansietà e comportamento violento o suicida, solo per citarne alcuni. Alcuni psicofarmaci possono provocare anche danni irreversibili al cervello e al sistema nervoso.
Per questo motivo da qualche mese è partita una nuova campagna informativa del CCDU in tutta Italia: "I bambini rappresentano il nostro futuro" con migliaia di poster attaccati nelle maggiori città italiane ed annunci pubblicati su quotidiani locali, perché i genitori devono avere tutte le informazioni possibili e poter decidere il futuro dei loro figli prima di dire SI!
Sabato 10 giugno saremo presenti a Verona alle ore 10 in Piazza Pradaval per un corteo pacifico nella città per manifestare e dire "NO AGLI PSICOFARMACI AI MINORI", non sono l’unica soluzione, ed invitiamo i cittadini a parteciparvi ma soprattutto a raccogliere ogni tipo di informazione prima di somministrare psicofarmaci ai bambini di cui ancora oggi non conosciamo gli effetti collaterali su di essi.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Email info@ccdu.org
tel. 02 36510685
www.ccdu.org - www.cchr.org

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martedì, giugno 06, 2006

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