mercoledì, luglio 26, 2006

VIDEO VERITA' SULLA PSICHIATRIA

PSICHIATRIA: QUALI SONO I RISCHI?

Il CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) ritiene che i cittadini dovrebbero essere molto più informati sui trattamenti che ricevono nel campo della salute mentale. La psichiatria desta enormi perplessità a causa della scarsa scientificità sia per quanto riguarda le diagnosi che per l’utilizzo di trattamenti con gravi effetti collaterali.

Il 21 luglio 2006 la FDA ha chiesto di aggiungere all’interno dei bugiardini degli antidepressivi Paxil, Prozac o Zoloft due altri allarmi. Presi durante la gravidanza possono sviluppare malattie fatali ai polmoni del neonato, inoltre la FDA ha messo in allarme sul prendere antidepressivi insieme a farmaci per l’emicrania, questo può causare allucinazioni, vomito, cambiamenti nella pressione del sangue, insonnia e morte. www.xagena.it

Questi recenti allarmi riguardo gli antidepressivi possono suonare shockanti, ma sono in accordo con la storia degli allarmi riguardo gli psicofarmaci.

Il 3 Maggio la FDA riporta il collegamento con la morte di 45 bambini con l’assunzione di nuovi farmaci antipsicotici www.usatoday.com. C’erano anche più di 1300 rapporti di potenziali minacce alla vita causate dalle reazioni avverse come convulsioni e diminuzione del numero dei globuli bianchi. Il 12 Maggio la Glaxo Smith&Kline, produttrice del Paxil, ha mandato una lettera ai medici allertandoli riguardo gli effetti collaterali di questo antidepressivo tra cui il rischio di suicidio www.fda.gov..

Queste informazioni alimentano i dubbi riguardo le vere motivazioni di coloro che si professano "medici" della salute mentale senza però impiegare i parametri scientifici. E’ ormai noto che ci siano delle connessioni finanziarie tra gli esperti che contribuiscono alla stesura del più importante manuale diagnostico di psichiatria, il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – IV Edizione), testo di riferimento per la psichiatria di tutto il mondo, con alcune aziende farmaceutiche che come minimo solleva perplessità sull’indipendenza delle indicazioni diagnostiche presenti nel manuale stesso.

Mildred Cho, esperta di Bioetica dell’Università di Stanford, California, dice: “L’esistenza di categorie di malattie, convalida la necessità di farmaci. Le aziende farmaceutiche hanno un incentivo ad esercitare la propria influenza su coloro che formulano tali categorie”. www.newscientist.com

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Per ulteriori informazioni: www.ccdu.org

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

mailto:ccdumonza@infinito.it

Tel. 0362-516492

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sabato, luglio 15, 2006

COSA SI NASCONDE DIETRO LA VIOLENZA GIOVANILE?

Strage del Liceo Colombine, Colorado 1999. Sono stati recentemente resi noti i diari dei due ragazzi protagonisti di questa tragica vicenda. (http://www.corriere.it....)
Da questi diari si vorrebbe dimostrare che la strage poteva essere prevista ed evitata. Eppure c’è qualcosa di più insidioso che emerge da questo fatto di cronaca e che traspare in fatti di cronaca simili.

Eric Harris e Dylan Klebold, i due adolescenti del liceo Colombine, sono esempi del fallimento dei programmi psicologici di “gestione della collera” e di “educazione alla morte”, che entrambi avevano frequentato, su ordine del tribunale, dopo essere stati accusati del reato minore del furto di un’auto. A scuola durante il corso di “educazione alla morte” gli studenti dovevano immaginare la propria morte. In seguito Harris, che prendeva anche un antidepressivo che induce a violenza e suicidio, fece un sogno che lui e Klebold entravano in un centro commerciale sparando all’impazzata. Harris raccontò di questo sogno in uno scritto e lo consegnò all’insegnante. A breve distanza di tempo lui e Klebold lo misero in atto. Infatti il 20 aprile 1999 entrarono a scuola sparando all’impazzata, uccidendo 12 studenti e un insegnante e ferendo altre 23 persone, prima di uccidersi.

Il programma di “educazione alla morte”, usato sin dagli anni ’70, richiede che i giovani discutano del suicidio e scrivano i loro testamenti ed epitaffi.
A seguito della diffusione dei programmi psichiatrici per bambini a base di farmaci e di programmi didattici di stampo psicologico, le statistiche dei suicidi nei giovani, dove tali programmi sono stati attuati, sono incrementate.

Alcuni esempi ne sono i seguenti fatti: su 12 sparatorie avvenute in alcune scuole americane, ben 7 sono state commesse da adolescenti che avevano assunto farmaci psicotropi, regolarmente prescritti, noti per causare comportamenti violenti; nel febbraio 2004 il quindicenne greco Andreas, in cura con farmaci psicotropi, sparò al padre adottivo uccidendolo; il 17 maggio 2004 il diciannovenne Ryan Frulough, del Maryland, commise l'omicidio di un compagno di scuola nel periodo in cui assumeva un antidepressivo regolarmente prescritto.

L’analista ricercatrice Diane Alden ha dichiarato: “Abbiamo avuto anni di consulenze, di terapie, di farmaci, di sistemi indisponenti e non accademici, e ciò che ne abbiamo ricavato sono bambini stupidi che si sentono bene ad essere stupidi e violenti”. Nel 2004 l'avvocato Jhon L. Whitehead, fondatore del Rutherford Institute e scrittore, ha lanciato questo monito: "La triste realtà è che scuole pubbliche e i genitori sono stati ingannati dalle industrie psichiatriche e farmaceutiche."

In Italia da alcuni anni ormai si stanno organizzando corsi di indottrinamento per insegnanti e genitori su come classificare i comportamenti dei bambini, alla ricerca di ipotetici “segnali” di disturbo mentale, per poi far loro intraprendere percorsi psicologici o indirizzarli verso trattamenti psichiatrici.

Questionari psicologici (vedi: http://www.ccdu.org/Downloads/test1.pdf e http://www.ccdu.org/Downloads/test2.pdf) sono effettuati in diverse scuole italiane a scopo epidemiologico per individuare stati d'ansia, depressione, fobie fra i bambini in tenera età e preadolescenti. (http://www.adhdtesting.org/testing.htm).

Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a false etichette psichiatriche, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Nel sito italiano, http://www.ccdu.org/, è possibile vedere un video shock: riguardo gli effetti collaterali di alcuni psicofarmaci somministrati a bambini ed adolescenti.

Per informazioni:
linea.stampa@ccdu.org
tel. 02 36510685
http://www.ccdu.org/
http://www.cchr.org/

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venerdì, luglio 07, 2006

Psichiatria: molte idee, grande confusione

Gli psichiatri ammettono, nonostante impongano le loro “verità” ai poveri cittadini ignari, di non avere affatto le idee chiare riguardo le loro pratiche; lo evidenzia, tra l’altro, l’annuncio del prossimo Congresso nel 2007, della Società Italiana di Psicopatologia, che annuncia: “Il Congresso SOPSI 2007 vuole proporre un momento di riflessione ponendo il problema delle domande ancora senza risposta nella nostra disciplina…Nell’area della non conoscenza rientrano i problemi della farmacoterapia. E’ ignoto il meccanismo di azione dei farmaci a livello molecolare. Non si conoscono le conseguenze a lungo termine nei trattamenti sia a livello cerebrale che a livello somatico….Un’altra area oscura è relativa al futuro della classificazione dei disturbi psichiatrici…” (http://www.sopsi.it/congres/2007/ind.htm).

Ridefinendo i comportamenti umani ed etichettandoli come patologie, ogni cosa può divenire una grave e diffusa malattia, a tre condizioni:
1. che si abbiano i mezzi economici per diffondere sufficientemente tale“verità”.
2. che si possieda un qualche tipo di autorità “scientifica” per imporre il“verbo”.
3. che gli interlocutori siano sufficientemente ignoranti e creduloni.

Il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali) è ampiamente usato in tutto il mondo per diagnosticare disordini mentali, ed è noto che i diversi disturbi in esso elencati, sono "democraticamente" votati per alzata di mano.

Negli ultimi anni, critici del settore sostengono che l'uso di tale manuale sia assurdo: tramite diagnosi di malattie create ad arte, come la fobia sociale, il disturbo del calcolo, la brutta calligrafia, un problema sul lavoro, un problema scolastico, ecc., si profila un tentativo di ridefinire e ridurre ogni problema della vita ad un disturbo mentale. Ciò stabilisce i presupposti per la successiva vendita di vari psicofarmaci.

L’esagerazione ed esasperazione delle statistiche delle innumerevoli malattie psichiatriche (es.: “La depressione è in costante aumento in tutto il mondo, tanto che nel 2020 potrebbe salire al secondo posto nella classifica delle malattie più diffuse. I dati, elaborati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono stati presentati a Toronto, nel congresso dell'Associazione Americana di Psichiatria. – fonte: 22/5/06 – Swiss Info) più che ad un allarme medico scientifico, sembra seguano una precisa strategia di marketing.

Il professore di medicina di Harvard, Joseph Glenmullen, afferma: “I sintomi di depressione non sono altro che degli stati emozionali soggettivi, perciò la diagnosi è assai vaga”. Glenmullen afferma che le schede di valutazione e di comparazione utilizzate per esaminare le persone rispetto alla depressione sono superficiali e “progettate per calzare alla perfezione con gli effetti degli psicofarmaci, enfatizzando i sintomi fisici della depressione che per lo più rispondono alle cure antidepressive…mentre assegnano un numero al paziente così da apparire scientifici. Quando si esaminano le domande e le scale usate, si scopre che sono completamente soggettive, basate su ciò il paziente riferisce o sulle le impressioni di chi valuta”.
Il 22% degli esperti che lavorarono all’edizione del DSM, hanno ricevuto compensi dalle aziende farmaceutiche, per consulenze, negli anni fra il 1989 e il 2004, mentre il 16% ha lavorato come membro di commissioni di ditte farmaceutiche, attività tipicamente molto più lucrative degli stipendi da ricercatore. (fonte: The New York Times).

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, da anni denuncia gli abusi nel campo della salute mentale: il trattamento farmacologico eccessivo, l’etichettamento, la diagnosi imperfetta, la mancanza di protocolli scientifici…
Le testimonianze di numerose persone in cura psichiatrica da anni, ci dicono che troppo frequentemente non solo non hanno risolto i problemi originari per cui si erano rivolti al medico, ma che spesso ne sono stati pesantemente danneggiati.


Per ulteriori informazioni: www.ccdu.org www.cchr.org
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

e-mail linea.stampa@ccdu.org

Tel. 02.36510685

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mercoledì, luglio 05, 2006

Lettera al Direttore

Egregio Direttore,
in qualità sia di mamma che di insegnante non posso non comunicare, attraverso questa lettera, il mio grande sgomento e tormento interiore in merito a tutto quello che oggigiorno sta ruotando attorno al mondo del bambino. Una volta si parlava di “Caccia alle streghe”, oggi il bersaglio principale è “il bambino”, ad ogni costo! E per colpirlo una parte di psichiatria ha coniato delle malattie le cui diagnosi non sono supportate da evidenze scientifiche, ma si basano unicamente sulla catalogazione di soli sintomi. Ed ecco l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, considerata una malattia e inserita nel DSM, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ma che in realtà significa solo un insieme di sintomi e comportamenti. Gli unici strumenti che vengono utilizzati per diagnosticarla sono liste di domande (www.perchenonaccada.org), non esami del sangue o altro test biologico che consentono di accertare la presenza o l’assenza di una malattia mentale (http://www.adhdfraud.org/).
Il farmaco prescritto per la cura di questa fantomatica “malattia” è una droga, un’anfetamina, che già negli anni 70 era in voga presso alcune comunità di tossicodipendenti negli U.S.A, il metilfenidato, che ha già causato vittime fra i piccoli (http://ritalindeath.com/) e anche quando non se ne abusa i suoi effetti collaterali includono cambiamenti di pressione sanguigna, angina, perdita di peso e psicosi tossica e durante la fase di astinenza, il rischio di suicidio.
Ma non è finita qui! Si parla anche di altre “malattie”, considerate da alcune correnti psichiatriche di origine neurobiologica, dovute ad alterazioni genetiche: la dislessia e i disturbi dell’apprendimento, discalculia, disortografia, disgrafia.
Ma se ciò fosse vero, dove sono le prove scientifiche che ne dimostrano l’esistenza?
Nelle scuole italiane si vanno sempre più affermando corsi di aggiornamento e formazione per docenti e famiglie, i quali vengono imbottiti di false informazioni su questi nuovi “disturbi”, mentre vengono somministrati agli alunni questionari, sondaggi, rilevamenti per individuare i bambini "affetti da tali disturbi".
Dulcis in fundo…: ecco arrivare la depressione anche nei bambini e l’autorizzazione recente dell’EMEA (l’Agenzia Europea per la sicurezza e l’Efficacia del farmaco) alla somministrazione del Prozac a partire dagli 8 anni in su. Ho letto sul Corriere della Sera del 3 gennaio 2005 che (riporto testuali parole) “la fluoxetina, il principio attivo del Prozac, era stata accusata di scatenare drammatici effetti collaterali, da modificazioni del comportamento, al suicidio, a forme incontrollate di aggressività” (http://it.wikipedia.org/wiki/Prozac).
In una trasmissione sento dire che già nel primo anno di età esistono due momenti, il terzo mese e l’ottavo, in cui il bambino è a rischio di depressione e ciò si può manifestare attraverso la diminuzione del movimento, dell’attività esplorativa, l’assenza di fame….
A dir poco sconvolgente! Uno può dire qualsiasi cosa, certo; esiste la libertà di pensiero (articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)!
Ma quando affermazioni e annunci non comprovati dalla sperimentazione passano per verità scientifiche e hanno portato a conseguenze come la morte, allora io dico: “Qui si sta assistendo ad una politica del profitto ad ogni costo, che sembra essere in grado di superare ogni genere di scrupolo, compreso quello relativo agli effetti devastanti che questi psicofarmaci causano giornalmente”.
Ritengo che la scuola svolga un ruolo sia educativo che didattico ed ogni bambino, che la frequenti, abbia il diritto sia di crescere in modo sano ed equilibrato, di consolidare, potenziare le conoscenze applicandole poi nella sua vita e sviluppare la propria personalità.
Per raggiungere questi obiettivi sono necessari sia insegnanti professionisti formati con una buona pedagogia, dotati di un valido ed efficace metodo di studio, armati di buona volontà e amore per l’infanzia, sia genitori con il diritto e il dovere di aiutare l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai loro figli (art.26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
“Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti” (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag.385).
Voglio continuare a lavorare coi bambini, guidarli gradualmente verso l’agognata competenza di cui possano essere orgogliosi!
Antonella Marzaroli

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lunedì, luglio 03, 2006

SANITA': D'AMATO (AMBIENTE E LAVORO), LAZIO PRIMA REGIONE A VIETARE PROZAC A BAMBINI

Leggi l'articolo sul sito seguente:

Roma, 30 giugno 2006

http://frosinone.metropolisinfo.it/article/view/42554/

(Emb/Gs/Adnkronos)

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