mercoledì, luglio 05, 2006

Lettera al Direttore

Egregio Direttore,
in qualità sia di mamma che di insegnante non posso non comunicare, attraverso questa lettera, il mio grande sgomento e tormento interiore in merito a tutto quello che oggigiorno sta ruotando attorno al mondo del bambino. Una volta si parlava di “Caccia alle streghe”, oggi il bersaglio principale è “il bambino”, ad ogni costo! E per colpirlo una parte di psichiatria ha coniato delle malattie le cui diagnosi non sono supportate da evidenze scientifiche, ma si basano unicamente sulla catalogazione di soli sintomi. Ed ecco l’ADHD, ovvero il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, considerata una malattia e inserita nel DSM, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ma che in realtà significa solo un insieme di sintomi e comportamenti. Gli unici strumenti che vengono utilizzati per diagnosticarla sono liste di domande (www.perchenonaccada.org), non esami del sangue o altro test biologico che consentono di accertare la presenza o l’assenza di una malattia mentale (http://www.adhdfraud.org/).
Il farmaco prescritto per la cura di questa fantomatica “malattia” è una droga, un’anfetamina, che già negli anni 70 era in voga presso alcune comunità di tossicodipendenti negli U.S.A, il metilfenidato, che ha già causato vittime fra i piccoli (http://ritalindeath.com/) e anche quando non se ne abusa i suoi effetti collaterali includono cambiamenti di pressione sanguigna, angina, perdita di peso e psicosi tossica e durante la fase di astinenza, il rischio di suicidio.
Ma non è finita qui! Si parla anche di altre “malattie”, considerate da alcune correnti psichiatriche di origine neurobiologica, dovute ad alterazioni genetiche: la dislessia e i disturbi dell’apprendimento, discalculia, disortografia, disgrafia.
Ma se ciò fosse vero, dove sono le prove scientifiche che ne dimostrano l’esistenza?
Nelle scuole italiane si vanno sempre più affermando corsi di aggiornamento e formazione per docenti e famiglie, i quali vengono imbottiti di false informazioni su questi nuovi “disturbi”, mentre vengono somministrati agli alunni questionari, sondaggi, rilevamenti per individuare i bambini "affetti da tali disturbi".
Dulcis in fundo…: ecco arrivare la depressione anche nei bambini e l’autorizzazione recente dell’EMEA (l’Agenzia Europea per la sicurezza e l’Efficacia del farmaco) alla somministrazione del Prozac a partire dagli 8 anni in su. Ho letto sul Corriere della Sera del 3 gennaio 2005 che (riporto testuali parole) “la fluoxetina, il principio attivo del Prozac, era stata accusata di scatenare drammatici effetti collaterali, da modificazioni del comportamento, al suicidio, a forme incontrollate di aggressività” (http://it.wikipedia.org/wiki/Prozac).
In una trasmissione sento dire che già nel primo anno di età esistono due momenti, il terzo mese e l’ottavo, in cui il bambino è a rischio di depressione e ciò si può manifestare attraverso la diminuzione del movimento, dell’attività esplorativa, l’assenza di fame….
A dir poco sconvolgente! Uno può dire qualsiasi cosa, certo; esiste la libertà di pensiero (articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)!
Ma quando affermazioni e annunci non comprovati dalla sperimentazione passano per verità scientifiche e hanno portato a conseguenze come la morte, allora io dico: “Qui si sta assistendo ad una politica del profitto ad ogni costo, che sembra essere in grado di superare ogni genere di scrupolo, compreso quello relativo agli effetti devastanti che questi psicofarmaci causano giornalmente”.
Ritengo che la scuola svolga un ruolo sia educativo che didattico ed ogni bambino, che la frequenti, abbia il diritto sia di crescere in modo sano ed equilibrato, di consolidare, potenziare le conoscenze applicandole poi nella sua vita e sviluppare la propria personalità.
Per raggiungere questi obiettivi sono necessari sia insegnanti professionisti formati con una buona pedagogia, dotati di un valido ed efficace metodo di studio, armati di buona volontà e amore per l’infanzia, sia genitori con il diritto e il dovere di aiutare l’istituzione scolastica nelle scelte educative e nel genere di istruzione da impartire ai loro figli (art.26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
“Le scuole servono per imparare. Non servono per esperimenti psichiatrici su giovani menti” (Bruce Wiseman, autore di Psychiatry: the Ultimate Betrayal, pag.385).
Voglio continuare a lavorare coi bambini, guidarli gradualmente verso l’agognata competenza di cui possano essere orgogliosi!
Antonella Marzaroli

Etichette: , ,