martedì, ottobre 24, 2006

Testimonianza di un'insegnante

Sono un'insegnante elementare ed ho avuto l'opportunità di osservare attraverso esperienza diretta, come bambini "handicappati" per "ritardo mentale", abbiano avuto la possibilità successivamente di frequentare con successo la scuola media, senza l'apporto di psicologi, insegnanti di sostegno, ecc..
Questa in particolare è la storia di M.S., bambino chiuso ed appena immigrato a Milano che nei primi due anni di scuola elementare non riusciva a scrivere né leggere.

Lavorando personalmente con lui attraverso esercizi graduali, M.S. è arrivato alla fine della 5° elementare a comprendere e saper applicare con certezza principi e regole chiave della lingua italiana e della matematica.

Nonostante la sollecitazione dell'equipe socio sanitaria e del personale scolastico, il padre decide di non portare più il bambino alle visite psicologiche perché riteneva che non facessero bene al bambino, che usciva da lì rattristato; né acconsentì al termine della 5° elementare a rinnovare la certificazione di "ritardo mentale" per suo figlio, che quindi oggi frequenta la scuola media statale senza nessun "supporto" o "sostegno" con discreto successo.

Da qui la mia perplessità. Possibile che per poter aiutare dei bambini che necessitano di un tempo maggiore per avere le capacità scolastiche richieste, bisogna passare attraverso una certificazione di handicap che li segnerà per tutta la vita?

Possibile che, per esempio, il numero di bambini per classe (25), non possa essere ridotto in modo da facilitare all'insegnante il fatto di seguire con successo più programmazioni differenti?

Possibile che vengano stanziati sempre più fondi per pagare "esperti", che alla fine non danno risultati tangibili e sempre meno fondi per chi come le insegnanti, sanno cosa fare?

Sempre più spesso vedo insegnanti che delegano all'"esperto" la soluzione ai loro problemi con l'alunno, ma con quali risultati?

In passato quando tutti questi "esperti" non erano nella scuola, cosa faceva l'insegnante?
Perché non viene ripristinato il ruolo che l'insegnante una volta aveva, di pedagogista con il bambino e di collaborazione con la famiglia?

Oggi, gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione per rendere i bambini in grado di "scrivere e far di conto", sono ancora maggiori di quelli di un tempo. Perché indietreggiare e delegare ad altri il nostro ruolo?

Rosa Maria Ghidotti

da www.nopsych.it

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Lettera della professoressa Pellegrino

Come insegnante di scuola superiore continuo ad osservare come la nostra scuola stia venendo continuamente modificata con teorie strane e preoccupanti.
E' soltanto da qualche anno a questa parte che si sente parlare di disturbi di apprendimento, iperattività, dislessia per citare quelli più in voga, e già nelle scuole superiori ci arrivano alunni segnalati con questi disturbi.


La cosa strana che si è verificata nelle mie classi ed anche in altre classi, è che malgrado fosse passato un mese e mezzo circa dall'inizio della scuola, nessuno dei docenti si era accorto che gli alunni avessero "disturbi" e fossero diversi dal resto dei compagni.
Siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di studenti con questi "disturbi", soltanto quando gli insegnanti di sostegno hanno comunicato che dalla documentazione personale degli alunni proveniente dalla scuola media, i ragazzi erano stati diagnosticati con "disturbi di apprendimento" e da ciò la loro presenza.

In un caso addirittura all'alunno era stato assegnato il sostegno su una diagnosi fatta da uno psichiatra che "ipotizzava che lo studente fosse dislessico".
La cosa che ha stupito tutti è stata che gli alunni in questione non solo sono nella media della classe per capacità di lettura, scrittura, apprendimento e comportamento, ma che addirittura sono tra quelli più bravini, attenti e volenterosi di apprendere.

La risposta alle obiezioni sollevate dalle insegnanti, è stata la distribuzione ai docenti di una piccola dispensa: "Linee guida per docenti che devono affrontare il problema della dislessia", che riporta stralci di materiali forniti nei seminari sulla dislessia, pubblicati nei diversi articoli di stampa che ne hanno promosso i convegni, dove si legge che gli alunni che non leggono correttamente, presentano errori di scrittura, o sbagliano i calcoli, sono secondo la psichiatria dislessici.
In questa dispensa, come nei vari convegni sui "disturbi dell' apprendimento" a cui ho partecipato, gli "esperti" si dilungano nella descrizione dei sintomi, nelle modalità di individuazione degli stessi, negli interventi terapeutici, mentre per quanto riguarda le cause, quello che viene detto è così vago che lascia molte perplessità .

Le diagnosi vengono fatte utilizzando test e valutazioni soggettive che hanno ben poco di scientifico. Siamo nel 2006 il medioevo è finito da un pezzo eppure ancora qualcuno ci chiede di credergli per fede.

Non si parla di esami di laboratorio, di radiografie, di prove oggettive . Le cause e l'aspetto diagnostico del problema viene liquidato con: ;; "Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita' e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica, perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara...".

Non viene spiegato perché non può apprendere in modo automatico, e poi chi l'ha detto che l'apprendimento è o deve essere automatico? I robot sono automatici, un computer, non un essere umano.
Sappiamo bene che se non si va alla vera causa del problema o della difficoltà questa non si elimina o risolve e persiste, per cui individuare la causa è il fondamento di qualsiasi intervento o "terapia". Questi sono principi elementari e fondamentali, la medicina e la ricerca scientifica in tutti i settori sono andate avanti e sono progredite grazie ad essi.

Quello che in realtà sta succedendo nella scuola e come sta venendo modificato il ruolo dell'insegnante e il suo modo di pensare, si evince anche da quanto è stato scritto, per esempio, in questa semplice dispensa nella Sezione: "Cosa devono fare gli insegnanti" e nella sezione: "Cosa devono fare i genitori ":
"L'insegnante spesso è la prima persona che si accorge del problema, quindi il suo intervento è cruciale. E' importante che l'insegnante non liquidi il problema attribuendolo pregiudizialmente a scarsa intelligenza o a povertà dell'ambiente culturale o ad altre cause. Se l'insegnante ha dei dubbi , deve suggerire alla famiglia di rivolgersi ad uno specialista o ad un centro diagnostico competente... l'insegnante anche se non può attuare interventi individuali di riabilitazione specifica, deve tenere conto del problema e agire in maniera coordinata con gli operatori sanitari, i genitori e l'eventuale insegnante di sostegno...".

Per quanto riguarda i genitori tra le altre cose viene detto:
"Anche i genitori reagiscono al disturbo e non sempre è facile affrontare il problema in maniera equilibrata. Sia per il bambino che per i genitori talvolta è utile un sostegno psicologico" ….
Cosa sono queste se non manovre per assoggettare la scuola e le famiglie allo psicologo o psichiatra? A me sembrano astute tecniche di marketing per procurarsi clienti ed incrementare gli affari!
Perché dobbiamo buttare a mare anni di esperienza di insegnamento e tutto il lavoro fatto da pedagogisti e gli sforzi di persone che hanno cercato di migliorare l'insegnamento e la didattica e accettare teorie così poco scientifiche? Tanto più che gli stessi "esperti" affermano che non ci sarà una guarigione o una risoluzione definitiva del problema?

Gli alunni che ho ed ho avuto in questi anni, non sono diversi da quelli che avevo dieci e venti anni fa e che ora sono dei professionisti, impiegati o operai a seconda di quello che hanno deciso di diventare.

La cosa che mi turba più di tutto e che fa veramente male è il vedere incupirsi e cambiare l'espressione dello studente etichettato quando entra il suo insegnante di sostegno, anche se l'insegnante in molti casi non si siede neanche vicino a lui per delicatezza e per evitare che i compagni capiscano che è li per lui, gli si legge in viso la vergogna dell'essere considerato "diverso", di essere un portatore di " handicap", un marchio a fuoco che si porterà per tutta la vita e che influenzerà il suo futuro.

Prof.ssa Margherita Pellegrino

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sabato, ottobre 14, 2006

Pseudoscienza

martedì, ottobre 03, 2006

Scuole: Luoghi d'istruzione o cliniche?

Nel mondo a 17 milioni di bambini sono stati diagnosticati "disturbi mentali" per i quali vengono richiesti interventi di "specialisti" e trattamenti psico-farmacologici a base di stimolanti simili alla cocaina o di potenti antidepressivi, con quasi 400 morti correlate al trattamento.

Ma la psichiatria non si ferma e in Europa è stato avviato in questi giorni il progetto Neurodys, finanziato con tre milioni di euro, che ha l'obbiettivo di fare chiarezza sulle cause biologiche, genetiche e sociali all'origine di disturbi dell'apprendimento, quali la dislessia, cioè la difficoltà ad apprendere il linguaggio scritto, e la disfasia, difficoltà a comprendere e produrre il linguaggio e che permetterà agli scienziati di organizzare la più grande banca dati biologica sulla dislessia. fonte: Adnkronos salute, 26 settembre * 26 settembre 2006.

In Italia Progetti pilota psichiatrici (www.fdarianna.it/progetto%20prevenzione.htm) proliferano ormai da alcuni anni nelle nostre scuole di ogni ordine e grado e vengono proposti ed approvati sotto mentite spoglie, con lo scopo di prevenire le difficoltà di apprendimento e/o comportamento e in nome della "tutela del benessere" del bambino.Così facendo creano nuovi "pazienti", ottenendo altri finanziamenti per i loro interventi.Gli Insegnanti diventano sempre più segnalatori di bambini "con problemi" a psicologi e psichiatri vari, e le scuole si trasformano da luoghi d'istruzione a cliniche.

Corsi di formazione e aggiornamento a insegnanti tenuti da psicologi e neuropsichiatri sul tema ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), dislessia, bullismo, ecc. ( www.ist-lacasa.it.....) Progetti "salute", anche in collaborazione con case farmaceutiche, che, attraverso dei questionari fatti compilare dai genitori nella scuola dell'infanzia con interviste fatte sui loro figli, dagli insegnanti stessi (www.adhdtesting.org/testing.htm) attraverso la compilazione di liste con crocette o dagli studenti, prove di screening delle abilità sui bambini, l'osservazione degli alunni, anche durante l'attività didattica o mediante prove presentate agli alunni stessi sotto forma di gioco, hanno lo scopo di "localizzare malattie mentali" inesistenti, "etichettare i bambini come malati mentali" riconoscendoli anche "handicappati" o "diversamente abili", quindi supportati dall'insegnante di sostegno, o con la somministrazione di psicofarmaci potenti, che altro non fanno che controllare il loro comportamento e mascherare il vero problema, o sottratti alla famiglia stessa al fine di somministrare loro le cure nel caso i genitori si rifiutino.

Non esiste nessuna prova scientifica che i "disturbi psichiatrici" siano malattie di origine biologica, esistono invece prove certe che molti fattori di natura anche differente fra loro (problemi scolastici, didattici, problemi di relazione, problemi affettivi, circa 200 e forse più vere malattie fisiche e molto altro(compresi casi di bambini geniali, molto intelligenti e creativi, nutrizione non ottimale, allergie, intolleranze alimentari…) possano portare un bambino ad avere un comportamento non ottimale.

Se conosci qualcuno, bambini compresi, che ha subito violenza o danni da parte di uno psicologo o psichiatra o altro operatore della salute mentale o se a tuo figlio o a qualcuno di tua conoscenza è stato somministrato un test senza ottenere prima il consenso scritto da parte dei genitori o per ulteriori informazioni contatta il :Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

tel.: 02-36510685
email: linea.stampa@ccdu.org
http://www.ccdu.org/ (nel sito è possibile vedere un video shock riguardo gli effetti collaterali di alcuni psicofarmaci su bambini assunti in seguito a diagnosi psichiatriche…).

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Un successo il corteo contro le false diagnosi nel campo della salute mentale

Torino: alle ore 10.30 di sabato 23 settembre, un corteo formato da quasi 2000 persone è partito dal Teatro Nuovo di Corso Massimo d’Azeglio nr. 17 – sede della mostra multimediale intitolata “PSICHIATRIA, UN VIAGGIO SENZA RITORNO” -.

Tutto il percorso si è svolto lungo Corso Massimo d’Azeglio, proseguendo per tutta Via Nizza e terminando infine in Corso Unità d’Italia davanti al museo dell’automobile sede di un congresso di psichiatria sulla schizofrenia.

Il corteo si è svolto in modo pacifico e ordinato offrendo molti momenti di colore con cori che inneggiavano la messa al bando delle pratiche psichiatriche sui bambini e dell’ingerenza dell’istituzione psichiatrica nelle scuole. Numerose persone si sono unite alla marcia e ai cori di protesta contro le false diagnosi psichiatriche effettuate ai danni di milioni di adulti e bambini in tutto il mondo e le percentuali gonfiate per propagandare le presunte malattie e le relative “cure”.

Una marcia pacifica ma chiara quella organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) i cui esperti a livello internazionale, nel sito www.cchr.org, e anche nel sito www.ccdu.org riportano informazioni riguardanti una lunga lista di decessi causati da trattamenti mentali nella quale purtroppo da alcuni anni, si sono aggiunti anche molti bambini.Al temine della marcia c’è stata una accesa discussione tra il Vice Presidente del CCDU sig. Silvio De Fanti e lo psichiatra Carmine Munizza (presente al congresso) sull’esistenza di violazioni dei diritti umani sui bambini perpetrati dall’istituzione psichiatrica. Il Munizza ha laconicamente commentato la discussione e la protesta dei cittadini con la frase: “noi facciamo il nostro lavoro e voi fate il vostro…..”

Riferimenti telefonici 011 85 14 14 - 347 98 11 901 – 347 345 41 72

e-mail: ccdutrn@yahoo.itlinea.stampa@ccdu.org

Coordinamento Regione Piemonte – Via Airasca, 3 10141 Torino

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Continuano le raccomandazioni internazionali contro gli psicofarmaci per i bambini

Un avvertimento della FDA a conferma che i farmaci per ADHD causano morte improvvisa, attacchi cardiaci e paralisi, segna il 22esimo avvertimento internazionale sugli psicofarmaci registrato quest'anno.

Nonostante i poteri forti dell’industria della salute mentale continuino a sminuire i rischi documentati dei farmaci per l’ADHD, l’autorità statunitense per i farmaci (FDA) ha infine stabilito che il pubblico ha il diritto di essere informato sui rischi mortali di questi psicofarmaci. L’FDA ha ordinato che la loro etichetta debba dichiarare che possono causare arresto della crescita, psicosi, aggressività e gravi effetti collaterali a livello cardiovascolare. La richiesta è arrivata a seguito d’un crescente movimento internazionale di dottori, personale medico, attivisti impegnati nel campo dei diritti umani e genitori che hanno a lungo lottato, tramite testimonianze rese a legislatori statali e federali e dichiarazioni rilasciate ai media, perché i rischi documentati associati all’assunzione di questi psicofarmaci fossero resi pubblici.

In febbraio, un comitato di consulenti dell’FDA ha raccomandato fortemente che le confezioni di tutti i farmaci per l’ADHD contengano un messaggio ben visibile e contornato di nero che evidenzi i rischi legati all’assunzione: attacco cardiaco, paralisi e morte improvvisa. In marzo un altro comitato s’è riunito per emanare alcuni avvisi aggiuntivi riguardo gli effetti collaterali di tipo psicologico. Precedentemente, sempre quest’anno, l’Australia aveva già lanciato un’inchiesta urgente riguardo la sicurezza di psicofarmaci per l’ADHD in seguito a 400 reazioni avverse accusate da bambini dai tre anni in su. Il Comitato dell’ONU sui diritti dei bambini, nel settembre del 2005, esprimeva preoccupazione sul fatto che l’ADHD e l’ADD “vengano erroneamente diagnosticati, con il risultato di una sovraprescrizione di farmaci psicostimolanti, nonostante le prove riguardanti gli effetti negativi di questi psicofarmaci siano sempre più numerose”. Solo nell’ultimo anno, vi sono stati dieci avvisi internazionali riguardo il fatto che i farmaci per ADHD possono causare suicidio, psicosi, allucinazioni e manie. Quattro di questi annunci s’indirizzano specificatamente ai potenziali effetti fatali a livello cardiovascolare.Dodici avvertimenti sono stati pubblicati a livello internazionale sui pericoli degli antidepressivi, che comprendono suicidio, dipendenza, idee omicide, danni al fegato e attacchi cardiaci. Cinque di questi avvertimenti sugli antidepressivi menzionano i rischi per le donne incinte ed i loro neonati, includendo dipendenza dal farmaco per la madre e difetti per il neonato, quali malformazioni cardiache o danni letali ai polmoni.

In Italia esistono da tempo diversi "centri autorizzati" dove vengono somministrati questi psicofarmaci e le scuole italiane sono già state "investite" da test a scopo diagnostico mentre gli insegnanti vengono convinti e addestrati a etichettare i bambini o a segnalare casi.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani ritiene che è diritto di ogni cittadino essere completamente informato su interventi che riguardano la sua persona e del genitore d’essere portato a conoscenza di qualsiasi intervento concernente il figlio. Per avere maggiori informazioni sul tema ADHD puoi visitare il sito http://www.perchenonaccada.org/ , campagna culturale a cui il Comitato ha aderito e collaborato.

Se tuo figlio è stato sottoposto a questionari psicologici o psichiatrici, test, valutazioni o programmi psicologici senza il tuo consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni in seguito a diagnosi e/o trattamenti psichiatrici contatta il:

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

e-mail: info@ccdu.org

sito: www.ccdu.org www.cchr.org

Tel. 02-36510685

Tel: 0362-516492

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