martedì, novembre 28, 2006

L'ENNESIMO INFANTICIDIO: MANCANZA DI VERO AIUTO

Ancora una madre che uccide il proprio figlio. Si legge sui giornali "Eccessi d'amore e di solitudine, depressione e medicine, incomprensioni e richieste d'aiuto…" gazzettino.quinordest.it
Ennesimo fatto di cronaca perpetrato da una persona che cercava aiuto e ha trovato la psichiatria.

Il messaggio attraverso i media tende a essere sempre quello che: “la causa di comportamenti violenti e cruenti è la depressione o qualche altro disturbo psichiatrico”. Ci domandiamo se non è invece che il disagio di una persona venga affrontato in maniera sbagliata in primo luogo sfociando poi in drammatiche conseguenze.

Il DSM, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, sviluppato dall’Associazione Psichiatrica Americana (APA), e utilizzato in tutto il mondo dalla psichiatria, è un testo che elenca 374 presunti disturbi mentali, il cui criterio diagnostico è veramente vago, soggettivo e ampio, in base al quale chiunque potrebbe essere etichettato malato mentale, utilizzato non solo per il trattamento individuale, ma anche nelle cause per la custodia dei bambini, nei casi di presunta incapacità mentale, nei tribunali e in molti altri campi.
Lo psichiatra Colin Ross ha dichiarato: "Il modo in cui le cose vengono inserite nel DSM non è basato su analisi del sangue, analisi del cervello o esami fisici. E' basato su una descrizione del comportamento. E questo è quello su cui tutto il sistema psichiatrico si basa".

Rifiutando qualsiasi validità al DSM, nel 2004, John Read, professore di psicologia all’università di Aukland, in nuova Zelanda, ha detto: “Sempre più problemi sono stati ridefiniti come ‘disturbi’ o ‘malattie’, causate apparentemente da predisposizioni genetiche e squilibri biochimici. Gli eventi della vita sono relegati a meri fattori scatenati da una bomba ad orologeria biologica sottostante Vengono creati elenchi di comportamento; successivamente si applicano etichette mediche altisonanti alle persone che hanno tali comportamenti e dopo viene usata la presenza di tali comportamenti per provare che essi soffrono della malattia in questione. Questo metodo non dice niente delle cause e delle soluzioni. Ma crea la rassicurante certezza che si stia facendo qualcosa di medico”.

Dalla creazione della malattia, consegue poi frequentemente un pesante trattamento psicofarmacologico, al punto che le agenzie di vigilanza sui farmaci in Europa, Stati Uniti ed in altre nazioni ne hanno dovuto rendere pubblico il pericolo.

Nel 2005 il Comitato Europeo per i Prodotti Medici ad uso umano, ha pubblicato un avvertimento sul fatto che gli antidepressivi possono causare comportamenti suicidi, ostilità, aggressione, rabbia e instabilità dell'umore nei bambini e adolescenti.

Non c'è da stupirsi che poi le vere cause dei disagi rimangano oscure e si scatenino inaspettatamente anche in maniere cruente.

Oggi il consumo di questi farmaci è diventato così diffuso che più di 150 milioni di persone hanno preso un antidepressivo della gamma degli SSRI.
Negli Stati Uniti la relazione tra la psichiatria e le case farmaceutiche, tramite la vendita di psicofarmaci, ha creato un fatturato di più di 4 miliardi e mezzo di dollari all'anno.

Ogni anno milioni di persone in tutto il mondo cadono all'interno del sistema coercitivo della psichiatria mediante etichette stigmatizzanti, diagnosi prive di basi scientifiche, leggi sul trattamento sanitario obbligatorio e terapie brutali. E' un sistema che racchiude in se l'abuso stesso dei diritti umani e non ha niente a che vedere con l'aiuto.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus, lavora perché i diritti e la dignità delle persone venga ripristinata nell'ambito della salute mentale dove tali valori sono quotidianamente violati, informando e denunciando tali violazioni.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

Tel. 0236510685
Email: linea.stampa@ccdu.org
Sito: www.ccdu.org

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