mercoledì, dicembre 27, 2006

Gli interessi commerciali nella Salute Mentale sempre più bersagliati

Gli interessi commerciali che stanno sotto l'industria della salute mentale sono sempre più oggetto d'indagine mentre milioni di persone sono a rischio perché non conoscono gli effetti collaterali degli psicofarmaci. L'ufficio del procuratore generale del Texas, per la seconda volta in una settimana, ha accusato i produttori di farmaci antipsicotici di fornire informazioni di sicurezza fuorvianti e praticare attività di marketing fraudolente, unendosi ad una causa legale contro Johnson&Johnson e diverse sue filiali. L'accusa è di travisare gli effetti collaterali, i rischi a lungo termine sulla salute e l'efficacia stessa del Risperdal – un farmaco antipsicotico – e di avere eccessivamente influenzato almeno un funzionario del Ministero della Salute.

Questo funzionario, il dr. Steven Shon, è stato recentemente obbligato a lasciare il suo impiego statale per via dei suoi eccessivi legami finanziari con società farmaceutiche, i cui farmaci lui promuoveva nell'ambito del cosiddetto Progetto per l'Algoritmo di Cura del Texas. Si tratta di un progetto, implementato in dozzine di stati, che obbliga i dottori a trattare i loro pazienti con i più nuovi e più costosi psicofarmaci presentati via via dall'industria farmaceutica, nonostante gli allerta emanati dall'FDA (Food and Drug Administration – l'autorità statunitense per i farmaci) si pericoli di suicidio, idee omicida, mania, psicosi, diabete, attacchi cardiaci, ictus e decesso improvviso associati all'assunzione degli stessi. Questo programma statale consente all'industria farmaceutica di rastrellare quantità enormi di denaro – oltre 190 milioni di dollari pagati dal sistema mutualistico per acquisti di Risperdal, il cui produttore ha finanziato il Progetto texano.

Un altro produttore di psicofarmaci, la Eli Lilly, è stato protagonista di una controversia a livello nazionale questa settimana, dopo la pubblicazione da parte del New York Times di una serie di articoli basati su documenti interni dell'azienda. Questi provavano come la Lilly abbia fornito travisato gli effetti collaterali del suo farmaco antipsicotico Zyprexa, che includono obesità, alta pressione e diabete, ed ne abbia in aggiunta pubblicizzato un uso che non è previsto nel bugiardino. In seguito a questa negligenza, la Lilly è stata obbligata a pagare 750 milioni di dollari di danni in cause legali promosse da 8mila persone che hanno sperimentato problemi medici, incluso il diabete, dopo avere assunto Zyprexa. Al momento, l'elenco delle azioni legali contro Lilly a causa del Zyprexa non sembra finire: il New York Times riferisce che migliaia di cause sono ancora in discussione per via di pazienti che hanno avuto alta pressione sanguinea e diabete dopo avere assunto Zyprexa. La stessa FDA, legata con l'industria farmaceutica da un doppio filo d'interesse economico, non s'impegna abbastanza nel proteggere i consumatori dai pericoli di antipsicotici e di altri psicofarmaci, che vengono prescritti basandosi su diagnosi che non sono comprovate da alcun test scientifico oggettivo, tipo analisi del sangue e TAC. Per maggiori informazioni leggi il Report on the Escalating International Warnings on Psychiatric Drugso visita il sito www.cchr.org

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mercoledì, dicembre 20, 2006

TENIAMO LONTANO GLI ANZIANI DAGLI PSICOFARMACI

Appello lanciato dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

A conclusione del XVI Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurogeriatria, tenutosi a Milano in questi giorni, gli esperti hanno affermato essere "oltre 3 milioni" le "persone anziane imprigionate nel male oscuro della depressione". Una stima per difetto, che trova forse spiegazione nel concetto di vecchiaia adottato da diverse correnti psichiatriche, un "disturbo mentale" per il quale non esiste alcuna cura, se non la prescrizione di psicofarmaci o il ricorso ad altri trattamenti invasivi.
Se un anziano non riesce a ricordare dove ha messo le scarpe o non ricorda se ha pagato o meno la bolletta della luce, questi sintomi vengono frequentemente correlati a mallatie psichiatriche la cui soluzione trova sbocco nell'internamento in una casa di cura o in un ospedale psichiatrico.
Ma quale logica porta a prescrivere ad un anziano un tranquillante che risulta essere più letale dell'eroina, capace di aumentare del 45% il rischio d'incidenti automobilistici dopo sette giorni dall'assunzione? Perché dare un antidepressivo che potrebbe aumentare dell'80% il rischio di cadere o che potrebbe rendere maggiormente agitati, aggressivi e persino scatenare istinti suicidi?
Secondo il dott. Roberto Cestari, presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ""la risposta della psichiatria ai problemi fondamentali dell'invecchiamento è quella di etichettare tutto come "depressione", perdita di facoltà mentali, o a volte psicosi; quando la persona si lamenta di questa diagnosi o la contesta, la protesta viene a sua volta etichettata come malattia mentale, spesso come "demenza"."
Il buon senso e la decenza suggeriscono che ciò di cui ha bisogno un anziano fragile e vulnerabile non è certo lo stress mentale e fisico associato all'uso di psicofarmaci.
"Credo sia un loro sacrosanto diritto godersi la terza età, lontani dal rischio di essere portati via dalle proprie case, magari confinati in strutture fatiscenti. Non crediamo sia una soluzione ridurli all'apatia, condannarli ad uno stato d'assenza mentale" ha detto Patrizia Viglianco, coordinatrice meneghina del Comitato dei Cittadini per i Dirtti Umani, che invita chiunque ritenga di aver subito dei danni causati da trattamenti psichiatrici a mettersi in contatto con il Comitato.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
e-mail linea.stampa@ccdu.org
tel. 02 36510685
sito www.ccdu.org

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domenica, dicembre 17, 2006

Lettera di un fisico nucleare

Caro direttore,
ieri sera mi ha chiamato mia sorella: disperata, chiedeva un intervento nella mia veste professionale di fisico nucleare per aiutare sua figlia (13 anni, 3a media inferiore) a comprendere il testo sul quale sarà interrogata prossimanente. Ridacchio e la prendo in giro per la sua nota allergia verso le materie scientifiche ma, dopo avere visto il libro –Gianni Arduino - “Tecnologia, Energia e Prestazioni per il terzo anno della scuola media (inferiore)” - mi sono dovuto ricredere.

L’autore si dilunga nello ‘spiegare’ che “L’albero di una turbina a vapore è messo in rotazione dalla formazione del vapore che passa attraverso diverse serie di palette contenute in cilindri separati: il vapore ad altissima temperatura entra nel primo cilindro ad alta pressione e nella turbina dove le palette sono più piccole ... “Successivamente il vapore, persa una parte della sua pressione passa nel cilindro a pressione intermedia con pale più grandi. Infine entra nella sezione dei cilindri a bassa pressione dove le palette sono ancora più grandi.” La prima volta che ho sentito parlare di turbine a tre stadi è stato all’ultimo anno di università, nel corso di Fisica del Reattore. I miei colleghi che hanno scelto altri indirizzi (astrofisica, fisica medica, fisica teorica ecc.) ne ignorano l’esistenza.

Nel capitolo successivo l’autore spiega (a dei ragazzini di terza media) come avviene la preparazione del combustibile nucleare, fornendo dettagli che persino mio figlio (maturità scientifica con buoni voti e una spiccata attitudine per le materie scientifiche) stentava a seguire: l’arricchimento dell’uranio naturale per aumentare la concentrazione di uranio 235, come si passa all’ossido di uranio, poi al trifluoruro di uranio e quindi all’esafluoruro di uranio, per terminare con la lega di zirconio con cui vengono incamiciate le pastiglie a costituire le barre di combustibile.

Troppo? Niente affatto! Nel capitolo seguente Gianni Arduino ci porta nel mondo della fusione nucleare spiegando che essa “avviene quando due nuclei leggeri - deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno - sono spinti l’uno contro l’altro sino a saldarsi ... mentre sono racchiusi da una parete immateriale fatta di campi magnetici”.

Il testo è così farcito di vocaboli specialistici (atomo, molecola, alternatore, turbina, condensatore, deuterio, isotopo, uranio 235, nucleo, campo magnetico e chi più ne ha più ne metta) da sopraffare i giovani lettori e lasciar loro due sole alternative: imparare a memoria senza capire niente (e scordare tutto il giorno dopo), o disinteressarsi del tutto. La seconda scelta è ovviamente la più sensata (e, comprensibilmente, la più gettonata) ma, inutile dirlo, comporta l’insufficienza, l’etichetta di ‘asino’ ed il consiglio di non intraprendere studi ‘difficili’ alle superiori. Tutto ciò fa solo diminuire l’interesse verso le materie scientifiche e la ricerca.

Ricordo che mio figlio si era imbattuto in una situazione simile anni fa: in prima media (inferiore) il suo testo di geografia descriveva la Sicilia in termini d’industria chimica e petrol-chimica, prodotto interno lordo, tasso di disoccupazione e quant’altro. Cinese.

Non c’é da stupirsi dell’aumentato coinvolgimento di psicologi nelle scuole: chiamati a risolvere i crescenti casi di alunni distratti, zucconi, chiacchieroni e disinteressati (ma va?) diagnosticano disturbi mentali fantasiosi dal nome pseudoscientifico, etichettando i bambini come affetti da ‘deficit d’attenzione’, ‘disturbo dell’apprendimento’, ‘disturbo matematico’, ‘dislessia’ e via delirando. Meglio farebbero a rivolgere le loro ‘cure’ agli autori di certi testi scolastici o a chi ne consiglia l’acquisto, ché in questo turbinare di autori criptici, psicologi onnipresenti e studenti irrequieti, mi sembra che gli unici sani di mente siano proprio questi ultimi.

Cordialità
Alberto Brugnettini
Milano

articolo apparso su cybermed

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sabato, dicembre 16, 2006

Il CCDU su Radio Europa Stereo

Intervista radio sul CCDU su Radio Europa Stereo ascoltala qui >> www.radioeuropastereo.it

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giovedì, dicembre 14, 2006

Il Certificato di Morte dice: Morte causata da Uso Prolungato di Methylphenidate, (Ritalin).

"Il Certificato di Morte dice: Morte causata da Uso Prolungato di Methylphenidate, (Ritalin).Secondo il Dr, Ljuba Dragovic, il patologo capo dell' ufficio degli Esaminatori Medici della Contea di Oakland, Michigan, parlando riguardo all'autopsia, il cuore di Mattheus mostrava chiari segni di danneggiamento di piccoli vasi sanguigni, del genere di quelli causati da droghe stimolanti come le anfetamine"

Per leggere l'articolo completo pubblicato dal sito Medicinenon clicca qui

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domenica, dicembre 10, 2006

LE ORIGINI DELLA PSICHIATRIA



LA VERITA' SULLO SCOPO DELLA PSICHIATRIA - SCOPRI COME QUESTA STA' INFLUENZANDO LA TUA VITA !!!

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martedì, dicembre 05, 2006

Oltre un milione e mezzo di bambini assumono ‘cocktail’ di farmaci in combinazione

Stimolanti, antidepressivi, antipsicotici e atri miscugli mortali vengono prescritti a bambini

Secondo l’articolo pubblicato sulla prima pagina del New York Times dal titolo “Le prove sui mix di farmaci per bambini scarse” circa 1,6 milioni di bambini e adolescenti, di cui 280.000 al di sotto dei 10 anni di età, ricevono due o più psicofarmaci in combinazione nel solo ultimo anno. Il dott. Thomas R. Insel, direttore dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale, dice: “Non esiste alcun solido dato scientifico che giustifichi l’uso spropositato che si fa di queste medicine sugli adolescenti, in particolare sui più giovani, per i quali i dati scientifici a disposizione sono ancora più scarsi”. Tuttavia i dati esistenti sono sufficienti a mettere in guardia i consumatori circa questi farmaci: uno studio di quest’anno, del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, riferisce che 25 decessi, di cui 19 bambini, sono collegate all’uso di farmaci contro l’ADHD (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder – Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività). Gli antipsicotici si sono resi responsabili di almeno 24 decessi.

Nel frattempo, il New York Times ha rivelato i risultati di un’analisi eseguita dalla Medco Health Solutions: “Dal 2001 al 2005 l’uso di farmaci antipsicotici su bambini e adolescenti è cresciuto del 73 percento, e tra le ragazze è più che raddoppiato”. L’articolo riferisce anche che “Gli stimolanti come il Ritalin sono di gran lunga lo psicofarmaco più prescritto ai bambini. Ma spesso i dottori accoppiano gli stimolanti con antidepressivi, antipsicotici e anticonvulsivi, sebbene alcuni di questi farmaci possano causare effetti collaterali molto gravi, ci sia scarsità di prove sui loro benefici e manchi del tutto l’evidenza su come interagiscano tra di loro ad influenzare lo sviluppo mentale e fisico”.

L’articolo infine rivela come “Lo scorso anno la Food and Drug Administration (l’autorità statunitense sui farmaci) ha richiesto ai produttori di farmaci di stampare sulle loro etichette l’avviso che gli antidepressivi possono causare istinti e comportamenti suicidi in alcuni bambini. Gli anticonvulsivi contengono etichette che mettono in guardia contro i danni a fegato, pancreas e pelle. Gli effetti collaterali degli antipsicotici possono includere rapido aumento di peso, diabete, tic irreversibili e, in pazienti anziani affetti da dementia, il decesso improvviso. Quando questi farmaci vengono usati mescolati, i rischi si combinano.” Nonostante gli oltre 20 avvisi di cautela sugli psicofarmaci pubblicati negli ultimi due anni, questi vengono prescritti a bambini senza prima eseguire alcun test oggettivo e scientifico, analisi del sangue, TAC del cervello or radiografie, che possa provare che ci sia qualcosa che non vada con la sua salute che richieda farmaci. Il complesso psico-farmaceutico continua a spingere la vendita di questi farmaci potenzialmente fatali a bambini e adolescenti, da soli o in combinazione, che fruttano alle case farmaceutiche profitti di miliardi di euro. Leggi ulteriori informazioni su www.cchr.org per saperne di più sui pericoli degli psicofarmaci prescritti ai bambini.

Articolo del CCHR tradotto in Italiano

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I farmaci contro l’ADHD possono causare la morte del bambino; i genitori non sono avvisati in maniera adeguata

Persino bambini di 7 anni che prendevano lo Strattera hanno tentato suicidio


La preoccupazione sul crescente uso di psicofarmaci su bambini e adolescenti è un fenomeno internazionale. Come fatto dall’autorità statunitense sui farmaci qualche mese fa, anche la TGA - l’autorità australiana - viene ora criticata per avere mancato di informare il pubblico sui pericoli dei farmaci contro l’ADHD (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder – Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività). Un membro del parlamento australiano, Martin Whitley, ha accusato questo istituto di avere mancato d’informare i genitori circa i pericolosi effetti collaterali dello Strattera, un farmaco contro l’ADHD che non appartiene alla categoria degli stimolanti. Secondo un articolo pubblicato oggi sul The West Australian, questa critica prende corpo in seguito a 30 rapporti negativi ricevuti su questo farmaco, tra cui uno riguardava “una ragazzina di 7 anni che ha tentato suicidio ed un altro un’adolescente di 12 anni che ha provato a strapparsi le unghie delle mani e dei piedi” Il parlamentare si è detto preoccupato della negligenza dimostrata dalla TGA nel non mettere in guardia genitori e consumatori sulla possibilità che lo Strattera causi impulsi suicidi. L’articolo rivela che “il Ministro della Salute (australiano) Jim McGinty ha dichiarato che richiederà immediatamente all’autorità di prendere forti misure su questo farmaco”.

La FDA (Food and Drug Administration – l’autorità statunitense sul farmaco) ha avvisato che lo Strattera causa impulsi suicidi e gravi danni epatici. Anche la FDA era stata aspramente criticata lo scorso agosto da membri del parlamento, esperti medici e dai media per avere tentato far passare inosservato l’ordine di cambiare etichette agli stimolanti usati contro l’ADHD, che ora sono obbligati a riferire i rischi di decesso improvviso, attacco cardiaco, ictus e psicosi. Il presidente della commissione parlamentare del Senato statunitense Charles Grassley ha dichiarato “Dottori, genitori e pazienti hanno il diritto di essere informati sui cambiamenti di etichetta ... senza essere costretti a cercare questa informazione dappertutto ... Negli Stati Uniti 3100 persone, tra cui l’ottanta percento sono bambini, vengono portati al pronto soccorso ogni anno a causa di problemi causati dai farmaci contro l’ADHD. I 25 decessi associati a questi farmaci, tra cui 19 bambini, sono stati riferiti all’FDA. Leggi qui per maggiori informazioni sugli allerta pubblicati a livello internazionale sugli psicofarmaci

Articolo del CCHR tradotto in Italiano

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sabato, dicembre 02, 2006

Psichiatria: "Un'industria di morte"


Un video con tutte le evidenze e racchiude duecento anni di storia della psichiatria e del grave impatto che ha dato nella società odierna; i trattamenti brutali che la psichiatria ha creato e che usa tutt'ora (elettroshock, psicochirurgia e psicofarmaci). C'è molto di più e non si consiglia la visione ai bambini..





Per informazioni o acquistarne una o più copie in Italiano CLICCATE QUI

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venerdì, dicembre 01, 2006

Benvenuti nel meraviglioso secolo dello screening sulla salute mentale

Il nuovo psico-inganno alla ricerca di pazienti nella scuola dietro l’angolo


In Italia sono attive strategie, in tema di salute mentale, che contengono specifiche azioni per attivare lo screening di massa dei bambini nelle scuole e l'addestramento degli insegnanti a tale scopo.

Naturalmente alla gente e persino ai politici, ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione del comportamento.
Usano parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque… Indagando si scopre che alla fine ciò che vogliono ottenere sono tre cose precise: i test di screening, diagnosi e terapia!

Ecco un esempio di cosa viene comunicato in alcuni progetti per le scuole, al fine di “creare il problema” e attivare tutto il meccanismo :
Nella scuola primaria il 10-15% degli alunni (2-3 per classe, da 50 a 75mila in tutta Italia) ha difficoltà a svolgere le normali attività (leggere, scrivere, far di conto); nella scuola secondaria inferiore tale dato sale al 20-25%, (fonte Associazione Italiana Dislessia). Circa il 5% del totale della popolazione scolastica presenta Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), definiti genericamente Dislessia.
Se individuato e affrontato in tempo un Disturbo Specifico di Apprendimento si può, se non risolvere, certamente ridurre. L'età più adatta per individuare in un bambino un disturbo specifico di apprendimento e quindi potere intervenire in modo adeguato, è attorno ai sei anni. Quanto più si tarda rispetto a tale periodo tanto più si compromette la possibilità di un esito favorevole dell'intervento.
Al contrario, se non si interviene dai primi anni della scuola, i problemi legati al DSA sono pressoché irrecuperabili, con grande danno per lo sviluppo personale del bambino, la cui diversità incompresa lo esclude sempre di più dal contesto sociale, e forte disagio della famiglia (i genitori, anche e soprattutto quelli che hanno preparazione scolastica di alto livello, se non guidati, non riescono a capire la natura del problema e le azione da intraprendere).
http://www.dislessia.org/portale/index.php?option=com_content&task=view&id=53&Itemid=44

Gli screening non sono molto diversi da quelli utilizzati in America, dove queste attività sono radicate da tempo.
Uno di questi programmi di screening utilizzato in America è il Teen Screen (vaglio degli adolescenti), che ha già causato la preoccupazione e lo sconcerto di esperti di salute, genitori e gruppi civici. Il programma fa uso di questionari invasivi e soggettivi ed è inteso a incanalare i bambini in un sistema di salute mentale all’interno del quale vengono facilmente etichettati e poi “trattati” con psicofarmaci dagli effetti collaterali devastanti, come comportamento suicida, psicosi, diabete, aggressione, attacco cardiaco e decesso improvviso.
Un devastante studio pubblicato dal Comitato di Cittadini per i Diritti Umani Internazionale rivela i fallimenti del Teen Screen e gli enormi interessi che l’hanno creato. Prendete in considerazione i seguenti fatti:

  • Joseph Glenmuller, psichiatra presso la Facoltà di Medicina di Harvard, dichiara: “quando si esaminano le domande che vengono poste e le graduatorie usate (per diagnosticare la depressione) sono di tipo assolutamente soggettivo ... I test usati per etichettare i bambini come affetti da “disturbi” per poi prescrivere loro farmaci psicotropi, sono composti da domande vaghe come “nel corso dell’ultimo anno c’é mai stata un’occasione in cui non sentivi di potere fare bene nemmeno una cosa o non ti sei sentito carino o intelligente come gli altri?”.
  • Sebbene il programma sia ufficialmente destinato alla prevenzione dei suicidi, il Gruppo di Studio Statunitense sui Servizi Preventivi, riunito per stabilire l’efficacia di programmi tipo Teen Screen, ha stabilito, nel maggio del 2004, che non c’é alcuna evidenza che lo screening dei rischi suicidi abbia ridotto i tentativi di suicidio o la mortalità.
  • Il creatore del Teen Screen, lo psichiatra David Shaffer, ha ammesso che il test può erroneamente etichettare un bambino come potenziale suicida nell’ 84% dei casi. Lo stesso inventore del programma ammette un tasso d’errore dello 84%.
  • Uno studio del 2002 da parte del Consorzio di Ricerca sui Suicidi dell’Istituto Nazionale per la Salute Mentale evidenziava che il pericolo associato allo screening consista nel fatto che “un programma di prevenzione destinato a studenti liceali ha rivelato che i partecipanti al programma prendevano maggiormente in considerazione il suicidio come soluzione dopo avere fatto il programma che prima”
  • Quando un adolescente viene identificato come “suicida”, viene inviato da un “professionista della salute mentale” senza che gli venga offerta nessun’altra scelta, nonostante svariati studi abbiano dimostrato che il “disturbo mentale” che il Teen Screen pretenderebbe di avere individuato può essere causato da una miriade di altri fattori: malattia fisica, alimentazione inadeguata, cambiamenti ormonali, difficoltà nello studio, problemi educazionali, reazioni allergiche e i classici ‘problemi dell’adolescenza’
  • Dopo che lo studente è stato inviato dal professionista che gli fa una diagnosi, la somministrazione di un farmaco che altera la mente è quasi certa.
  • Uno studio pubblicato dalla rivista Psychiatric Services ha rivelato che la prescrizione di farmaci psicotropi agli adolescenti è in aumento “... ed ha subito un’accelerazione particolarmente rapida dopo il 1999” – l’anno in cui è stato iniziato il Teen Screen
  • Tra il 2000 ed il 2003 la spesa per psicofarmaci destinati a bambini negli USA ha superato la spesa per tutte le altre categorie di farmaci pediatrici, incluso antibiotici e medicine per l’asma.
  • Nel settembre del 2004 il Comitato di Saggi della FDA (l’Agenzia Federale del Farmaco) ha stabilito che le cure antidepressive non solo fanno aumentare il rischio di suicidio nei bambini, ma non riescono nemmeno a curare la depressione.
  • Il programma Teen Screen è legato a doppio filo con l’industria farmaceutica. David Shaffer, ideatore del programma Teen Screen, Laurie Flynn, direttore di Teen Screen e l’agenzia Rabin Strategic Partners che cura le pubbliche relazioni per conto del programma Teen Screen sono alcuni dei protagonisti di questa storia che vantano significativi legami con l’industria farmaceutica.

    Assistiamo ad una fortissima spinta per la medicalizzazione dei comportamenti umani e dei bambini in particolare; non è un caso se, da qualche decennio, la psichiatria ha scoperto che il mercato dei bambini può essere un mercato interessante.

    Ogni genitore il cui figlio sia stato sottoposto a test psichiatrici o diagnosi, all'interno della scuola, senza il suo permesso o che ha subito danni in seguito a trattamento psichiatrico, può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani per esporre l'abuso.

    Per informazioni:
    Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
    Tel. 02 36510685
    Email: linea.stampa@ccdu.org
    Sito: http://www.ccdu.org/
    Sito intern. : http://www.cchr.org/

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