mercoledì, dicembre 27, 2006

Gli interessi commerciali nella Salute Mentale sempre più bersagliati

Gli interessi commerciali che stanno sotto l'industria della salute mentale sono sempre più oggetto d'indagine mentre milioni di persone sono a rischio perché non conoscono gli effetti collaterali degli psicofarmaci. L'ufficio del procuratore generale del Texas, per la seconda volta in una settimana, ha accusato i produttori di farmaci antipsicotici di fornire informazioni di sicurezza fuorvianti e praticare attività di marketing fraudolente, unendosi ad una causa legale contro Johnson&Johnson e diverse sue filiali. L'accusa è di travisare gli effetti collaterali, i rischi a lungo termine sulla salute e l'efficacia stessa del Risperdal – un farmaco antipsicotico – e di avere eccessivamente influenzato almeno un funzionario del Ministero della Salute.

Questo funzionario, il dr. Steven Shon, è stato recentemente obbligato a lasciare il suo impiego statale per via dei suoi eccessivi legami finanziari con società farmaceutiche, i cui farmaci lui promuoveva nell'ambito del cosiddetto Progetto per l'Algoritmo di Cura del Texas. Si tratta di un progetto, implementato in dozzine di stati, che obbliga i dottori a trattare i loro pazienti con i più nuovi e più costosi psicofarmaci presentati via via dall'industria farmaceutica, nonostante gli allerta emanati dall'FDA (Food and Drug Administration – l'autorità statunitense per i farmaci) si pericoli di suicidio, idee omicida, mania, psicosi, diabete, attacchi cardiaci, ictus e decesso improvviso associati all'assunzione degli stessi. Questo programma statale consente all'industria farmaceutica di rastrellare quantità enormi di denaro – oltre 190 milioni di dollari pagati dal sistema mutualistico per acquisti di Risperdal, il cui produttore ha finanziato il Progetto texano.

Un altro produttore di psicofarmaci, la Eli Lilly, è stato protagonista di una controversia a livello nazionale questa settimana, dopo la pubblicazione da parte del New York Times di una serie di articoli basati su documenti interni dell'azienda. Questi provavano come la Lilly abbia fornito travisato gli effetti collaterali del suo farmaco antipsicotico Zyprexa, che includono obesità, alta pressione e diabete, ed ne abbia in aggiunta pubblicizzato un uso che non è previsto nel bugiardino. In seguito a questa negligenza, la Lilly è stata obbligata a pagare 750 milioni di dollari di danni in cause legali promosse da 8mila persone che hanno sperimentato problemi medici, incluso il diabete, dopo avere assunto Zyprexa. Al momento, l'elenco delle azioni legali contro Lilly a causa del Zyprexa non sembra finire: il New York Times riferisce che migliaia di cause sono ancora in discussione per via di pazienti che hanno avuto alta pressione sanguinea e diabete dopo avere assunto Zyprexa. La stessa FDA, legata con l'industria farmaceutica da un doppio filo d'interesse economico, non s'impegna abbastanza nel proteggere i consumatori dai pericoli di antipsicotici e di altri psicofarmaci, che vengono prescritti basandosi su diagnosi che non sono comprovate da alcun test scientifico oggettivo, tipo analisi del sangue e TAC. Per maggiori informazioni leggi il Report on the Escalating International Warnings on Psychiatric Drugso visita il sito www.cchr.org

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