domenica, gennaio 28, 2007

DA CCDU.ORG IL CALENDARIO PROSSIMI EVENTI:

I BAMBINI SONO IL NOSTRO FUTURO
Impariamo a difenderli dalle trappole della società moderna


Giovedì 1 febbraio 2007, ore 20.30

Sala Consigliare del Comune di Castelmassa (RO),
Piazza Vittorio Veneto 1



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TAVOLA ROTONDA
Critica alla metodologia della ricerca psichiatrica
e diritti umani: aspetti giuridici e sociali



Giovedì 8 febbraio 2007, ore 8,45 - 14,00

Fondazione Teatro Nuovo Torino
Corso Massimo d'Azeglio 17


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Mostra:
PSICHIATRIA UN VIAGGIO SENZA RITORNO
Storia degli errori ed orrori psichiatrici



Torino 1 - 14 febbraio 2007

Corso Massimo d'Azeglio 17

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venerdì, gennaio 26, 2007

EPILOGO DELLA CAMPAGNA DI MARKETING PSICHIATRICA: IL RITALIN NELLE FARMACIE ITALIANE.

Nella giornata di ieri il direttore dell’AIFA, Nello Martini, ha annunciato che la casa produttrice del Ritalin ha terminato le procedure di registrazione e l’Agenzia Italiana del Farmaco si è impegnata a pronunciarsi in merito entro la fine di febbraio.

Tutti i bambini sottoposti a terapia farmacologica per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), saranno iscritti nel Registro Nazionale che dovrebbe garantire che i minori siano trattati in appositi centri regionali che sono stati già individuati e selezionati. Di questi centri autorizzati, dovrebbe essercene uno a Regione ma chissà come nella sola Regione Veneto ve ne sono addirittura 13 (http://www.aifa.it/veneto.htm).

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani da tempo sta lanciando l'allarme e sta cercando di fare breccia sul cliché così diffuso che "in Italia queste cose non possano mai accadere". Intanto 30.000 bambini sono già in cura psicofarmacologica (Ist. Mario Negri di Milano) e questionari epidemiologici sono stati distribuiti e compilati nelle scuole italiane (es. Progetto Prisma) ed altre iniziative similari continuano tutt'oggi.

Il Ritalin, è un'amfetamina, i suoi effetti possono essere paragonati a quelli della cocaina, nonostante ciò viene somministrata a bambini, nell'illusione di correggere problemi comportamentali.

Riteniamo che non sia sufficiente la soluzione di utilizzare un registro di controllo per monitorare l'utilizzo di psicofarmaci per l'ADHD nei bambini. Si tratta di una diagnosi che risulta a tutt'oggi oscura e si basa unicamente su questionari cui basta rispondere con un certo numero di risposte affermative perché il bambino sia etichettato.

Il nostro sistema di salute mentale ha il dovere di escludere ogni possibilità di abuso, frode o morte che possano derivare dai trattamenti psichiatrici o dall'uso di potenti psicofarmaci sui bambini. Dovrebbe invece promuove la ricerca di vere soluzioni, che peraltro esistono, e proteggere il diritto inalienabile di essere educati senza l'uso di psicofarmaci.

Se tuo figlio è stato sottoposto a questionari psicologici o psichiatrici, test, valutazioni o
programmi psicologici senza il tuo consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni in
seguito a diagnosi e/o trattamenti psichiatrici contatta il:

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 0236510685
Email: linea.stampa@ccdu.org
sito: www.ccdu.org - www.cchr.org

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sabato, gennaio 20, 2007

APPELLO PER I DIRITTI DEI BAMBINI CONTRO LE ETICHETTE PSICHIATRICHE ED ABUSO DI PSICOFARMACI

venerdì, gennaio 19, 2007

Danneggiare le persone vulnerabili

La denuncia pubblica di un marito disperato per la morte della moglie, causata da una diagnosi di depressione mentre invece aveva un tumore, è soltanto la punta dell'iceberg di malasanità nel campo della salute mentale .

"La credevano pazza - spiega il marito -, e l'hanno trattata da pazza, mentre il male la divorava, senza ascoltare me e mia figlia che più volte, invano, abbiamo chiesto le fosse fatta una Tac" (Il Gazzettino 5/1/07).

Giornalmente migliaia di persone vengono trattate come malate senza alcun esame clinico e vengono loro somministrati potenti psicofarmaci dai quali difficilmente possono staccarsi. Non solo vengono così mascherati chimicamente i reali problemi di una persona sia spirituali che fisici, ma gli effetti collaterali sono così potenti che creano ulteriori disagi fisici per non parlare di sconvolgimenti psichici che spesso portano a violenza e follia che invece dovrebbero curare.

La testimonianza di quest'uomo deve essere un monito per tutti coloro che cercano aiuto, affinché si informino attentamente su quali sono i propri diritti e quali le conseguenze dei trattamenti psichiatrici, perché una volta che si è intrapresa questa strada è difficile uscirne.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà ad indagare e denunciare le violazioni dei Diritti Umani da parte della psichiatria, cooperando con altri gruppi e individui che condividono lo stesso fine che è quello di portare ordine nel campo della salute mentale, sino a che le pratiche abusive e coercitive della psichiatria non cesseranno e i Diritti Umani e la dignità saranno ripristinati per tutti.
Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Tel. 0236510685
Email: linea.stampa@ccdu.org
Sito: www.ccdu.org

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Psichiatria. Scoppia la bomba. Taranto caso choc. Le denunce del CCDU trovano ascolto

Pubblicato il 11 gennaio 2007 da www.nopsych.it

Elettrochoc, videosorveglianza, porte chiuse a chiave, pazienti legati, psicofarmaci a 'go go' e, addirittura, violenze fisiche come pugni e calci. Non e' un film dell'orrore, ma una scena di vita ordinaria nella ''maggioranza'' dei Servizi psichiatrici pubblici di diagnosi e cura all'interno degli ospedali italiani.

E' la denuncia, tanto forte da risultare quasi incredibile, che viene dall'Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (Unasam).

Martedì scorso, dinanzi ai ministri della Salute e della Famiglia, Livia Turco e Rosy Bindi, i rappresentanti delle oltre 150 associazioni che compongono l'Unione, riuniti per un incontro al Campidoglio, hanno lanciato accuse precise, 'scoperchiando' una realtà ''sotto gli occhi di tutti, ma che tutti fingono di non vedere''. Ed hanno fatto una richiesta: ''Umanizzare i luoghi di cura, a partire dagli attuali ospedali-lager''.

Un vero e proprio atto di accusa quello della presidente Unasam, Gisella Trincas: ''Le violenze verso i malati sono il pane giornaliero in oltre il 50% delle strutture pubbliche e in moltissime cliniche private. Siamo allarmati perchè le nostre associazioni sul territorio ci segnalano che perdurano pratiche coercitive che violano i diritti umani, proprio a partire dagli ospedali''. Accuse che l'Unasam documenta con fotografie e denunce alla mano, portando sotto i riflettori un caso emblematico, quello dell'ospedale di Taranto: ''Possiamo dimostrare - ha detto Trincas - che i pazienti vengono legati, alle mani e ai piedi, e bloccati all'altezza del tronco e del collo''.

Ma c'e' di piu': ''Una famiglia ha sporto denuncia perchè il figlio schizofrenico e' stato preso ripetutamente a pugni e calci da un infermiere. Questi - ha raccontato il rappresentante regionale Unasam - e' stato condannato e alla famiglia sono stati risarciti i danni. Ma, nonostante tutto, ancora oggi l'infermiere continua a lavorare nello stesso reparto. La famiglia ha dovuto spostare il proprio figlio ed ha inviato una lettera alle istituzioni per chiedere di essere 'protetta e garantita'''. Nello stesso periodo, denuncia sempre l'Unasam, ''nel reparto si sono verificate quattro morti apparentemente inspiegabili''. Situazioni che hanno dell'inverosimile.

E le denunce non finiscono qui: ''Il trattamento sanitario obbligatorio ad esempio - ha rilevato Trincas - e' spesso utilizzato in modo 'esteso' per far fronte alle carenze dei servizi sul territorio, con abusi come l'utilizzo di moduli già firmati dai sindaci e fotocopiati''.

E cosa dire delle pensioni di invalidità civile al 100% per patologie psichiatriche?
''Sono ferme - ricordano dall'Unasam - a quota 250 euro al mese; troppo poco anche per pagarsi una stanza in affitto''. Denunce, ma anche un richiamo: ''Ricordiamo che tra gli impegni assunti da Prodi nel programma politico di governo - ha detto Trincas - vi sono anche la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, e chiediamo un primo segnale di impegno concreto con la chiusura del reparto femminile di Castiglione delle Stiviere, l'eliminazione della contenzione fisica e farmacologica e l'abolizione dell'elettroshock. Si tratta quindi - ha commentato - di recuperare i gravi ritardi dei governi precedenti e delle Regioni''.

Ma l'Unasam, al governo chiede anche un altro segnale ''concreto'': l'avvio di un'indagine conoscitiva su tutto il territorio nazionale per ''eliminare tutte quelle situazioni di illegalita'' e abuso che lucrano sulla sofferenza e le difficolta' delle famiglie''. Infine, al ministro Turco, un 'invito' che e' anche un 'ultimatum': ''Entro sei mesi le prime azioni concrete, come segno di un impegno vero''.
Fonte: Ansa/Federfarma
Titolo ripreso da www.italiatv.it

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Ritirato farmaco per i bimbi

di: Massimo Bertolucci da www.ecplanet.com

La casa farmaceutica statunitense Abbott Laboratories ha messo al bando il Cylert, un farmaco che stimola il sistema nervoso centrale. Si tratta di un farmaco destinato a correggere nei bambini la “Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione”. Il Cylert è stato dichiarato farmaco epatotossico.

Anche questo farmaco, come del resto quasi tutti i farmaci, è stato testato sugli animali e quindi assolutamente insicuro. La sperimentazione ha dato dei risultati estremamente negativi e anche la Food and Drug Administration, l'ente controllore dei medicamenti, ha ricevuto 163 segnalazioni per reazioni molto negative, come insufficienza epatica acuta, da parte di pazienti in somministrazione a normale dosaggio terapeutico. Tredici di questi pazienti sono deceduti o hanno dovuto sottoporsi coattivamente a trapianto di fegato.

L'epatotossicità del Cylert è stata dichiarata dopo aver appurato che il rischio dì insufficienza epatica tra i pazienti sottoposti a terapia era da un minimo di quattro ad un massimo di 17 volte superiore rispetto a quello della popolazione generale. Il Cylert fu ritirato in passato in Gran Bretagna e in Canada per la sua pericolosità

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