domenica, febbraio 25, 2007

NUOVO ALLERTA SUGLI EFFETTI FATALI DEI FARMACI PER ADHD: L’ASSOCIAZIONE PSICHIATRICA AMERICANA HA DI NUOVO TORTO

Dopo che per decenni gli psichiatri ci hanno rassicurato sulla sicurezza ed efficacia degli stimolanti usati per l’ADHD, l’agenzia americana del farmaco (FDA – Food and Drug Administration) ha annunciato il 21 febbraio che i produttori di farmaci per ADHD devono allertare il pubblico sui seri problemi psichiatrici e cardiovascolari che questi farmaci possono causare, incluso mania, attacco cardiaco, ictus e morte improvvisa. Considerando che negli Stati Uniti i farmaci per ADHD hanno creato profitti per 3 miliardi di dollari nel solo 2005, non meraviglia che l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) continua a criticare chiunque osi denunciare i rischi legati al loro uso ed a travisare la loro sicurezza ed efficacia:
- L’APA ha ripetutamente detto che i farmaci per ADHD sono “sicuri ed efficaci” e causano “effetti secondari minimi” – una posizione dichiarata sul loro sito web.
- Il presidente dell’APA Steven Sharfstein ha dichiarato che le preoccupazioni espresse dal cardiologo Dott. Steven Nissen e dal professore di scienze mediche Curt Furberg circa gli effetti a livello cardiovascolari dei farmaci per ADHD non sono “sostenuti da evidenze certe”.
- David Fassler, psichiatra infantile e amministratore dell’APA ha dichiarato che i farmaci per ADHD sono “sicuri e ben tollerati”.

In maniera simile, l’APA ha sostenuto gli antidepressivi, cha hanno fruttato oltre 12 miliardi di dollari nel solo 2005, come sicuri ed efficaci, nonostante la FDA abbia ormai stabilito un legame certo, negli adolescenti, tra uso di antidepressivi e suicidio. In barba a quanto sostenuto dall’FDA, David Fassler dell’APA dichiara che “gli antidepressivi di tipo SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina) sono generalmente ben tollerati da bambini e adolescenti ... e non esiste evidenza scientifica sull’ipotesi che questi farmaci causino un aumento del rischio di suicidio”. L’ex presidente dell’APA Rudrigo Munoz sostiene che “... ci siano pochissime prove a supporto di una relazione causale tra l’uso di antidepressivi ed un comportamento distruttivo”. Il CCDU – Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – un gruppo di denuncia degli abusi psichiatrici, ha pubblicato un nuovo documento (http://cchr.org/index.cfm/22/19521) che mostra come gli psichiatri tentarono di diffondere dati nel tentativo di collegare le cautele espresse dall’FDA (cosiddetti “black box warning” perché obbligano le aziende farmaceutiche produttrici a stampare sulle scatole di farmaci degli avvisi simili a quelli che da noi si usano per le sigarette) ad un aumento del tasso di suicidi – un’accusa che si dimostra priva di fondamento e falsa. Questo documento dimostra come gli psichiatri che sostenevano queste tesi, avessero dei legami finanziari significativi con i produttori di antidepressivi.

Nonostante l’aumento di allerta a livello internazionale sulla pericolosità legata all’uso di psicofarmaci, questi vengono prescritti a bambini senza che prima venga eseguito alcun test medico oggettivo e scientifico (tipo esame del sangue, TAC o radiografia) che dimostri il bisogno di tali “cure”.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685

Email: linea.stampa@ccdu.org
siti: www.ccdu.org - www.cchr.org

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ANTIDEPRESSIVI AD ALTO RISCHIO, LE AGENZIE DEL FARMACO CONFERMANO: POSSONO PORTARE AL SUICIDIO

Non ha tregua il dibattito sui legami tra antidepressivi e suicidio. A poche settimane dall'annuncio della pillola Pristiq, la questione si riaccende. Il nuovo psicofarmaco della Wyeth Pharmaceuticals, infatti, sembra essere correlato al rischio di suicidio.
I warnings sulle confezioni di psicofarmaci sono aumentati drasticamente negli ultimi anni. Le prime etichette nere, o Black-box, riguardo il possibile peggioramento dell'ideazione suicidaria, sono apparse sui più comuni antidepressivi già nel marzo 2004 (Prozac e Zoloft). Nel febbraio 2005, l'FDA ha esteso gli avvertimenti a tutti gli antidepressivi, dopo che studi monitorati col placebo hanno dimostrato un'incidenza raddoppiata del rischio di suicidio. Lo scorso dicembre il comitato consultivo dell'FDA ha infine raccomandato ulteriori avvertimenti sui pericoli, non solo in età pediatrica, ma anche tra i 18 e i 24 anni.
Indicazioni simili sono state proposte in Giappone, Australia e Canada, e non è da meno l'Europa. Nell'aprile del 2005 l'EMEA è giunta alle stesse identiche conclusioni, raccomandando di riportare sui foglietti illustrativi rischi di suicidio e aggressività. Tra i principi attivi imputati e commercializzati in Italia, ricordiamo: citalopram, duloxetina, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, mianserina, mirtazapina, paroxetina, reboxetina, sertralina e venlafaxina.
Sui legami tra tendenze suicide e antidepressivi non ci sono più dubbi, quindi. Non solo sono confermati dalle principali agenzie del farmaco del mondo, ma ci sono centinaia di studi clinici che ne confermano l'esistenza.
Il Comitato dell'FDA ha recentemente preso in esame ben 372 studi, in cui popolazione coinvolta raggiungeva quasi 100.000 pazienti. Da ogni angolo del globo i dati sono continuamente confermati; secondo un recente studio svolto in Finlandia dall'Università di Kuopio su 15390 pazienti, il rischio maggiore sembra essere associato alla Venlafaxina (Efexor/Effexor).
Nonostante la consistente mole di studi e di avvertimenti gli antidepressivi continuano ad essere prescritti non solo alla popolazione adulta, ma anche ai bambini, basandosi spesso su semplici test soggettivi, mentre il famigerato Ritalin sta ormai bussando alle porte.

Davis Fiore

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lunedì, febbraio 12, 2007

Piemonte: progetto legge regionale contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai bambini

Il Presidente del Consiglio della Regione Piemonte Avv. Davide Gariglio e il Consigliere Regionale Gianluca Vignale sono i presentatori e firmatari del progetto di legge regionale "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti"

Il dott. Roberto Cestari Presidente Nazionale del CCDU, ha dichiarato "Dalla ricerca scientifica emergono opinioni sensibilmente contrastanti sulla validità dei "disturbi" infantili relativi al comportamento e all'apprendimento come - ma non solo - il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD). A causa di tali diagnosi psichiatriche, milioni di bambini in tutto il mondo vengono "trattati" con psicofarmaci dai pericolosi effetti, con una dubbia, e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica, come testimoniato dai numerosi casi di morte o invalidità che sono sfociate in 39 provvedimenti di legge restrittivi in 25 stati americani e 2 leggi federali restrittive in materia.26 di questi provvedimenti sono stati deliberati solo nel 2003. Ben venga, quindi, l'iniziativa del Consiglio della Regione Piemonte. Di particolare gravità, infine, è l'intrusione della psichiatria nelle scuole italiane tramite la somministrazione di questionari psicopatologici. Mentre gli USA sono in controtendenza e stanno facendo marcia indietro, pare che in Italia vi siano persone desiderosei di importare modelli che trasformano le nostre scuole da luoghi di insegnamento a cliniche psichiatriche" conclude Cestari.

Aggiunge Vignale: "La società italiana è incentrata sul valore dell'unità familiare e quindi sull'importanza dell'educazione ai bambini, riteniamo perciò opportuno che la Regione Piemonte, già sensibile al tema della tutela dei Diritti Umani, intraprenda quanto in suo potere per tutelare il corretto approccio terapeutico sui bambini e adolescenti, nell'interesse dell'infanzia."

La presentazione del progetto di legge regionale è avvenuta a Torino Giovedì 1 febbraio alle 11.30 contestualmente all'inaugurazione presso il Teatro Nuovo di Corso Massimo d'Azeglio n.17 della mostra storico-informativa intitolata: Un Viaggio senza ritorno, storia degli errori e orrori psichiatrici Il materiale esposto è costituito da pannelli sinottici con documentazioni video e audio inedite sulle atrocità commesse nell'ambito della psichiatria istituzionale dagli albori ai giorni nostri, mettendo così in luce gli "orrori ed errori" della pratica psichiatrica, e ponendoli a confronto con la tutela ed il rispetto dei diritti e della dignità dell'essere umano.

Per informazioni:
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
V.le Monza 1 - 20125 Milano
Tel 02 3651.0685
Email: linea.stampa@ccdu.org

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domenica, febbraio 04, 2007

ANFETAMINE AI BAMBINI: STUPEFACENTE, VERO?

Il Ritalin sta per arrivare nelle farmacie italiane e molti genitori si stanno già preoccupando. Il principio attivo, infatti, il metilfenidato, è un'anfetamina e nell'aprile del 2006 è stato inserito dal Ministero della Salute e della Giustizia nelle tabelle 1 e 2 delle sostanze stupefacenti, assieme alla cocaina, la mescalina, il metadone, la morfina, l'oppio e l'eroina.

Come si può dare una sostanza stimolante, dagli effetti simili a quelli delle droghe pesanti, a un bambino?

In base alle norme vigenti (legge Fini-Giovanardi) possedere più di 180 mg. di Metilfenidato è reato punibile con la reclusione e sanzioni pesanti. Vogliamo ripetere quello che sta accadendo in molte scuole americane, dove le pastiglie sono frantumate dai ragazzi e aspirate col naso?

Sembra di sì, dato che il “farmaco” è appena stato registrato presso l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che però si pronuncerà in via definitiva soltanto alla fine di febbraio.
Intanto aspettiamo. Ignari di quello che sta per accadere, verso una campagna farmacologica che si preannuncia di dimensioni enormi. Si tratta di un pubblico potenziale di 800 mila bambini! Sono i cosìdetti bambini iperattivi (ADHD), quelli un po' più vivaci, per intenderci (di certo non malati).

Ma è già tutto pronto, ed hanno pensato proprio a tutto! Persino a un registro nazionale, dove saranno inseriti tutti i dati dei bambini sotto trattamento. In ogni momento si potrà sapere chi e quanti sono in “cura”. Una vera e propria schedatura!
Per non parlare degli effetti collaterali dello psicofarmaco. Per citarne alcuni: tachicardia, ipertensione, perdita dell'appetito, visione confusa, midriasi, nausea, vomito, dolore addominale, contrazioni muscolari, insonnia, confusione, cefalea, nervosismo, euforia, aumento della frequenza respiratoria etc. etc.

Secondo uno studio dell'Università del Texas del 2005 si aggiungerebbe un rischio di cancerosità; sono inoltre noti i casi di morte improvvisa.

Come tutte le droghe, infine, il Ritalin provoca assuefazione e dipendenza.

Davis Fiore

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