venerdì, giugno 08, 2007

TERRORISMO E GUERRA PSICOLOGICA: DA TAVISTOCK ALLO SCUDO SPAZIALE

L'attenta analisi di fatti e avvenimenti rivela che, in un gran numero di casi, assassini, terroristi e guerrafondai hanno una sola cosa in comune: hanno ricevuto trattamenti psichiatrici o sono stati indottrinati con metodi di controllo psicologico o psichiatrico. Il caso di Hitler è esemplare, ma non unico, aveva ricevuto sedute d’ipnosi ed era stato portato a credere la Germania avesse bisogno di lui per una resurrezione generale; assumeva regolarmente Ekodal e Pervitin, due potenti psicofarmaci. Anche Slobovan Milosovic aveva ricevuto trattamenti mentali, dallo stesso Radovan Karadzic, prima della pulizia etnica.

Razzismo e violenza sono state favorite, potenziate e amplificate dalla diffusione di droghe psicotrope e concetti fuorvianti. Wundt credeva che l'uomo fosse un animale, mentre Pavlov pensava di poterlo controllare secondo le leggi di stimolo-risposta, alla stregua dei cani che addestrava con scariche elettriche.

Questa ideologia è alla base delle tecniche di lavaggio del cervello dell'ex URSS e della Cina, ed è vicina alla visione distopica di un'umanità psicoprogrammata e orwelliana, drogata dagli psicofarmaci e dalla televisione, ed è vicina anche al sanguinario delirio dei kamikaze che si fanno saltare in aria. Persone “fabbricate”, come vedremo in seguito.

Da sempre, controllo politico e militare hanno un utile alleato nella psichiatria. Nell'ex Unione Sovietica i dissidenti erano etichettati e internati con la forza. Questo è ancora oggi il modus operandi di molti regimi dittatoriali, e questo è il caso di Wang Wanxing in Cina, un attivista dei diritti umani rinchiuso per 13 anni in un istituto psichiatrico, senza che soffrisse di alcuna malattia mentale.

L’uomo deve essere punito, controllato o addestrato e l’orrore di tutto questo è che non si tratta di concetti confinati a torri d’avorio, giunge a noi attraverso i libri di scuola, la televisione, il lavoro; parte dall'alto e ci influenza, arriva ai consigli d'amministrazione, alle università più prestigiose.

Forse pochi hanno sentito parlare dell'Istituto Tavistock di Londra, fondato nel 1920 e diretto a suo tempo da un generale di brigata, un certo John Rawlings. Psichiatra anche lui. Una faccenda che ha dell’inverosimile, perché... cosa ci fanno gli ufficiali delle forze britanniche in un istituto di ricerca psichiatrica? Un binomio di certo inconsueto, per un'organizzazione che tra i suoi clienti annovera il governo britannico, servizi segreti come la CIA, università prestigiose e multinazionali. (tavinstitute.org) Gli stessi artefici della pulizia etnica nei Balcani, di cui parlavo poc’anzi, Jovan Rascovich e Radovan Karadviz, sono stati addestrati con le tecniche di Tavistock.

In questo istituto sono state sviluppate tecniche di lavaggio del cervello e si fa largo uso di droghe. Kurt Lewin, ex-direttore del Tavistock, fondò la Clinica di Psicologia di Harvard, che diede forte impulso alla campagna per orientare i cittadini americani all'entrata in guerra degli Stati Uniti, nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il libro "Controllo della mente, controllo del mondo" di Jim Keith è una fedele esposizione del pensiero Lewiniano: "creando un caos controllato, la popolazione può essere portata al punto da volersi sottomettere spontaneamente ad un controllo maggiore".

Queste righe furono scritte anni prima dell'11 settembre, ma sembrano predire con accurata precisione quello che è accaduto subito dopo. Nell'ottobre del 2001, infatti, venne firmato il Patriotic Act e ora lo scudo spaziale di Regan sta diventando realtà.

La guerra psicologica rientra tra gli obiettivi del Tavistock, tant'è che venne fondato proprio per studiare gli effetti della Prima Guerra Mondiale sui soldati. Il Generale Rees, arruolato al Tavistock, nonché fondatore della Federazione Mondiale Della Salute Mentale, la considerava un utile strumento per il controllo sociale, da attuarsi con speciali "truppe" psichiatriche. Forse quelle stesse "truppe" che troviamo nella striscia di Gaza, al "Gaza Community Mental Health Program" (GCMHP), creato proprio dal Tavistock. Il centro dovrebbe occuparsi delle persone traumatizzate nell'Intifada dai militari israeliani, in particolare a seguito delle torture. Ma secondo Brewda, un giornalista americano, il vero scopo è di selezionare i migliori candidati per operazioni terroristiche. Un lavoro da "talent scout" che "devono valutare i giovani potenziali terroristi in base ai loro fattori di rischio di violenza", così descrive l’operazione Jerrold Post, fondatore del Bollettino di Politica Psicologica Internazionale, una rivista americana.

Studi di "profiling psicologica" del nemico, riutilizzati per scopi militari e di guerra psicologica, sono pure quelli della Società per l'Igiene Mentale a Gerusalemme e dell'Istituto di Igiene Mentale nella città di Al Cairo, e prendono sempre origine dal Tavistock.

L'impiego di simili tecniche per scopi militari ha sempre favorito l’instaurazione di sistemi totalitari ed ha dato impulso a programmi terroristici. L'ex Unione Sovietica tra il 1968 e il 1975 addestrò 2500 terroristi e guerriglieri presso gli istituti Lenin e Patrice Lumumba; all'epoca della Guerra Fredda i guardiani dei Gulag erano spesso psichiatri.

Nella Seconda Guerra Mondiale i piloti kamikaze giapponesi che attaccarono le navi alleate suicidandosi erano sotto l'effetto di anfetamine. Mentre in Medio Oriente abbiamo la prima escalation di bomber suicidi nel 1980, con l’uso di stimolanti. Oggi il fenomeno si è ulteriormente esteso, e non dimentichiamo che Ayman Al-Zawahiri, il braccio destro di Bin Laden, membro di spicco di Al Qaeda, è uno psichiatra. Ali A. Mohamed, invece, il militare che nel ’98 addestrò i terroristi di Bin Laden, facendo saltare in aria l’ambasciata americana in Africa, ha una laurea in psicologia, conseguita all'Università di Alessandria.

Impossibile negare che la psichiatria sia connessa alle più traumatiche vicende dell'ultimo secolo. Non dimentichiamo che le idee razziali spesso traggono origine da qui, e l’eugenetica era già argomento di discussione in ambito psichiatrico ben prima dell’avvento del nazismo. Senza Rudin forse la Seconda Guerra Mondiale si sarebbe risolta in altro modo e sarebbe iniziata con presupposti diversi, e senza Thoedore Morrel forse Hitler non sarebbe stato il mostro che noi tutti conosciamo. Ma questa è un'altra storia.

Davis Fiore

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