mercoledì, luglio 25, 2007

Psichiatria e droga legalizzata

È una signora di 50 anni l'ennesima vittima dell'intervento psichiatrico. P.M. racconta come la sua esistenza sia stata rovinata dopo aver ricevuto trattamenti psichiatrici e aver speso inutilmente milioni in psicoterapia. A causa di uno stato di ansia si rivolge a uno psichiatra che comincia a prescriverle psicofarmaci, e da sedici anni a questa parte lei è costretta ad assumere differenti psicofarmaci, antidepressivi e neurolettici, variati a seconda del medico che la vedeva o delle reazioni che avvertiva, con pesanti effetti collaterali come: il non sentire più emozioni, pensieri, ingrassata, dermatosi, sensazione di non avere più la testa, perso completamente la vitalità, l'energia, annullamento della personalità. Per non parlare di effetti ben più gravi come discinesia, con irrigidimenti facciali, del corpo, fuoriuscita della lingua, regressione psicologica.

È risaputo, persino dagli stessi consumatori, che la droga sia un fatto negativo. Ma il consumo è in costante aumento e alla luce del sole, pubblicizzato da insospettabili professionisti, un vero e proprio mercato di droga legale, camuffato tramite un uso improprio della terminologia medica, per cui una persona pensa d'essere malata e curata, mentre in realtà sta assumendo sostanze che alterano la mente, che danno gravi effetti collaterali e assuefazione.

Lo psichiatra Joseph Glenmullen di Harvard, afferma che, "Vista l'assenza di malattie verificabili, la psicofarmacologia non ha esitato a costruire modelli di malattia per le diagnosi psichiatriche. Questi modelli sono solo congetture su quella che potrebbe essere la fisiologia corrispondente, per esempio uno squilibrio della serotonina."

Problemi legati al vivere che una volta si risolvevano tramite la religione, la cultura, gli interventi sociali, o il sostegno familiare e di amici, o al peggio tramite l'alcool, sono considerati "malattie" e vengono trattati con sostanze chimiche simili alle droghe.

Non parliamo poi quando sono coinvolti i bambini, con trattamenti così invasivi, visto che sono stati approvati psicofarmaci anche per loro. E' di questi giorni un articolo pubblicato sul giornale 'The Orlando Sentinel' dal titolo : "Nuovo allarme sul Ritalin". Si tratta della revisione che sta venendo fatta dalla FDA sulle etichette degli stimolanti per avvisare che le pillole possono causare sintomi psicotici, persino con un dosaggio normale. Secondo i resoconti gli effetti collaterali compaiono nel 5 percento dei bambini, e molto di loro si lamentano di infestazioni di cimici o vermi. Vedono o addirittura sentono le creature sotto la propria pelle (http://www.orlandosentinel.com/.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà ad indagare e denunciare le violazioni dei Diritti Umani da parte della psichiatria, cooperando con altri gruppi e individui che condividono lo stesso fine: portare ordine nel campo della salute mentale, sino a che le pratiche abusive e coercitive della psichiatria non cesseranno e i Diritti Umani e la dignità saranno ripristinati per tutti.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.

Tel. 0236510685
Email: linea.stampa@ccdu.org
Sito: http://www.ccdu.org/

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lunedì, luglio 16, 2007

הפגנה 07.11.06 CCHR ישראל

CCHR JAPAN

CCHR KENIA

SOTTRAZIONE DI BAMBINI ALLE LORO FAMIGLIE

QUESTA LETTERA E' UNA TESTIMONIANZA, TRA LE TANTE, DI PERSONE CHE HANNO SUBITO E STANNO SUBENDO ABUSI DA PARTE DELLA PSICHIATRIA.
E' tratta dal sito www.ccdu.org


Milano, 22 Gennaio 2005

Uno dei miei figli, Marco, aveva un problema alla lingua, il filetto legato. I medici a cui ci rivolgemmo ci dissero di dargli dei farmaci, degli psicofarmaci. Noi rifiutammo, eravamo contrari a quel tipo di cura. Dato che si trattava della salute di un bambino, di nostro figlio, avevamo deciso di non rischiare con quel tipo di sostanze, volevamo cercare un'altra soluzione.
Purtroppo sottovalutammo il potere e la malvagità di alcune persone. Dopo pochi giorni successe un qualcosa di assolutamente inaspettato e spaventoso.

La preside della scuola materna di via Cima ci denunciò, sostenendo che non ci stavamo prendendo cura di nostro figlio. Lo trovammo assurdo, ma ancora non ci stavamo rendendo conto a che cosa stavamo andando incontro.

Noi vogliamo molto bene a nostro figlio e cercammo di farlo capire a chi ci denunciò. Per quattro mesi li facemmo fare logopedia con la dott.sa De Filippi, cercando di aiutarlo, ma questo, per le autorità, non bastò.

Il giudice Glorra firmò la sentenza; i nostri figli erano in pericolo, e andavano tolti ai loro genitori.
Eravamo scioccati, ogni giorno avevamo il terrore che ci portassero via i nostri bambini, terrore che si tramutò in realtà il 7 luglio 2004. Due carabinieri, insieme a 4 assistenti sociali, arrivarono a casa nostra e ci portarono via i figli. Una scena che non scorderò mai, io lì, impotente di fronte ai miei bimbi che mi guardano e si aspettano una mia reazione, una mia mossa che li possa mettere in salvo, ed io invece lì, fermo, obbligato a guardare i miei figli tra le braccia di sconosciuti, allontanarsi dalla loro casa, dai loro genitori, in lacrime. Non avevo mai visto tanto terrore negli occhi di qualcuno. Come si può fare questo ad un bambino?

Ora si trovano rinchiusi in via dei Missaglia a Milano e possiamo vederli un'ora al mese. Un'ora al mese. Tutto questo perché ci rifiutammo di dare degli psicofarmaci ai nostri bambini.

D.D.

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sabato, luglio 14, 2007

Santa Cruz, California—The Rio Theatre presents "Psychiatry: An Industry of Death" 14 giugno 2007

Lo storico teatro ha presentato il video : psichiatria, un'industria di morte


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Yoyogi Park, Tokyo, Japan

Raccolta di firme per la petizione fatta per proteggere i bambini dall'etichettatura e dagli psicofarmaci da parte della psichiatria


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Edinburgh, Scotland — Royal College of Psychiatry 19 giugno 2007

Wurzburg, Germany, 5 giugno 2007

Corteo di protesta verso il primo congresso internazionale sull'ADHD


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giovedì, luglio 12, 2007

I RICHIAMI ALL’ASSOCIAZIONE PSICHIATRICA AMERICANA PER LEGAMI CON L’INDUSTRIA DEL FARMACO CRESCONO DEL 300% IN TRE ANNI

Aumentano le prove: gli interessi di parte vengono prima della salute del paziente

In soli tre anni il numero di conferenzieri del Congresso dell’Associazione Psichiatrica Americana che sono stati richiamati per avere ricevuto fondi illeciti dall’industria farmaceutica, è aumentato di circa il 300% - da quattro pagine nel programma del congresso APA del 2004 a 16 pagine in quello del 2007.

L’introduzione nel 2004 di nuove normative per l’accreditamento ECM (Educazione Continua in Medicina) dei congressi è all’origine di quest’aumento. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), un gruppo che denuncia gli abusi psichiatrici, sostiene che i conflitti d’interesse dell’APA stanno venendo a galla mentre aumenta la domanda di trasparenza sui pagamenti ed i regali che l’industria farmaceutica fa ai dottori. Il Washington Post scrive che il numero di richiami nel programma del congresso “riflette l’entità dei finanziamenti da parte dell’industria … alcuni dei conferenzieri erano sponsorizzati da almeno una decina di ditte”.

Persino il New York Times il 27 giugno ha scritto: “Da quando le Amministrazioni richiedono che le società farmaceutiche rendano pubblici i loro pagamenti ai dottori in cambio di conferenze ed altri servizi, è emerso il fatto che: gli psichiatri prendono più soldi dall’industria farmaceutica di qualsiasi altro medico specialista. L'influenza che questi soldi possono avere su chi opera nella psichiatria e in altre branche della medicina sta divenendo uno degli aspetti più controversi della sanità. Per esempio: con l’aumentare dei fondi donati agli psichiatri da parte dell’industria farmaceutica, sono aumentate le prescrizioni di una nuova classe di medicine molto forti (note come antipsicotici atipici) ai bambini, per i quali questi farmaci sono particolarmente pericolosi e per la maggior parte non approvati.”

Il CCDU riferisce che alcuni psichiatri molto eminenti, come il Dott. Steven Sharfstein, ex presidente dell’APA, hanno denunciato la corruzione della loro professione. Nel 2006 Sharfstein ammise: “Ci siamo lasciati corrompere in questa piazza di mercato dal pagamento di generose consulenze da parte dell’industria, dai gruppi di pressione, dai consigli d’amministrazione e dai regali che ci venivano portati dagli informatori del farmaco".

Nel maggio del 2007 Daniel J. Carlat, professore associato di psichiatria alla Tufts University aggiunse “Il nostro settore è sempre più ostaggio dell’industria farmaceutica: questo include le diagnosi, le linee guida per la cura ed i congressi nazionali.”

Il CCDU sostiene che gli interessi economici della psichiatria sono all’origine del vertiginoso aumento di prescrizioni di pericolosi psicofarmaci al pubblico, specialmente ai bambini – un mercato in forte crescita – nonostante gli avvertimenti emanati da numerose autorità del farmaco sui rischi insiti di molti psicofarmaci, come gli antidepressivi e le anfetamine: idee suicide, manie, psicosi, idee omicide, attacco cardiaco, ictus e decesso improvviso.

Gli antipsicotici – tra i farmaci più potenti oggi esistenti - e che, si è scoperto, causano ai pazienti diabete e decesso, vengono sempre più prescritti a bambini, facendo crescere la preoccupazione a livello internazionale. In aggiunta, la natura soggettiva delle diagnosi psichiatriche ne ha fatto una gallina dalle uova d’oro per gli psichiatri, che possono diagnosticare chiunque come malato mentale basandosi solo su opinioni.

Lisa Cosgrove, co-autrice di uno studio pubblicato nel 2006 sui legami tra l’industria farmaceutica e la bibbia del campionario psichiatrico – il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) – conferma la mancanza di scienza obiettiva nella professione psichiatrica: “Non esistono esami del sangue per i disturbi del DSM. Si basa sul giudizio del professionista, il quale si basa sul manuale". Lo studio della Cosgrove, pubblicato sul Journal of Psychotherapy and Psychosomatics, ha rivelato che oltre il 56% dei membri del comitato che pubblica il DSM è legato ad una o più società farmaceutiche.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, di richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685
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ADHD: i dati, i soldi, il mercato

I dati.
L’ADHD esiste? Esiste cioè un’entità patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data?

La diagnosi si fonda solo sui test e sull’osservazione del comportamento del bambino.
I test per l’ADHD sono solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine - o loro varianti).

* per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domane (7 su 18) del test.
- “muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?”
- “è distratto facilmente da stimoli esterni?”
- “spesso ha difficoltà a giocare quietamente?”
- “spesso chiacchiera troppo?”
- “spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?”
- “spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
- “spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?” .

I sostenitori della ADHD parlano di un “disturbo neurobiologico”.
Su quali basi fanno queste affermazioni? Quale è la specifica lesione anatomo patologica e quale è l’alterazione funzionale biologica specifica? Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilità e soprattutto con assoluta specificità?

Nel caso poi vi sia una qualunque risposta a queste domande, ciò significherebbe che la diagnosi di ADHD è una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bensì neurologica.

A chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d’impaccio: se l’ADHD è una malattia neurobiologica, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.

L’obiezione: “Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!”, non dimostra nulla. Questo genere di argomentazione è sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: “Perché hai dato fuoco ad un’auto?”, replicasse: “Perché lo facevano molti altri”.

Spesso otteniamo le solite risposte fumose: “l’ADHD è un disturbo multifattoriale”, “comorbilità”, ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: “Il bambino ADHD è quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattività e disattenzione, sono stati comunque esclusi”.

Quindi il bambino iperattivo e disattento perché ha i genitori che si stanno separando, non è ADHD; non lo è quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo è laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo è…
Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD è quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perché. Una diagnosi veramente interessante poiché diagnostica, casomai, l’incapacità del medico.

Alcuni affermano che si tratta di una questione di gravità: dipende da quanto è grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso.

Possiamo anche concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sarà una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovrà muovere su un altro terreno. La gravità della situazione, la sua intensità, non può essere confusa con le cause che la determinano.

Alcuni mostrano grandi quantità di testi scritti sulla ADHD: la vastità della letteratura.
Henri Poincaré, nel suo libro - la Scienza e l’Ipotesi - scriveva: “…un ammasso di dati non è scienza più di quanto un mucchio di pietre sia una casa….”

Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Eravamo convinti che il principio di autorità fosse il contrario della scienza, sin dai tempi di Galileo.
Un neuropsichiatra infantile, non sapendo più cosa rispondere, ha detto: “Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!”. Questa frase si commenta da sola.

I soldi.
Qualcuno, a mio avviso incautamente, sostiene la seguente idea: “I bambini malati di ADHD non sono quelli che semplicemente sono troppo distratti o attivi. Qui si tratta di una vera patologia. In questi casi diagnosi e cure sono necessarie e lo psicofarmaco sarà comunque sempre l’ultima soluzione possibile. Inoltre i bambini che soffrono di ADHD sono solo il 4% della popolazione infantile”.

Quindi parliamo di una cifra compresa tra i 300,000 e i 350,000 bambini. Questo significa un indotto di altrettanti nuovi pazienti nel mercato della salute. Impossibile calcolare, se non molto approssimativamente, la spesa sanitaria: solo per i controlli, le visite e gli esami, non potrà comunque essere inferiore ai 350 € all’anno per paziente.
A questi vanno aggiunti i costi delle psicoterapie e/o degli psicofarmaci (o di entrambi).
Anche qui, ipotizzando sempre i costi più contenuti possibili, siamo sui 1,000 € annui per la psicoterapia e tra i 500 e i 5,000 € annui per i farmaci, con una media di 3,000 € annui in totale.
Attenendoci alle cifre sottostimate di 300,000 bambini per soli 3,500 € annui ciascuno, otteniamo un totale di spesa che supera il miliardo di Euro annui.
Ma, ripeto, le cifre sono più vicine al doppio o al triplo di quella descritta. Per non parlare della comorbilità e di quant’altro si aggiunge dopo.

Il mercato.
Sono infatti sempre i sostenitori della ADHD e dei test che affermano: “ …in Italia … sono… circa 800 mila i giovani depressi : il dato non solo è reale, ma è dichiaratamente sottostimato… la statistica non è affatto altisonante, ma parte dal presupposto longitudinale della presenza di almeno (sottolineo almeno) il 20% di giovani nella popolazione depressa: è la percentuale minima indicata dalle ricerche dell'American Psychiatric Association, valida per tutti i paesi occidentali”.

Potete trovare il testo intero alla pagina web: www.nopsych.it/article80.html

Quindi avremmo il 4% ADHD, il 10 o il 20 % depressi, cui vanno aggiunti un 7% di sofferenti di sindromi ansiose, un 2 o 3% di affetti da disturbo ossessivo compulsivo (http://depression.forumup.it/post-33-depression.html), cui vanno aggiunti (sempre secondo queste teorie), gli schizofrenici e tutte le altre malattie mentali.

Raggiungiamo così una media del 35/40 % della popolazione infantile: oltre 3 milioni di bambini.

Quindi le cifre sopra elencate per l’ADHD vanno decuplicate. Ora abbiamo un mercato con un fatturato globale (potenziale), di oltre 30 miliardi di Euro: un fatturato che si avvicina a quello della FIAT.

Sono cifre che dovrebbero indurre a qualche riflessione.

E dopo tutto ciò che abbiamo detto, tu, che stai leggendo, pagherai per sostenere l’intera faccenda. Si, perché tutto questo sarà fornito dal nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Per essere precisi, questo andamento provocherebbe il crollo economico dello stesso SSN.

Alcuni insegnanti e genitori, lamentano comunque un incremento dei fenomeni di iperattività e disattenzione nei bambini. Non sono certo di questo incremento, ma ciò è possibile. Due sono i fattori da esaminare.

Anzitutto, in una società sempre meno a misura di bambino, dove la presenza dei genitori è diminuita perché spesso entrambi devono lavorare, dove l’educazione e l’amore sono meno presenti, dove i valori ed il rispetto sono “cose di altri tempi”, dove noi abbiamo provocato in gran parte quelle reazioni, ora forse abbiamo modo di far “quadrare le cose”?

Certa è inoltre la diminuita tolleranza degli adulti, o almeno di molti di loro, nei confronti dei comportamenti tipici dei bambini.

E’ dunque questa la ADHD? La somma di questi due fattori? Sarà compito dei sociologi di domani rispondere a queste domande.

Diceva una pubblicità: “E intanto io… pago!”

Dr. Roberto Cestari

Presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
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martedì, luglio 10, 2007

USA, MENO BIMBI PRENDONO ANTIDEPRESSIVI SSRI

giovedì 05 luglio 2007
New York - A due anni di distanza dall'avviso emanato dall'Fda nell'ottobre 2003 sul rischio di suicidio nei bambini che assumono un tipo di antidepressivi chiamati inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI), si registrano significative riduzioni nelle diagnosi e nelle cure con antidepressivi della depressione infantile, si legge in un nuovo studio.
'Ci aspettavano una diminuzione dell'uso degli antidepressivi, dopo la pubblicazione dell'avviso della Fda', ha dichiarato la Dr.ssa Anne M. Libby dello University of Colorado Health Science Center di Denver. I Red Fonte: Agi/Federfarma

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Reparti di psichiatria dopo l'anno 2000

Ciò che non si vede dietro le porte chiuse.

Un operatore del settore riporta di due reparti psichiatrici: "Verso le 22:00 suona la campanella di un ricoverato che vuole la padella non avendo ricevuto risposta si è bagnato ed è rimasto così fino alle 8:00 della mattina. L'infermiere stava dormendo. Quello stesso infermiere spesse volte ho visto che terrorizzava i pazienti per non essere disturbato, mentre doveva guardare la partita o il moto mondiale. Anche un'altra infermiera dormiva durante il turno di notte non rispondendo alle campanelle che suonavano dei pazienti".Di un paziente che aveva appena ricevuto una lavanda gastrica e altri trattamenti, dopo aver tentato il suicidio, l'operatore racconta: "Veniva lasciato solo tutta la notte, nonostante sulla cartella ci fosse la richiesta di costante monitoraggio, mentre l'infermiera dormiva".

W.B. una paziente laureata, racconta che dal 2000 che è iniziato il suo calvario, è passata da una prescrizione e assunzione di psicofarmaci che le causavano: "Tristezza profonda, confusione mentale, come una nube tossica". Successivamente ricoverata in una clinica: "Mi avevano detto che mi avrebbero tenuta per 10 giorni, invece mi hanno trattenuta per 3 mesi. Ero intollerante agli psicofarmaci, li hanno provati tutti, non ho avuto altro che peggioramenti, con i miei problemi personali triplicati. Uscita da lì la mia vita non era più la stessa, ero come assente, tutto aveva perso senso, mi sentivo degradata, sporca. In un successivo ricovero: "Mi trattavano come una bambina stupida, mi davano uno psicofarmaco dicendomi 'così non pensi più'. Mi sentivo una deficiente. Mi davano altri psicofarmaci che mi facevano stare male, sono aumentata di 37 kg, con problemi fisici e mentali vari, atteggiamenti psicotici e follia causati da questi psicofarmaci. Non ero ascoltata quando dicevo che ero allergica a determinati psicofarmaci. Ero diventata un mostro a causa delle trasformazioni fisiche: capillari che mi si rompevano, bocca storta."

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus da anni si sta battendo affinché queste realtà vengano alla luce e mostrino il vero volto del campo della salute mentale e le istituzioni e la legge si rendano più attive nel salvaguardare i diritti umani.

Il Codice di Deontologia Medica recita ai seguenti articoli:

Art. 3 "Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana…".

Art. 18 "I trattamenti che incidono sulla integrità e sulla resistenza psico-fisica del malato possono essere attuati, previo accertamento delle necessità terapeutiche, e solo al fine di procurare un concreto beneficio clinico al malato o di alleviarne le sofferenze".

Art. 20 - Rispetto dei diritti della persona – "Il medico deve improntare la propria attività professionale al rispetto dei diritti fondamentali della Persona".

CAPO IV - Art. 30 "Il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate. ….".

Per informazioni: Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

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La psichiatria sta "patologizzando" il comportamento dei bambini

L’abitudine controversa della psichiatria nello screening e la cura dei bambini per i cosiddetti “problemi mentali”, ha recentemente attirato l’attenzione dei media a livello internazionale. L’Associated Press ha riferito giorni fa, che: “ In psichiatria c'è un campo in crescita noto come salute mentale dell’infanzia”.

Un medico di Londra, il Dott. Michael Fitpatrick, ha commentato: “ L’estensione di queste categorie (come l’ADHD) che includono dal 20 al 30% dei bambini, riflette una tendenza sociale a “patologizzare” e medicalizzare la vita dei bambini…” In Italia la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione più organicista, sarebbe dal 4% al 20%.(fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb)Da 30.000 a 50.000, i bambini italiani che ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti “warning” dagli USA (fonte: Istituto Mario Negri di Milano).

Negli Stati Uniti la professione psichiatrica sta spingendo sempre più nella direzione di programmi, come il" Teen Screen", per diagnosticare dei disturbi psichiatrici a bambini piccoli ed adolescenti, dopo di che vengono spesso prescritti loro dei potenti psicofarmaci, descritti dall’ente americano, la FDA come causa di mania, psicosi, tendenze e comportamenti suicidi, idee omicide, attacco cardiaco, colpo apoplettico e decesso improvviso. Soltanto nello stato della Florida, in un anno, sono stati prescritti antipsicotici a 4500 bambini, sotto l'età di 5 anni, coperti dall’assistenza sanitaria Medicaid. Nonostante i seri pericoli di questi farmaci, sono prescritti sulla base di diagnosi soggettive, le quali non possono essere verificate con esami fisici – tali analisi del sangue, tomografia o radiografia del cervello.

In Italia seguendo l'onda Statunitense, sempre più frequenti programmi di stampo psicologico pervadono le nostre scuole e sempre più bambini vengono direttamente indirizzati ai centri di neuropsichiatria dove invariabilmente vengono etichettati con qualche disturbo mentale.Ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD con psicofarmaci.

Alla gente e persino ai politici, tutto ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione di comportamento. Dicono: "Da noi tutto è improntato alla prudenza", esattamente ciò che dicevano all'inizio, dove oggi c'è il disastro (negli Stati Uniti, 8 milioni di bambini sotto psicofarmaci e 400 morti). Usando parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque, alla fine indagando si scopre ciò che vogliono ottenere: screening, diagnosi e terapia!

Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate, che diagnosi affrettate e senza fondamento scientifico, somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i sintomi, impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino, sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.

Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus

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lunedì, luglio 09, 2007

Piemonte, licenziato testo di legge contro l’uso dei test adhd nelle scuole e l’uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini

Pubblicato su www.ccdu.org Venerdì 29 giugno 2007

Oggi la Commissione quarta della consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità il progetto di legge n.405 “Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti” i cui primi firmatari sono il Presidente del Consiglio Regionale Davide Gariglio (Margherita) e il Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN).

Il testo, che prevede un consenso informato molto stretto e soprattutto il divieto della somministrazione dei test psicopatologici sui bambini nelle scuole, risponde alle richieste avanzate nella campagna “Perché Non Accada” e condivise ormai da moltissimi cittadini italiani.

La Proposta di Legge ha fatto quindi un importante passo avanti e si avvia ora ad essere sottoposta al voto di aula del Consiglio Regionale del Piemonte, per la sua approvazione definitiva.

“Una politica che si avvicina alle esigenze ed alle richieste dei cittadini, con una forte attenzione su un tema sociale così importante e delicato, non può che ricevere il plauso di noi tutti”, ha dichiarato il Dott. Roberto Cestari, Presidente nazionale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, l’ente promotore del progetto di legge.“La presa di posizione della Commissione Sanità, che ci auguriamo venga seguita dal Consiglio, rappresenta un grande segno di civiltà e dimostra che nel nostro paese esiste ancora il senso della famiglia come luogo dove ascoltare e confrontarsi per risolvere le difficoltà del vivere, piuttosto che relegare tale compito ad una pillola anfetaminica oppure a test psicopatologica privi di valenza scientifica” conclude il dott. Cestari .

Ufficio Stampa
Dott.ssa Maria Elena Testa
CCDU Onlus
Coordinamento Regione Piemonte
Tel. : 011 – 245.88.47
Mobile: 333 – 97.66.437 380 – 72.80.368
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Sito internet:
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domenica, luglio 08, 2007

SPECIALE TV - PERCHE' NON ACCADA

ULTERIORE REPLICA SU NESSUNO TV - CANALE 890 SKY
Domenica 8 Luglio ore 24.00
SU NESSUNO TV - CANALE 890 DI SKY
andrà in onda
“Speciale Perché non Accada”
IN STUDIO Valeria Bocca (Conduttrice)
Dott. Roberto Cestari (Direttore Campagna "Perché non accada")
Gianluca Vignale (Consigliere Regione Piemonte)
Massimo Parrino (Direttore CCDU onlus)

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