domenica, ottobre 21, 2007

Trattamento Sanitario Obbligatorio e Contenzione: Applicazione, limiti ed abusi

Verona: Ieri sera, a partire dalle 20.30 presso il Palazzo dell'Arsenale di Verona, si è tenuto il dibattito: "Trattamento Sanitario Obbligatorio e Contenzione: Applicazione, limiti ed abusi".


Alla presenza di oltre 200 persone, dopo il saluto del Consigliere Comunale Renata Franchini, già Vice-Presidente Commissione Salute, l'argomento, di grande impatto ed interesse, è stato trattato nei suoi aspetti legali, medici e sociali da un gruppo di esperti di assoluto valore e competenza, che comprende:

- il Procuratore Capo di Stato presso il Tribunale di Verona, dott. Guido Papalia;
- il Direttore del II Servizio Psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale ULSS 20, prof. Flavio Nosè;
- il dott. Giorgio Antonucci, medico psicanalista e scrittore, già direttore del Reparto Autogestito dell'Istituto "Lolli" di Imola;
- il dott. De Cristan Angelo, direttore dei Servizi Sociali dell'ULSS 20;
- il prof. Giampietro Turchi, docente di Psicologia Clinica presso l'Università di Padova;
- il dott. Gastone Dall'Asèn, avvocato presso il foro di Bologna;
- il dott. Francesco Miraglia, avvocato Penalista presso il Foro di Modena
- il sig. Silvio de Fanti portavoce nazionale del Nazionale Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani.

Moderatore della serata è stato il dott. Flavio Magarini, presidente del Tribunale per i Diritti del Malato di Verona.

Molto partecipato dal pubblico presente, il dibattito è stato stimolato da alcune testimonianze di persone che hanno subito TSO ed è stato occasione di confronto, illustrando e facendo conoscere le diverse possibilità di approccio alla problematica.

Da sottolineare l'intervento del dott. Giorgio Antonucci, medico psicanalista, già direttore del Reparto Autogestito dell'Istituto "Lolli" di Imola e scrittore di diversi libri sull'argomento, che nella sua pratica ultraventennale non è mai ricorso al TSO ed ha mostrato come sia possibile prendersi realmente cura dei pazienti senza l'utilizzo di metodi coercitivi.

Questo è stato anche l'auspicio formulato dai relatori alla conclusione del dibattito.

Posto all'interno della mostra storico-informativa intitolata: PSICHIATRIA – Un Viaggio senza ritorno, organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), in collaborazione con il Tribunale per i Diritti del Malato e con CittadinanzAttiva.

Quella proposta è un'esposizione di 500 metri quadri dotata di pannelli fotografici di grandi dimensioni e supporti audiovisivi con inediti filmati storici ed interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici.

Il materiale è costituito da documentazioni video e audio inedite sulle atrocità commesse nell'ambito della psichiatria istituzionale dagli albori ai giorni nostri, mettendo così in luce gli "orrori ed errori" della pratica psichiatrica, ponendoli a confronto con la tutela ed il rispetto dei diritti e della dignità dell'essere umano.

La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 09.00 alle 21.00 fino al 23 ottobre con ingresso gratuito.

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