venerdì, gennaio 30, 2009

VERONA: CONFERENZA STAMPA: Psicofarmaci ai bambini e test nelle scuole: una svolta!

Lunedi 2 febbraio 2009 ore 11,45
Sala Stampa del Comune di Verona

Con la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: “… La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all’interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni.”

Il Consigliere Andrea Miglioranzi, illustrerà i contenuti della mozione di cui è primo firmatario e promotore, relativa proprio all’uso di psicofarmaci per l’iperattività ed all’utilizzo di test nelle scuole.
Tale mozione è di prossima votazione al Consiglio Comunale di Verona.

Gli organizzatori desiderano manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci.

Dove sono i test recentemente effettuati all’interno delle scuole della Lessinia?
Che uso ne sarà fatto?

Chiediamo che siano interrotte definitivamente queste indagini che non hanno alcun valore scientifico e che rappresentano un etichettamento fondato su basi ideologiche!

Comunicheremo le azioni che intraprenderemo,
affinché sia garantita l’applicazione della Circolare ministeriale.

Tribunale per i diritti del malato Verona

Cittadinanzattiva onlus Verona
email: cittadinanzattiva.verona@virgilio.it
http://www.cittadinanzattiva.it/
Tel 348 6045286

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
email info@ccduverona.org
http://www.ccduverona.org/
Tel 338 1519010

COMO: MOSTRA MULTIMEDIALE E CONVEGNO: DOVE STA' ANDANDO LA SCUOLA?

martedì, gennaio 27, 2009

INFANZIA: FARMACO STRATTERA, FDA LANCIA L'ALLARME "GRAVI DANNI EPATICI PER I BAMBINI"

(IRIS) - ROMA, 26 GEN - La Food and Drug Administration, dopo l'ennesimo report per gravi danni epatici - anche mortali - riportati da picoli pazienti trattati con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera®), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all'esercizio della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli ad informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all'uso del medicinale, con preghiera - avvisa l'FDA - "di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell'area epatica o inspiegabili sintomi influenzali". L'allarme giundein Italia dall'Associazione 'Giú le mani'. Lo Strattera® fu approvato il 26/11/2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti ed agitati. Dal 2002 al 2007, circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti, e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano minorenni. L'FDA nella sua comunicazione scrive che "mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell'atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi ed a volte mortali". A seguito di tali reports, nel 2004 è stata resa obbligatoria l'aggiunta di un avviso in grassetto sui foglietti illustrativi di questo psicofarmaco, indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Nonostante queste misure precauzionali, l'FDA dichiara di aver ricevuto "sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina". A seguito di ció, i foglietti sono stati ulteriormente rivisti in senso ancor piú restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire. "Gli operatori della salute e i pazienti - sostiene l'FDA - devono quindi essere messi in guardia dai gravi rischi epatici associati all'uso di atomoxetina e riferire immediatamente eventuali casi al programma federale di controllo MedWatch". Il fegato è il principale organo che metabolizza i farmaci, ed a volte questi possono causare danni alle cellule epatiche: da aumenti di attività enzimatica nel sangue, ad un vero e proprio collasso dell'organo con conseguente necessità di trapianto. "Questo tipo di danni possono portare anche al decesso - dichiara l'FDA - e questa è una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal mercato". "Non siamo purtroppo stupiti per ció che sta accadendo il USA - ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce di Giú le Mani dai Bambini, il piú attivo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - perchè il nostro primo avviso in Italia sulla pericolosità dello psicofarmaco Strattera® è del dicembre 2005, e l'abbiamo ripetuto nel febbraio 2007, ma l'Istituto Superiore di Sanità li ha pressochè ignorati e l'Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso di autorizzare comunque al commercio questa molecola, che è pericolosa per i nostri bambini. Questi enti si assumeranno la piena responsabilità per tali decisioni, nella denegata ipotesi in cui qualche piccolo paziente avrà problemi gravi con questo psicofarmaco: non potranno dire che non sapevano". Il Prof. Graziella Fava Vizziello, Primario, Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario di Psicologia all'Università di Padova, ha dichiarato al riguardo: "In questo ultimo periodo continuiamo a ricevere bambini in trattamento farmacologico, etichettati 'Adhd' in qualche centro specializzato. Con questi 'miracolosi' psicofarmaci in commercio, i genitori preferiscono far classificare il figlio come ADHD piuttosto che affrontare situazioni complesse e mettersi davvero in gioco per risolverle. Spesso i genitori si rendono conto che i bambini stanno soffrendo anche gravemente a causa del trattamento farmacologico, e li portano da noi con il sospetto che qualcosa non stia funzionando, ma non decidono di far sospendere il farmaco per paura di perdere il controllo della situazione ed essere loro stessi reponsabili di conseguenze imprevedibili. Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato, ho visto bambini completamente appiattiti, totalmente disinteressati all'ambiente, con lo sguardo vuoto ed 'immobilizzati' dal farmaco, piú che calmati. Mai come oggi è necessaria questa campagna informativa, che illustra i rischi dell'uso di questi psicofarmaci sui bambini".

Preso da:www.irispress.it

Pediatria: studio, medicinali anti-Adhd a rischio allucinazioni

26 gennaio, ore 17:39
Roma, 26 gen. (Adnkronos Salute) - Avviso a pazienti, genitori e medici: i bambini è in cura con farmaci contro la sindrome dell'iperattività e del deficit di attenzione (Adhd) potrebbero avere un rischio di allucinazioni e di sintomi psicotici superiore ai bimbi che non assumono questi farmaci. In particolare, alcuni piccoli subiscono la sgradita sensazione di essere 'attaccati' da insetti, vermi o serpenti. Sono le conclusioni di uno studio scientifico che appare sul numero di febbraio di 'Pediatrics', curato dagli esperti del Center for Drug Evaluation and Research della Food and Drug Administration (Fda, l'ente americano di controllo sui medicinali) e del Department of Health and Human Services di Rockville (Maryland, Usa).

L'obiettivo della ricerca - si legge sul sito della rivista - era di approfondire le conoscenze sulla capacità dei farmaci psicostimolanti di indurre effetti collaterali nella sfera psichiatrica e determinare la frequenza di queste reazioni. Per questo, sono stati analizzati i dati raccolti con i trial clinici e per la sorveglianza post-marketing di questi prodotti, approvati o attualmente in sviluppo, per il trattamento dell'Adhd. Fra i farmaci più usati contro la sindrome dell'iperattività, Ritalin* e Focalin XR* di Novartis, Adderall XR* di Shire, Concerta* di Johnson & Johnson's e Strattera* di Eli Lilly.

Per raggiungere l'obiettivo dello studio, la Fda ha richiesto alle aziende produttrici dei medicinali già in commercio o in corso di sperimentazione di esaminare i database elettronici in loro possesso e di segnalare eventuali casi di allucinazioni o di episodi maniacali. Le aziende hanno fornito inoltre descrizioni dei trial clinici, del numero di pazienti coinvolti e della durata dell'esposizione al trattamento, per permettere di calcolare l'incidenza di tali eventi. Parallelamente, il Center for Drug Evaluation and Research della Fda ha proceduto effettuando ricerche specifiche sui casi di psicosi fra bambini e adulti in cura con farmaci anti-Adhd. Infine, le società farmaceutiche sono state invitate a eseguire controlli anche sui dati relativi al post-marketing dei loro prodotti, cioé al periodo che segue la commercializzazione. In tutto, sono stati analizzati 49 trial randomizzati nei programmi di sviluppo pediatrico di questi prodotti. E' stato evidenziato un totale di 11 eventi avversi di tipo psicotico nei gruppi trattati con farmaci contro l'iperattività, mentre nei gruppi placebo non è stato osservato alcun fenomeno del genere. "Il numero di casi è apparso scarso - sottolineano gli autori - ma ciò che salta all'occhio è la completa assenza di questi effetti in chi non ha ricevuto questi medicinali". Da notare che, la scorsa settimana, l'Agenzia europea dei farmaci ha reso noti i risultati di uno studio in cui, dopo aver rianalizzato la sicurezza dei farmaci a base di metilfenidato, concludeva che nei bambini dai sei anni in su, i benefici del loro uso superano i rischi.

Preso da: http://www.adnkronos.com/IGN/Salute/?id=3.0.2951735096

mercoledì, gennaio 21, 2009

E' ufficiale: il Ministero dell’Istruzione vieta i test psicologici nelle scuole

Con la circolare n. 4226/P4, il Ministero dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, inclusi i Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare i test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A questo proposito la circolare afferma specificatamente: “… La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù del conseguente possibile ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può essere effettuata attraverso le somministrazioni all’interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni.”

Inoltre, in relazione ai corsi e conferenze su questi temi, la circolare precisa: “Pervengono segnalazioni, anche attraverso atti parlamentari, relative alla organizzazione di corsi rivolti a genitori e insegnanti finalizzati a propagandare l’uso di prodotti psicoattivi nei casi di bambini affetti da disturbi del comportamento e dell’apprendimento (sindrome ADHD). … Alla luce di quanto sopra espresso, si pregano le S.S.L.L. di voler dare istruzioni alle istituzioni scolastiche di competenza affinché eventuali analoghi episodi siano immediatamente portati all’attenzione degli U.S.R. di competenza e successivamente segnalati alla scrivente Direzione Generale.”

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera ringraziare e manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci.

Ben consapevoli dell'esistenza di forti pressioni per continuare quest'attività di screening all'interno delle scuole, il nostro Comitato, insieme a tutti coloro che si sono uniti in questa battaglia, continuerà a vigilare e denuncerà ogni situazione anomala che contrasti con le direttive della circolare.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
tel 02 36510685
email info@ccdu.org
email sez Monza: ccdumonza@infinito.it
www.ccdu.org

lunedì, gennaio 19, 2009

Richiesta di rinvio a giudizio per gli Psichiatri accusati della morte di Luca Gambini

L’ennesima dimostrazione dell’inumanità dei reparti psichiatrici e della psichiatria

Sullo psichiatra M.G., la sua collega, A. D. M. oltre agli infermieri E. C., C. G. e L. C. pende una richiesta di rinvio a giudizio nella causa penale che dovrà accertare la verità sulla morte del povero Luca Gambini.

I capi d’accusa sono omicidio colposo, cooperazione nell’omicidio, negligenza, imperizia e imprudenza. Quello che successe in quelle drammatiche 20 ore è riportato nel dispositivo del Tribunale di Perugia.

Da qui emerge chiara l’accusa che nessuno si prese effettivamente cura della persona e che per questa ragione Luca morì.

Il nostro Comitato è stato contattato dalla famiglia che non sa darsi pace per l’accaduto e ci ha comunicato quanto sopra inviandoci il documento via fax. Il timore che queste persone la passino liscia è vissuto dalla famiglia con un ansia indicibile e con le lacrime agli occhi, così ci parla la sorella di Luca, Cristina. Dalla famiglia abbiamo ricevuto diverse telefonate tutte con una disperata richiesta di aiuto ma con la determinata volontà di ottenere giustizia e chi ha sbagliato deve pagare. Non solo per il fatto in se, ma soprattutto per evitare che altre persone subiscano la stessa sorte.

Come Comitato la verità che constatiamo ogni giorno è che sono cambiati i luoghi, ma non i metodi e medesima è la totale mancanza di umanità e rispetto.

Negli anni 90 fummo artefici di 30 blitz nei residui manicomiali dove documentammo un orrore così indicibile da segnare per sempre i nostri ricordi. Eppure nessuno degli psichiatri ed operatori, direttamente responsabili di quella spaventosa condizione in cui versavano le persone rinchiuse, fu mai perseguito dalla legge.

Alcuni subirono solo un trasferimento, come se la sofferenza per decenni di migliaia di persone non contasse nulla. Ora ci sono gli SPDC e tutte le altre sigle con cui sono chiamati i reparti psichiatrici, ma il trattamento, non è cambiato. Le denunce che regolarmente riceviamo parlano di ricatti, violenze, stupri. Ma il fatto paradossale è che chi in seguito valuta tali abusi sono gli stessi psichiatri.

In una mail ricevuta recentemente una ragazza di 15 anni riferisce che vive nel terrore perché la psichiatra che l’ha in carico la minaccia di farle un TSO se non assume psicofarmaci. Un altro caso simile lo abbiamo segnalato a Cerveteri e molti altri ci vengono segnalati.
In Italia, come in molti altri paesi, manca la cultura del danno. Si da per scontato che la psichiatria sia li per aiutare, o come amano dire, per curare la malattia mentale, ma gli abusi sono così numerosi che la domanda che sorge spontanea è: che tipo di medicina è questa?

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus
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martedì, gennaio 06, 2009

Giovane ridotto in Gravi condizioni dalle "cure" psichiatriche

La sera del 29 dicembre volontari del CCDU (Comitato dei Cittadini per Diritti Umani nel campo della salute mentale) si sono recati in visita presso gli Spedali Riuniti di Livorno, al Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura X° Padiglione a far visita ad un amico, S.P., trentenne, ricoverato in Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) il pomeriggio precedente.

Il giovane si trovava in uno stato di totale incapacità di parlare, poiché a causa degli effetti collaterali degli psicofarmaci somministratigli contro la sua volontà, la bocca rimaneva completamente aperta permanentemente, mentre la lingua roteava vorticosamente. Non riusciva a camminare e dopo pochi passi si accasciava al suolo. A tratti rantolava ed aveva grossi problemi a respirare. Scioccati da quanto veduto, abbiamo documentato le condizioni del giovane fotografandolo. Ci domandiamo come fa la medicina a ridurre in questo stato una persona in così breve tempo quando dovrebbe essere supposta a curare. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la salute del ragazzo al personale infermieristico, pensando che lo facessero visitare da un medico, ma ci hanno risposto che erano gli effetti "normali", così li ha definiti una di loro, degli psicofarmaci. Alle nostre insistenze hanno risposto con un atteggiamento indisponente e arrogante, che loro curano ogni giorno pazienti psichiatrici, mentre noi parliamo solo per ideologia.

Conosciamo il ragazzo da un anno e poiché è da tempo domiciliato vicino a noi abbiamo avuto spesso occasione di vederlo. Conduce una vita normale nel suo appartamento, lavorando presso un fornaio ed ha una fidanzata. Mai una multa, o ubriacatura o abbia creato qualche problema. Due di noi lo hanno visto la vigilia di Natale ed era perfettamente sereno.

A provocare il T.S.O. sarebbe stato, secondo i genitori del giovane e comunicato a noi e al suo medico curante, una discussione col padre. Un giornale aveva scritto che il litigio si era verificato con la madre, mentre un' infermiera ci ha raccontato una versione ancora diversa.

Lui al momento non è stato capace di raccontarci la sua versione dei fatti e non lo potrà fare finché è sedato così pesantemente.

Crediamo che sia una drammatica violazione dei diritti fondamentali dell'uomo "incarcerare" una persona senza processo e senza che abbia commesso alcun reato imponendogli trattamenti contro la sua volontà che possono danneggiare in modo permanente sia la salute psicofisica dell'interessato, sia la sua vita sociale e lavorativa per sempre. Fino a quando sarà tollerato che con un litigio, o una cosa simile, una persona possa essere privata della sua libertà con "giustificazioni" sanitarie, nessuno, e diciamo nessuno, è al sicuro dato che la psichiatria in questo modo si è elevata al di sopra della legge e può prendere chiunque.

Il giovane ha nominato a difenderlo in questo procedimento l'Avvocato Francesco Miraglia di Modena. Il CCDU da decenni si batte per rendere i diritti dell'uomo una realtà, specialmente per coloro cui sono negati, a causa delle diagnosi psichiatriche. Il vero problema è la mancanza culturale che i trattamenti psichiatrici, contenzione, psicofarmaci, elettroshock etc, sono dannosi, sempre. Il CCDU invita chiunque sia stato danneggiato da trattamenti psichiatrici o abbia subito abusi nel campo della salute mentale, nonché tutti coloro che ne sono stati testimoni a denunciare l'accaduto tramite la pagina Contatti.

su www.ccdu.org