mercoledì, febbraio 25, 2009

IPOCRISIA "psichiatrica"

IPOCRISIA !!!


Riceviamo spesso richieste di collaborazione di psichiatri che si mostrano interessati a combattere l’uso di psicofarmaci sui bambini, ma ogni giorno molti, moltissimi bambini assumono psicofarmaci per mano degli stessi psichiatri. Com’è possibile che l’uso di questi medicinali con effetti devastanti per la salute dei nostri figli non interessi a nessuno?

Lo sapevi che…
- Gli psichiatri hanno ammesso di non avere alcuna cura per nessun disturbo mentale. In base a uno studio fatto sui pazienti ricoverati, i trattamenti psichiatrici hanno un tasso di fallimento del 99%. (http://www.cchr.org/flash/brochure/?locale=it)

- Più di 20 milioni di bambini, in tutto il mondo, fanno uso di psicofarmaci che causano violenza, psicosi, allucinazioni, omicidi, colpi apoplettici, diabete, attacchi cardiaci e morte. Questo per curare dei presunti disturbi la cui esistenza non è mai stata provata scientificamente.
(http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=99)

- Il totale delle vendite di psicofarmaci nel mondo è nell'ordine di 76 miliardi di dollari l'anno. Questi farmaci sono sotto osservazione da parte delle agenzie del farmaco di tutto il mondo perché possono generare violenza e impulsi suicidi in chi li assume.
(http://www.mednat.org/false_diagnosi_psich.htm)

- In Trentino sembra proprio che la psichiatria pubblica non lasci nessuno spazio alla libertà di scelta e le strutture alternative in grado di ampliare l’offerta terapeutica sono fortemente avversate. La Provincia aveva creato una struttura residenziale riabilitativa in loc. Man. In seguito il progetto è stato “annesso” al servizio di psichiatria di Trento che ha inserito dei pazienti cronici snaturando completamente il progetto originale.
(http://www.salutementalelibera.it/contenuti/servizi/arc_doc/punti%20essenziali.pdf)

- Nell’interrogazione provinciale N. 119 del 10 febbraio 2009 si afferma: ”… nonostante le intenzioni garantiste del legislatore ci pervengono segnalazioni di eventuali abusi e violazioni dei diritti fondamentali della persona per quanto concerne la libertà personale e di scelta terapeutica.” (http://www.consiglio.provincia.tn.it/documenti_pdf/IDAP_56400.pdf)
Parecchi giovani trentini ci hanno raccontato di essere costretti a recarsi periodicamente presso la psichiatria per un’iniezione forzata di psicofarmaci.
Cosa sta succedendo?

Ludovico, 28 anni, è stato portato in psichiatria per problemi di alcol. Dopo anni di “psichiatrizzazione” si è ritrovato con una condanna a una vita di assistenzialismo e di “terapia” farmacologia. Fortunatamente si è rivolto fuori regione, l’hanno disintossicato dai farmaci, hanno scoperto che non aveva “nessuna patologia psichiatrica” e lo hanno reinserito nella società.

Pasqualina era una ragazza normale. Ha conosciuto la psichiatria per problemi di anoressia. Ha subito vari ricoveri coatti, le hanno somministrato molti psicofarmaci ed è stata legata al letto più volte. Una volta voleva vedere un dietologo ma lo psichiatra si è opposto.

Ilaria era una ragazza sportiva e si è rivolta in psichiatria a causa di un problema sul lavoro. Lì l’hanno subito riempita di farmaci. Ora è fisicamente distrutta, non riesce a lavorare, ha una pensione di invalidità ed è costretta a fare una puntura di psicofarmaci ogni 15 giorni.
Purtroppo ci sono pervenute anche altre storie. (Nota: abbiamo usato nomi di fantasia.)

o Diagnosi sbagliate. Spesso le persone ci raccontano di ricevere delle diagnosi dopo pochi minuti di colloquio.

o Mancanza di consenso informato per gli psicofarmaci. “La psichiatra mi ha anche detto di non leggere le controindicazioni degli psicofarmaci e di prenderli e basta.”

o Somministrazione forzata di psicofarmaci. “…Ho rifiutato i farmaci e lì sputavo e mi hanno obbligato a prenderli con la forza. Mi facevano aprire la bocca per controllare.”

o TSO illegittimi. A volte l’unica motivazione del TSO è il rifiuto alle cure “imposte” dallo psichiatria.

o Contenzione. “Una volta sono stato legato e imbottito di farmaci. Io non avevo fatto male nessuno e mi hanno tenuto legato al letto per tre giorni come una bestia.”

Le persone non hanno bisogno di torture o violazioni dei loro diritti umani. Nel corso degli anni il CCDU ha individuato svariate strutture in Italia dove sono state realizzate attività e assistenza efficaci e rispettose dei diritti umani. La creazione di queste strutture non solo fornisce sicurezza, riabilitazione e tutela dei diritti umani, ma i costi per le Regioni e lo Stato sono ridotti enormemente.

FIRMA LA PETIZIONE PER LA LIBERTÀ DI CURA !!!
>>>QUI<<<

giovedì, febbraio 19, 2009



ORGANIZZANO:

Mercoledì 19 febbraio 2009 alle ore 18,00
presso la Scuola Primaria Ranyeri
(Istituto Comprensivo Manzoni)
Corso Marconi, 28 - Torino
CONFERENZA
Bambini e adolescenti, iperattività e deficit di attenzione: gli psicofarmaci sono la risposta?
Rischi di ipermedicalizzazione sui minori per un disturbo che forse malattia non è



RELATORI:

Prof. Dott. PAOLO PORTAEONE
Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino

GIANLUCA VIGNALE
Consigliere Regionale - Primo firmatario della legge regionale contro l'abuso di psicofarmaci sui bambini

ANTONINO BOETI
Consigliere Regionale - Firmatario della legge regionale contro l'abuso di psicofarmaci sui bambini

TUTTA LA CITTADINANZA È INVITATA

Grande successo della mostra "Psichiatria, un viaggio senza ritorno" a Como

Siamo veramente indignati! Grazie per averci fatto vedere la realtà delle cose! Ecco una, delle tante affermazioni, che misurano il senso delle decine e decine di commenti lasciati dai visitatori alla mostra allestita alla Ex Chiesa San Francesco. Il successo di un'iniziativa come questa si può misurare dal grado di comprensione causato dalla qualità dell'informazione messa a disposizione.

Circa tremila persone hanno visitato la mostra in soli dieci giorni. Centinaia e centinaia le petizioni sottoscritte contro la brutale pratica dell'elettroshock, praticata anche a Como, e contro la somministrazione degli psicofarmaci ai bambini. Numeri che dimostrano il desiderio di conoscere e quanto questa possibilità è stata apprezzata dai cittadini comaschi.

Essi devono ringraziare la Sig.ra Maura Quartapelle, presidente del Tribunale del bambino, per averla fortemente voluta e il Comune di Como per aver concesso lo spazio. Psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri, studenti, politici, preti seminaristi e semplici cittadini tutti d'accordo, con una percentuale del 98%, nell'affermare, dal loro punto di vista, l'importanza e il sincero ringraziamento per essere venuti a conoscenza d'informazioni di così vitale importanza.

Eccone alcuni:

-"Il 95% di quello che viene spiegato in questa mostra è assolutamente vero e purtroppo, essendo medico, confermo questa orribile realtà. Complimenti e grazie!";
-"Oggi come oggi, proprio perché viviamo in un mondo "emancipato" qualcuno pensa di schiacciare la libertà delle persone! Grazie di cuore. (educatrice sociale)";
-"La psichiatria è il potere, la principale causa della rovina umana.(studente di Psicopedagogia Dirigente di Comunità)";
-"Davvero bella mostra. Grazie. Preghiamo per voi e ripassiamo. (Prete seminarista)";
-"Difficile trovare le parole: ma grazie per indicarci la via (Insegnante Pedagogia)".

Sorprende anche un sms che gira tra i ragazzi "non perderti la mostra a San Francesco!". La gente capisce lo sforzo di fornirgli informazioni in modo disinteressato, di cui difficilmente sarebbe venuto a conoscenza e lo riconosce apertamente.

Intere classi di studenti OSS (assistenti sociali) e delle superiori hanno molto apprezzato le informazioni messe a disposizione e la prova di questo è il costante passa parola e la promessa di tornare con amici e colleghi.

Per soddisfare le continue richieste della cittadinanza, informiamo che l'apertura della mostra è stata prorogata fino al 28 Febbraio così da permettere a tutti di ricevere queste informazioni.

Il nostro scopo è ben lungi dall'essere un attacco a psicologi o psichiatri in quanto uomini o donne. La mostra cerca invece di stimolare le coscienze di tutti coloro che non intendono nascondersi dietro alla magniloquenza o reiterate affermazioni, politicamente corrette, ma che di fatto negano a priori i fatti. Raramente la popolazione può accedere a certe informazioni a meno che qualcuno non le raccolga e le metta in una forma tale da essere comprensibile.

Il cittadino ha il diritto di sapere e nella nostra attuale cultura il tentativo di nascondere informazioni vitali è un atteggiamento da dilettanti rispetto alla capacità attuale della tecnologia di trasmettere questi dati. La più grande soddisfazione dei volontari, che con spirito di sacrificio si alternano nel dare servizio ai visitatori, è quella di vedere i visi illuminarsi di comprensione determinando una nuova presa di responsabilità.

I nostri politici giustamente ci dicono che un cittadino ben informato è un cittadino più responsabile. Siamo d'accordo con loro. La mostra e i suoi risultati sono la prova tangibile della verità alla base di questa affermazione.

Invitiamo ancora una volta chiunque a venire a visitare e valutare personalmente le informazioni messe a disposizione.

da www.ccdu.org

sabato, febbraio 14, 2009

VIOLAZIONE LEGGE REGIONALE IN PIEMONTE

TEST PSICOLOGICI NELLA SCUOLA A BAMBINI DI 9 ANNI: UNA MAMMA PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA

E' quanto riporta Maria Elena Testa, mamma del bambino di 9 anni che frequenta la classe quarta della scuola dove stanno venendo proposti i test psicologici, nell’esposto alla Procura di Torino che il 13 febbraio mattina sarà depositato e successivamente presentato in Via Dellala, 8 – Torino – 4° piano presso i locali del gruppo regionale AN-PDL alle ore 12,00.

“Il giorno 30 gennaio 2009 vengo informata da un genitore che nella scuola frequentata da mio figlio è in corso una richiesta di autorizzazione a sottoporre i bambini di età compresa tra i 9 e 9 anni e 11 mesi di età un test psicologico da parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino. Avendo mio figlio un’eta compresa tra i 9 e 10 anni ho chiesto una copia del test psicologico e della richiesta da parte del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, che per altro sembra essere indirizzato a più di una scuola del territorio.” Aggiunge la sig.ra Testa “ la lettura del test mi ha lasciato parecchio costernata poichè si compone di alcune domande che riteniamo possano indurre a comportamenti gravemente diseducativi. Infatti tali domande mettono di fronte il bambino nella condizione di dover comunque scegliere chi e quante persone far perire di morte violenta.
E’ lecito chiedersi quale tipo di impatto educativo possa dare ai nostri figli la somministrazione di un test del genere dato che sono già bombardati giornalmente dai mezzi di comunicazione di massa e videogiochi con immagini e situazioni violente di ogni tipo. Ci si aspetterebbe anche almeno a scuola i nostri figli possano essere educati a promuovere l’idea della vita e dell’aiutare il prossimo piuttosto che scegliere chi far morire. “

“Tale iniziativa avviene in violazione della legge regionale 21/2007 che, nell’art.4 recita: 1. È vietato, all’interno delle scuole dell’obbligo di ogni ordine e grado della Regione, somministrare test o questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni se non finalizzati ad uso interno ed esclusivamente didattico. 2. Gli interventi di cui al comma 1, volti alla valutazione dello stato psichico del minore, possono avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie pubbliche sotto lo stretto controllo di operatori sanitari qualificati e previo obbligatorio consenso informato dell’avente potestà sul minore ai sensi della normativa vigente., afferma il dott. Roberto Elia Cestari, portavoce della campagna PERCHE’ NON ACCADA e Presidente nazionale del CCDU, e incalza “Ci troviamo purtroppo di fronte all'ennesima prova del tentativo di trasformare le nostre scuole da luoghi di istruzione e crescita a una sorta di laboratori per studi psicologici o psichiatrici, come è avvenuto negli USA con catastrofiche conseguenze sia per il loro sistema di istruzione che per le famiglie”.

Ufficio Stampa CCDU
Torino, 13 febbraio 2009

Per contatti:
telefono: 011-245.88.47
fax: 011-85.30.12
mobile: 380-72.80.368
email: ccdutrn@yahoo.it

venerdì, febbraio 06, 2009

TEST PSICOATTITUDINALI SUI BAMBINI DELL’ALTO ADIGE

Interrogazione del Senatore De Eccher sull'Assessore alla Sanità della Provincia autonoma di Bolzano

Con l’atto n. 4-01100 del 5 febbraio 2009 nella seduta n. 144, il Senatore Cristano De Eccher ha presentato un’interrogazione ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. L’interrogazione è volta a far luce sulle scandalose affermazioni dell’Assessore alla Sanità di Bolzano Richard Theiner in una lettera indirizzata a Radio Südtirol.

Riportiamo qui di seguito il contenuto dell’interrogazione.

Premesso che:

l'assessore alla sanità della Provincia autonoma di Bolzano ha reso noto che l'Istituto superiore di sanità, dopo l'istituzione di un apposito registro, ha predisposto un programma diagnostico nazionale rivolto ai bambini al fine di individuare tempestivamente i soggetti che presentano i sintomi dell'ADHD, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, una sorta di nuova patologia non chiaramente definita;

detto programma diagnostico si traduce nella somministrazione di test psicoattitudinali ai bambini all'interno delle strutture scolastiche e, in seguito alla loro valutazione, l'attivazione di concrete proposte terapeutiche quali la psicoterapia e la somministrazione di farmaci;
in linea con il programma nazionale ci si propone, inoltre, di promuovere centri di riferimento a Bolzano, Merano e Bressanone;

considerando che la Regione Piemonte e la Provincia autonoma di Trento hanno manifestato contrarietà rispetto all'applicazione del programma e avrebbero, quindi, approvato una serie di misure legislative volte a contrastare la somministrazione di detti test in ambito scolastico,
l'interrogante chiede di sapere:

se corrisponda al vero che
l'Istituto superiore di sanità abbia riconosciuto l'esistenza della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e abbia, conseguentemente, predisposto un piano diagnostico nazionale;

se corrisponda al vero che
detto piano diagnostico si articoli in test e che essi debbano essere somministrati all'interno degli istituti scolastici e, in caso affermativo, chi li abbia predisposti e in base a quali criteri;
quali siano le valutazioni del caso e se e quali provvedimenti i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, intendano adottare al fine di garantire la libertà dei genitori di esprimere il proprio parere in merito.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani auspica che finalmente possa essere fatta chiarezza su una situazione inaccettabile che sta trasformando l’Alto Adige in una delle aree a maggior utilizzo di psicofarmaci sui bambini di tutta Italia.

da CCDU TRENTO

testo completo:
www.senato.it