martedì, aprile 07, 2009

URGENTE : AIUTIAMO UNA BIMBA A RITORNARE DALLA SUA MAMMA A CASTELFRANCO EMILIA (MO)

SABATO 11 APRILE ORE 10.30
SAREMO A CASTELFRANCO EMILIA (MO)
PER MANIFESTARE
.........................come è stato per Basiglio ........................
Su Studio Aperto pochi giorni fa un servizio con l'avvocato Francesco Miraglia
ha denunciato l'ennesimo caso di sottrazione di bambini dai genitori.

Questa mamma è disperata ed ha bisogno di aiuto.

Lei sta andando tutti i giorni davanti al comune di Castelfranco
che si trova a 16 km da Modena direzione Bologna.

DOBBIAMO SOSTENERLA!!


Questa volta è accaduto a Castelfranco Emilia dove i Servizi Sociali locali hanno spinto il Tribunale dei Minorenni a togliere la potestà genitoriale alla mamma collocando la bambina in una struttura orfanotrofio di un’altra provincia.

La mamma disperata, da venerdì 3 aprile, è seduta davanti al Comune di Castelfranco in attesa che il Sindaco, che è anche l’Assessore alle politiche sociali, gli Assistenti Sociali e gli operatori riescano a farle capire per quale motivo.

Purtroppo, le ragioni sono sempre le stesse: arbitrarie valutazioni psicologiche, incapacità da parte dei servizi psicologici e sociali di valutare e gestire queste difficili situazioni. Abbiamo perciò deciso di avviare una raccolta firme su facebook http://apps.facebook.com/causes/264968 AIUTIAMO UNA BIMBA A RITORNARE DALLA SUA MAMMA) e di organizzare una manifestazione per aiutare questa mamma.

Sabato 11 aprile alle ore 10.30 partirà una marcia da Corso Martiri (Zona Ospedale) che si concluderà davanti al Comune di Castelfranco, faremo sentire la nostra voce, in rappresentanza di altre migliaia di genitori ai quali il Tribunale e i Servizi hanno rubato i propri figli. Occorre la massima partecipazione per sensibilizzare la popolazione e i politici affinché si occupino di un problema così rilevante fino ad oggi completamente ignorato.

Sindaco, assistenti sociali, psicologi e Tribunale dei Minorenni: giù le mani dalla mamma di Castelfranco - restituitele la figlia che le avete portato via

domenica, aprile 05, 2009

GRANDE SUCCESSO DEL CORTEO DI FIRENZE CONTRO GLI ABUSI PSICHIATRICI




Firenze, sabato 4 aprile 2009 alle 13.30 molte centinaia di persone si sono ritrovate da tutta Italia in Piazza S. Maria Novella per partecipare al corteo di protesta contro gli abusi psichiatrici. Lo scopo del corteo è stato prima di tutto quello di far sapere ai cittadini della città che sta ospitando il congresso della Psichiatria che la loro libertà è in pericolo perché le diagnosi che la psichiatria sforna a più non posso sono prive di fondamento scientifico. Il corteo ha avuto termine di fronte alla Fortezza da Basso dove i manifestanti si sono radunati per più di un'ora scandendo slogan contro gli psichiatri che uscivano dalle sale riunione. Il Dott. Roberto Cestari, presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e il Dott. Giorgio Antonucci hanno preso la parola ribadendo i motivi che hanno portato avanti la manifestazione, cioè l'idea dell'interesse economico piuttosto che l'idea di aiutare qualcuno.

Come già denunciato, mercoledì 1° aprile si è tenuto un convegno a Firenze per passare all'effettiva applicazione della "Dichiarazione di Firenze" di due anni fa che prevedeva tra l'altro "la creazione di un formulario riconosciuto a livello europeo per l'uso degli psicofarmaci per i bambini e per gli adolescenti", "lo sviluppo di programmi all'interno del contesto scolastico" e "pianificare adeguatamente all'interno della comunità servizi di salute mentale per tutte le età". Questo significa che la comunità psichiatrica vorrebbe intervenire anche sui bambini appena nati.

I danni causati da questa pseudoscienza in quasi due secoli di attività dovrebbero averci insegnato qualcosa. Dalle lobotomie all'elettroshock, dalla contenzione agli psicofarmaci la psichiatria ha collezionato solo crimini e fallimenti. In America dal 1960 al 2000 sono morte negli ospedali psichiatrici circa 1.100.000 persone, il che corrisponde a circa il doppio di tutti i caduti americani dalla guerra civile alla guerra del Golfo. Nel frattempo, le statistiche del numero di malattie e malati mentali costante aumento. I programmi psichiatrici in nazioni come America, Svizzera, Francia, Inghilterra, Germania ecc. hanno prodotto più di 20 milioni di bambini etichettati come malati mentali che assumono psicofarmaci. Vogliamo veramente che gli psichiatri mettano le mani anche sui bambini appena nati?

Per avere più informazioni è possibile visitare la mostra multimediale esposta presso la sala presidenziale della Stazione di Santa Maria Novella. Attraverso documentazione originale porta i cittadini a conoscenza degli abusi dei diritti umani nel campo della salute mentale dal 1700 ai giorni nostri, rimarrà a Firenze fino all'8 aprile con orario 9.30 – 19.30. Entrata gratuita.

CCDU - Marcia a Firenze - 4 APRILE 2009 - PARTECIPA ANCHE TU

venerdì, aprile 03, 2009

Figli di immigrati – un nuovo mercato per la psichiatria. La Regione Lombardia finanzia lo screening di massa sui bambini degli immigrati

La Regione Lombardia finanzia lo screening di massa sui bambini degli immigrati
Il 6 marzo scorso si è svolto a Milano un convegno: "Dalla parte del bambino", promosso dall'IRCCS "E. Medea". Qualche giorno dopo viene annunciato che è stato presentato un progetto finanziato dall'Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia con un contributo complessivo di 2,7 milioni di euro per gli anni 2009-2011 finalizzato ad affrontare i problemi della salute mentale dei figli minorenni di immigrati nel Comune di Milano. ( v. Vita Magazine " Minori. La Lombardia attenta ai migrati con problemi psichici, 10 .03.2009- http://beta.vita.it/news/view/89943)
Alcuni risultati riesumati dal vecchio Progetto Prisma realizzato dall'Istituto Medea, qualche anno fa, dove erano stati sottoposti a screening i bambini di diverse scuole di cinque regioni italiane al fine di individuarne i "disturbi mentali": Adhd ( defict di attenzione ed iperattività), ADD ( Deficit di attenzione), Disturbo Oppositivo-provocatorio, ecc., sono stati sufficienti a convincere l'Assessorato ad aprire le porte allo screening di massa dei figli in età infantile e preadolescenziali di immigrati, la componente più debole e meno informata della comunità, che difficilmente si opporrà o ne contesterà i risultati e le conseguenti soluzioni proposte.
Le Unità Operative di Neuropsichiatra dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Uonpia) di Milano e altri enti hanno presentato il progetto ed hanno già annunciato che il loro primo passo sarà un'analisi epidemiologica per diagnosticare disturbi mentali e di apprendimento attraverso test, uno screening di massa, su circa 60 mila bambini solo a Milano.
Tutto questo malgrado in diverse regioni e a livello nazionale, constatando la pericolosità di queste iniziative psichiatriche siano stati emessi atti legislativi per vietare la somministrazione all'interno delle scuole di test o di questionari relativi allo stato psichico ed emozionale degli alunni. La Regione Piemonte con la legge n.21, la Provincia Autonoma di Trento con la legge n.4 del 2008, e la recente Circolare n.4226/P4° emessa dal Ministero dell'Istruzione.

I centri UONPIA non sono scuole, non sono centri sociali, il neuropsichiatra infantile non è un‘insegnante, non è addestrato per risolvere le difficoltà di lingua e di integrazione che questi bambini possono avere. L'integrazione interculturale non è di competenza della neuropsichiatria.
Le famiglie arrivano in Italia per garantire ai loro figli un futuro e possibilità migliori e le nostre Istituzioni danno loro diagnosi e terapie psichiatriche, facendo leva sulle difficoltà che un qualsiasi bambino in un paese straniero potrebbe avere e incanalandoli in un futuro di possibili pazienti psichiatrici.
Gli stessi programmi attuati negli altri paesi come negli Usa, hanno portato quasi otto milioni di bambini ad essere etichettati con "disturbi mentali" e successive somministrazioni di potenti e pericolosi psicofarmaci. Nei soli Usa quasi 200 bambini sono morti a causa di trattamenti con psicofarmaci, fino al punto di indurre il Parlamento USA ad approvare una legge che attribuisce ai genitori di bambini etichettati il diritto di non accettare eventuali terapie o trattamenti che essi non condividono. Per non parlare di effetti collaterali come la violenza, vedi le innumerevoli stragi nelle scuole americane: le indagini hanno appurato che erano tutti sotto trattamento di psicofarmaci.

In Italia abbiamo già i primi casi di bambini etichettati Adhd , in cura con psicofarmaci che hanno tentato il suicidio. L'ultimo bollettino dell'AIFA (Agenzia Italiana del farmaco) a pagina sette informa circa le idee di suicidio di due bambini, una piemontese di 9 anni ed un bimbo sardo di 10 anni entrambi in trattamento con Atomoxetina nel 2008 , la bimba da sette mesi ed il bimbo da 10 mesi.

L'esperienza degli altri paesi e quanto sta avvenendo in Italia dovrebbe allarmarci ed indurci a non ripetere gli stessi errori. Chi ha in mano le sorti di migliaia di bambini non può ignorare e non documentarsi su questi fatti. Aprire le porte a programmi i cui risultati sono stati quelli di cui sopra è inaccettabile e non privo di conseguenze per tutti.

Nella situazione di crisi che stiamo vivendo le famiglie degli immigrati e le famiglie
italiane hanno bisogno di un vero aiuto, di istruzione, di dare un futuro migliore ai propri figli e potenziare le iniziative di sostegno linguistico ed educativo già esistenti.

Il CCDU ritiene che i test non devono essere fatti come screening, a tappeto, sulla popolazione infantile italiana — poiché questo viola la libertà dei cittadini ed è una intrusione dello stato nella famiglia.
Purtroppo molte di queste iniziative nascondono interessi di case farmaceutiche e lobby psichiatriche volti a medicalizzare la scuola per trarne dei profitti economici. Invitiamo pertanto i genitori ad informarsi scrupolosamente su queste proposte ed a monitorare le attività didattiche per scoprire se tali iniziative vengono fatte sui propri figli.

All'interno della mostra itinerante del CCDU, il 3 aprile a Firenze è previsto un convegno dal titolo "Dove sta andando la scuola – disturbi di apprendimento e diagnosi sui bambini", convegno già proposto in altre città e che ha avuto un grande successo.